
Devo dirvi la verità: non so se quest’anno riuscirò a essere così onesto nei voti come gli altri anni. Da quando è entrato Carlo Conti mi sono reso conto che la tv deve avere problemi di saturazione del colore e non distingue più i bianchi dai neri e soprattutto gli arancioni che ha in faccia.
C’è di buono che alle 21.15 sta già cominciando il primo pezzo. Onore e gloria. Quindi che si cominci.
CHIARA: nell’intro racconta che “non vuole cantare d’amore”. Sappiamo tutti che è così perché è una gattara disperata che ha detto sì al massimo a Valsoia. Il brano è discreto. Con la stessa intro dell’altro suo unico pezzo ascoltabile: “Due respiri”. Avrei voluto per un attimo che salisse sul palco Jean Louis David a schiaffeggiarla per la tinta che ci ha propinato. Poi mi è bastato pensare al suo vestito e al detto “chi veste di giallo muore senza provarlo”. Poverina. #gattaraMOODon Voto: 7

GIANLUCA GRIGNANI: Grignani canta come me quando credo di conoscere le parole di una canzone in inglese e invece le stecco tutte. Testo non pervenuto. È tutto. Voto: 4 ½
Entra la buona ARISA: in mancanza di un reggiseno ha deciso di metterci tutto il suo entusiasmo. E presenta ogni canzone così come racconterebbe una vasectomia. Ma Arisa è sempre Arisa e le si perdona tutto. Voto: 6

E quando tutto sembra scorrere serenamente arriva il momento della gggente, del popolo, di coloro che devono conquistare la ribalta sanremese pur essendo dei signori nessuno. In questo caso c’è la storia della famiglia Anania, che ha 16 figli e rappresenta la quota ciellina di Catanzaro che si contrapporrà alle scelte dissolute di Tiziano Ferro. Praticamente ITALIAN HORROR STORY e uno spot alla politica cinese del figlio unico.
Arriva poi MALIKA AYANE: 4 album fatti, 4 festival. Una che canta, con un pezzo notevole che parte morbido e ci salva dalle urla imperanti delle altre sguaiate. Peccato che nella coreografia debba occuparsi di fare i segnali agli aerei che atterrano. Sarà una delle sorprese. Voto: 6 ½

Meno male che poi arriva lui: il TIZIANO nazionale. Colui che ha fatto pratica da Massimo Ranieri ed è diventato il re degli strappa mutande di tutte le coppie italiane. Roba che durante il suo medley di Tiziano i coniugi della big family dietro alle quinte hanno concepito il diciassettesimo figlio. È stato talmente il dominatrix della serata che esce dicendo buonanotte. Ecco appunto. Anche perché appena parte una cassa bella tosta, si rianimano le prime file ed è d’obbligo qualche infartino e qualche capsula. Voto: 8
Certo che subito dopo passare ai DEAR JACK non è bene. Il loro testo: “Il mondo esplode, tranne noi”. Peccato. Voto: 4

+++Sanremo Breaking news+++ Il padre Anania ha raccolto i 16 figli e ha detto loro: “fate i bravi o da grandi diventerete come Siani”.

Qui necessita la seconda parentesi sulla buona Emma che, come mi fa notare la capa suprema del mondo Caterina, presenta Lara Fabian dicendo “madre siciliana, padre chitarrista”. Che quindi deve essere nato a Chitarria, provincia di non so dove. Emma, comunque, si è cambiata. Ed è indecente che ci sia tanta gente disoccupata in giro e il suo costumista continui a lavorare.
ALBANO & ROMINA: Il miglior momento di tv nazionalpopolare dell’anno. Come dice il mio amico Cipriani lei è vestita e pronta per prendere l’aliscafo per Panarea. Ma insieme dimostrano che nulla è cambiato. Si odiano esattamente come facevano 20 anni fa, solo che Romina è ancora più sfiatata. Si vede palesemente che lei vuole tornare in India dimenticata dal mondo e dagli uomini a cantare delle scie chimiche, ma solo dopo aver girato l’IBAN alla produzione festivaliera. Io l’ho amata perché ci ha dimostrato che il tacco 4 è ancora legale. L’ho odiata perché non ha preso quel microfono e dato il via alla caciara suprema cantando “Il ballo del qua qua” Voto: 7 (per la reunion di questa sera io voglio Columbro e la Cuccarini).
COCONUDA: si merita un voto. Negativo. Questa pubblicità senza la Tatangelo non ha più senso. Voto: 3

GRAZIA DI MICHELE / MAURO CORUZZI: Si parla di transgender. In una maniera onesta e pulita, specialmente in un contesto come quello a cui abbiamo assistito fino ad ora di baciati dallo spirito santo. Le voci però sono quello che sono, l’interpretazione anche. Voto politico : 6
Arriva l’altro ospite della serata: Fabrizio Pulvirenti, il medico che è guarito dall’Ebola. Che esordisce dicendo: “Se fossi stato nero probabilmente non sarei qui”. E Conti si tocca le palle. Avrei troppo amato se a un certo punto avesse cominciato a gridare con tono satanico: “Non è vero, non sono guarito” e giù di corsa in prima fila a baciare tutti i raccomandati.

+++Sanremo Breaking news+++ È nato il diciassettesimo figlio della famiglia Anania: EMMO ALBANO.
NESLI: La sua situazione è simile a quella di Annalisa. In attesa da anni del boom che non arriva. E non arriverà con questa canzone un po’ paracula, che gioca in difesa e dice di avere scritto nella “cameretta”. Amore d’un Nesli. Nella cameretta? Hai 40 anni e non sei Violetta, per cortesia. Io rimango comunque incantato sempre dalla sua bontà e dalle sue orecchie che sembra quasi che gli sali sulle spalle, gli prendi le orecchie e lo metti in moto. Poi una sua frase della canzone è la definitiva del Festival: “Dammi l’amore in faccia”!. Un inno al facial che la mia amica Moira ha già messo come idioma di presentazione su Badoo. Voto: 5 ½
E ci vediamo questa sera con le 10 canzoni mancanti e l’arrivo di Conchita Wurst che è stata già omaggiata da una simpatica battutona della Emma Brown (che, per altro, è stata asfaltata all’Eurofestival proprio da Conchita). Una roba tipo: “Le donne sotto la doccia cantano, gli uomini si fanno la barba (che poi, forse, i suoi amici camionisti), Conchita Wurst sotto la doccia canta e si fa la barba”. Beh, che simpatia, che avanguardia. Io lancio l’hashtag definitivo della serata, che fu anche il titolo di una gloriosa edizione di Miss Alternative: #marronemai
(foto: sito ufficiale Rai e pagina Facebook del Festival di Sanremo)
