Russell Tovey e Pedro Pascal concordano sul fatto che essere “versatili” sia la cosa migliore

Grandi amici, Pedro Pascal ha intervistato Russell Tovey per il lancio del film queer Plainclothes, parlando proprio di tutto...

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Russell Tovey è stato intervistato dal suo grande amico Pedro Pascal per promuovere il suo nuovo film queer, “Plainclothes” di Carmen Emmi, in cui l’ex volto di Looking recita al fianco di Tom Blyth.

Plainclothes di Carmen Emmi, la trama

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Ambientato nella Syracuse degli anni ’90, Plainclothes, che non ha ancora una data d’uscita per il mercato italiano, vede Blyth nei panni di Lucas, un giovane poliziotto sotto copertura incaricato di adescare e arrestare uomini gay. Tovey è invece Andrew, sua prossima vittima che finirà per travolgerlo. Perché quella che inizia come un’operazione sotto copertura nel bagno di un centro commerciale diventa qualcosa di molto più elettrizzante e impossibile da negare. In primis a sè stesso…

Pedro Pascal intervista Russell Tovey

Dalle pagine di Man About Town, Pascal ha sottolineato l’elemento “nostalgico” di Plainclothes e il suo richiamo al cinema queer indipendente degli anni ’90.

“C‘è un prete, c’è un poliziotto, quindi c’è tutta questa fantasia“, ha precisato il divo di The Mandalorian. “E poi l’erotismo del pericolo, e appena sotto tutto questo il dolore della vergogna, il veleno della vergogna, e la liberazione da essa, che è davvero, davvero bellissima.”

“Mi piace la ‘vergogna’ come tema, e come possiamo essere altamente funzionali e pieni di vergogna”, ha concordato Tovey.

“Come siamo fondamentalmente altamente funzionali e pieni di vergogna”, ha aggiunto Pedro.

Tovey ha poi sottolinea quanto sia stato difficile per lui, giovane uomo gay, diventare maggiorenne nei primi anni ’90. “Non mi sentivo al sicuro, provavo una vergogna innata. E credo che ancora ce l’abbia”. “Sento che il mio personaggio, Andrew, è pieno di vergogna, ma è altamente funzionale e sa come sopravvivere”. Tutto cambia quando nel film il suo Andrew incontra Lucas: “lo capovolge completamente, letteralmente, metaforicamente e fisicamente”.

“È versatile”, ha commentato Pedro Pascal. “Sì, e anche Lucas. È il modo migliore di essere. Versatile è la cosa migliore”, ha risposto Tovey, che ha poi ricordato di aver discusso con la regista Carmen Erri per una precisa rappresentazione sessuale.

Le ho detto: ‘Voglio che i preservativi siano visibili. Voglio che Andrew si assicuri di essere gentile con lui. È molto chiaro”. “Ha dei limiti ben definiti, e dice: ‘Ecco cosa succede…’. Quindi per lui è uno shock lui quando Lucas li ignora. Volevo che Andrew fosse qualcuno che, quando Lucas se ne va, potesse dire ‘Ho fatto sesso sicuro’. “Mi sarebbe piaciuto che le mie prime esperienze fossero state con qualcuno del genere. Ma non è stato così; ero completamente fuori controllo. Nel film c’è una dinamica di potere in cui io [Andrew] ho tutto il potere. Sono l’uomo più anziano, ho più esperienza. Poi scopri all’improvviso che [Lucas è] un poliziotto, e il potere cambia gradualmente in un secondo”. “[Andrew] dice tipo, ‘Oh, caz*o. Quindi stavi cercando di prendermi di mira in bagno?’. Adoro il fatto che questo film capovolga la situazione in questo modo. Lo definirei un thriller romantico, perché ti importa davvero di questa coppia“.

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Plainclothes è ambientato nel 1997, ovvero negli anni in cui l’indimenticato George Michael fu arrestato a Los Angeles per “atti osceni in luogo pubblico”. Una situazione “ridicola” per Pedro Pascal. “Venne preso di mira”. “Era un modo per prenderti di mira, perché in un certo senso stai manipolando un tabù; in primo luogo, una vulnerabilità. Un bel poliziotto che flirta con un uomo represso, o un uomo che sta semplicemente trascorrendo la sua innocente giornata”.

Mi tocca personalmente“, ha risposto Tovey. “Sappiamo che sei stato beccato 100 volte“, ha aggiunto ironicamente Pedro. “Sì, questo [Plainclothes] è un documentario”, la risposta divertita di Pascal, sempre più icona LGBTQIA+, alleato di un’intera comunità, in prima linea contro gli odiatori omobitransfobici, richiestissimo ad Hollywood con nuovo film queer firmato Todd Haynes all’orizzonte e ora anche “intervistatore”.

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