Sanremo 2026 sta ufficialmente alzando il sipario della sua 76esima edizione condotta da Carlo Conti (l’ultima, come più volte ribadito). Al Teatro Ariston, proprio in queste ore, si stanno svolgendo le prove a porte chiuse per addetti ai lavori e stampa e, Gay.it, quest’anno presente anche come giuria votante, vi racconta le sue emozioni a caldo dopo l’ascolto.
In questo articolo
- 1 Sanremo 2026, le pagelle delle prove generali: Arisa apre le danze
- 2 Dargen D’Amico – “AI ai”
- 3 Francesco Renga – “Il meglio di me”
- 4 Ditonellapiaga – “Che fastidio”
- 5 Eddie Brock – “Avvoltoi”
- 6 Mara Sattei – “Le cose che non sai di me”
- 7 Luchè – “Labirinto”
- 8 Enrico Nigiotti – “Ogni volta che non so volare”
- 9 Bambole di pezza – “Resta con me”
- 10 Nayt – “Prima che”
- 11 TrediciPietro – “Uomo che cade”
- 12 Sal Da Vinci – “Per sempre sì”
- 13 Malika Ayane – “Animali notturni”
- 14 Fulminacci – “Stupida sfortuna”
- 15 Sayf – “Tu mi piaci tanto”
- 16 Fedez e Masini – “Male necessario”
- 17 Levante – “Sei tu”
- 18 Ermal Meta – “Stella stellina”
- 19 J-Ax – “Italia starter pack”
- 20 Chiello – “Ti penso sempre”
- 21 Serena Brancale – “Qui con me”
- 22 LDA e Aka7even – “Poesie clandestine”
- 23 Raf – “Ora e per sempre”
- 24 Maria Antonietta e Colombre – “La felicità e basta”
- 25 Tommaso Paradiso – “I romantici”
- 26 Samurai Jay – “Ossessione”
- 27 Elettra Lamborghini – “Voilà”
- 28 Leo Gassmann – “Naturale”
- 29 Patty Pravo – “Opera”
- 30 Michele Bravi – “Prima o poi”
Sanremo 2026, le pagelle delle prove generali: Arisa apre le danze
Arisa con “Magica favola”, in questo Festival ci racconterà una parte molto intima della sua vita. Il testo estremamente autobiografico e “fiabesco”, rievoca il mondo Disney, ma senza diventare stucchevole.
Rosalba si prende cura del palco e ci ricorda molto i tempi d’oro de “La notte”. Il suo bilancio emotivo, dopo sette Festival (questo sarà l’ottavo), potrebbe regalarci una parte ancora inedita e “nascosta” del suo percorso artistico.
Voto: confermiamo l’8 che aveva già dato il nostro direttore Giuliano Federico durante il suo primo ascolto.
Dargen D’Amico – “AI ai”
Dargen D’Amico con “Ai ai”, sgancia un po’ di sano rap d’altri tempi e ci fa ballare, ancora una volta. Meglio di “Onda alta” e “peggio” di “Dove si balla”, anche se l’effetto “fotocopia” – purtroppo – è sempre dietro l’angolo.
La sala stampa ha apprezzato anche la sua scelta dell’outfit, ma sarebbe interessante scoprire se c’è dell’altro oppure finisce tutto qui.
Voto: 6 sulla fiducia.
Francesco Renga – “Il meglio di me”
Francesco Renga si presenta a Sanremo 2026 con “Il meglio di me”. Sul palco dell’Ariston la sua solita cascata di riccioli e il sorriso smagliante e rassicurante.
Una canzone con un crescendo interessante e che lui gestisce alla perfezione.
Voto: 6 1/2
Ditonellapiaga – “Che fastidio”
Ditonellapiaga torna a Sanremo 2026 con “Che fastidio”, un brano autobiografico che parla di una lunga serie di “seccature” non ignorabili. Per la serie: “qualcuno dovrà pure dircelo” e lo fa Margherita, con la sua solita deliziosa irriverenza. Il tormentone è dietro l’angolo, ma farà bene a tutti, anche a lei che spesso si è lasciata andare dietro le “logiche” del: “starò facendo bene?”.
Sì Margherita, stavi facendo proprio bene e anche il Teatro si è accorto, molti applausi in sala.
Voto: 9
Eddie Brock – “Avvoltoi”
Eddie Brock considera la chiamata di Carlo Conti a Sanremo 2026 come la chiamata in Nazionale: “Sarei stato un pazzo a dire di no”, afferma in queste interviste sanremesi.
“E resti sola dentro un letto da rifare, perché è più facile per te farti spogliare”, canta Brock, parlando del cosiddetto “malessere” (dicono così quelli giovani: no?), ma – per fortuna – non si tratta di lui.
Eddie, con una struggente forza, ci parla di un amore non corrisposto nei confronti di una donna in preda agli “avvoltoi”. Interessante metafora, purtroppo anche attuale.
Voto: 7 1/2
Mara Sattei – “Le cose che non sai di me”
Mara Sattei è elegante, gentile raffinata. Poteva osare di più, perché la voce c’è così come la presenza scenica e il suo ultimo album merita davvero.
Sale sul palco in punta di piedi, ma forse non è “impattante” come avevamo previsto/sperato.
Voto: 6 1/2
Luchè – “Labirinto”
Ritmo quasi “ipnotico” e lodevole il tentativo del rapper che non è solo “barre”, ma si impegna anche a cantare ciò che scrive. Quasi più abbronzato di Carlo Conti, ma questo non c’entra con il nostro giudizio.
Voto: 6
Enrico Nigiotti – “Ogni volta che non so volare”
Molto discreto e maturo. Il brano forse un po’ “sottotono”, ma merita sicuramente più ascolti per arrivare nella giusta maniera: abbiate fiducia!
Voto: 7
Bambole di pezza – “Resta con me”
“Resta con me” ha chiaramente il sapore di un gruppo (tutto al femminile, evviva!) che sul palco sa perfettamente quello che sta facendo. Di loro sentiremo parlare e l’intonzione, così come la vocalità, c’è tutta per un pezzo che non è assolutamente semplice.
Voto: 7
Nayt – “Prima che”
La sua scrittura è una vera certezza e il brano intimo di Sanremo ne è la conferma!
Voto: 7
TrediciPietro – “Uomo che cade”
Per TrediciPietro è il suo primo Sanremo. L’etichetta del “figlio di” per lui non esiste, si comporta bene, conosce il palco e lo utilizza al meglio. La canzone funziona alla grande, esattamente come lui.
Voto: 8 1/2
Sal Da Vinci – “Per sempre sì”
Tutto il teatro è impazzito per Sal Da Vinci. Dopo “Rossetto e caffè” il buon Sal punta al podio, e porta al Teatro Ariston della musica italiana una canzone che ascolteremo “in tutti i laghi e in tutti i luoghi”: bella rivincita!
Voto: 6 1/2
Malika Ayane – “Animali notturni”
La raffinatezza di Malika Ayane si riconosce fin dal primo ascolto e anche questo “colpo di scena” ha ottenuto il risultato sperato. Il sound che richiama le atmosfere del Brasile ti “costringe” a muoverti e ballare con lei. Sonorità anni ’70 e una “leggerezza” degli inizi che la rende sempre riconoscibile, centrata e perfettamente consapevole della sua presenza sul palco.
Voto: 9
Fulminacci – “Stupida sfortuna”
Una penna riconoscibile e talentosa. Fulminacci con “Stupida sfortuna” ci regala un brano fresco ed attuale, con una certa maturità che si fiuta a metri di distanza.
Voto: 8 1/2
Sayf – “Tu mi piaci tanto”
Probabilmente una delle rivelazioni del Festival di Sanremo 2026. Sayf con “Tu mi piaci tanto” porta un sound interessante e credibile.
Voto: 9
Fedez e Masini – “Male necessario”
Potrebbero rientrare con molta facilità nella top 5 (o addirittura vincere). Il brano convince al primo ascolto, molto meno la loro “intesa” che sul palco non traspare.
Voto: 7
Levante – “Sei tu”
Voce perfetta per una canzone estremamente difficile. “Sei tu” emoziona e convince: bellissima e sempre efficace, si sente che il brano le piace e l’ha scritto con passione e trasporto: più Levante per tutti.
Voto: 9
Ermal Meta – “Stella stellina”
Ermal Meta con “Stella stellina” porta sul palcoscenico di Sanremo 2026 una tematica attuale ed estremamente dolorosa. Il ritmo gitano potrebbe “confondere”, ma l’attenzione al testo riporta tutto al centro.
Per certi versi mi è venuta in mente “Gechi e vampiri” di Geraldina Trovato e, anche in questo caso, il “dolore” mischiato alla ballata, ti “schiaffeggia” e scuote.
Lui poi, sempre impeccabile (e – secondo noi – ha già in tasca il premio della critica).
Voto: 8 1/2
J-Ax – “Italia starter pack”
Solo per la coreografia e il ritornello, la ascolteremo per tutta l’estate, ma non siamo sicuri possa essere un bene. J-Ax con “Italia starter pack” porta all’Ariston la musica country dei saloon.
Il teatro ha apprezzato, noi un po’ meno.
Voto: 5
Chiello – “Ti penso sempre”
Chiello con “Ti penso sempre” potrebbe essere una delle sorprese di questo Sanremo 2026. Il pezzo c’è e si vede. Lui, con questa aria schiva e introversa, ha già conquistato il nostro cuore in questa barbara epoca storica dove tutti fanno a cazzotti per un attimo di popolarità.
Lui non strafà e confeziona un bel pezzo rock di cui sentiremo parlare.
Voto: 8
Serena Brancale – “Qui con me”
Serena Brancale porta sul palcoscenico di Sanremo 2026 un momento doloroso della sua vita. “Qui con me” è dedicata a sua madre e, sul palco dirige l’orchestra anche sua sorella, una combo sicuramente emozionante e lei regge con una voce incredibile e una estensione vocale indiscutibilmente eccezionale.
Canzone classica per un Sanremo che, quasi certamente, le consegnerà la vittoria (conservate questo articolo).
Il teatro era in piedi.
Voto: 8
LDA e Aka7even – “Poesie clandestine”
Duetto inedito uscito dalla porta di Amici e rientrato dalla “finestra” di Sanremo 2026. Ritmo dance trascinante e ritornello che ci porta velocemente in spiaggia.
Lodevole la loro intesa sul palco, questi due ragazzi si vogliono proprio bene e sono felici di cantare questa canzone.
Voto: 7 per l’atmosfera spensierata, ma potrebbe migliorare con i prossimi ascolti.
Raf – “Ora e per sempre”
Raf ci regala una canzone d’amore classica e nel suo stile. Non ci offre particolari “sorprese”, ma il suo registro musicale è affidabile e non stona mai, merito anche della sua calibrazione vocale, senza eccessi e neppure sbavature.
Un bel rientro che sarà sicuramente apprezzato (in Teatro in molti hanno gradito).
Voto: 7
Maria Antonietta e Colombre – “La felicità e basta”
Coppia sul palcoscenico ed anche nella vita, Maria Antonietta e Colombre con “La felicità e basta” portano l’indie al Teatro Ariston di Sanremo 2026.
La loro intesa si sente tutta e il risultato è una canzone orecchiabilissima, intelligente e ironica al punto giusto: “Baby, facciamo insieme una rapina”.
Bravi, affiatati e tutt’altro che dilettanti.
Voto: 9
Tommaso Paradiso – “I romantici”
Insieme a Calcutta e Gazzelle, Tommaso Paradiso ha dato il giusto spessore all’indie italiano (prima con i TheGiornalisti e poi da solista”. Per la sua prima volta sul palcoscenico dell’Ariston presenta “I romantici” e resta perfettamente aderente al suo registro musicale: si poteva osare un pelo di più? Chi lo sa!
Voto: 7
Samurai Jay – “Ossessione”
Samurai Jay confeziona “Ossessione”, un brano un po’ “furbo” con tutte le componenti efficaci del caso: ritmi latini, coreografie e la “presenza” di Belen Rodriguez (scoprirete in che modo durante la serata dedicata alle cover di venerdì sera).
Il teatro ha applaudito e il “tormentone” è stato servito sul piatto d’argento, non c’è che dire.
Voto: 6.
Elettra Lamborghini – “Voilà”
“Elettra, Elettra Lamborghini” (questa volta la celebre frase tormentone non apre la sua canzone di Sanremo 2026). “Voilà” cita l’intramontabile Raffaella: “Viva, viva, viva la Carrà”, ed i riferimenti più o meno ruffiani alla comunità queer li abbiamo portati a casa.
Anche il “concept” non si discosta di molto dal solito sound proposto negli anni.
Non c’è novità e, per quanto apprezziamo gli sforzi, restare fedeli a se stessi non sempre paga.
Non si classificherà tra le prime posizioni, ma sarà tra i brani più trasmessi in radio, che ci piaccia o meno.
Voto: 5
Leo Gassmann – “Naturale”
Leo Gassmann esordisce con un brano intimo che cresce ed esplode con un ritornello delicato e romantico. Parla “d’estate” di “motorini”, “Roma d’agosto” e “Baci che sembravano schiaffi”.
“Tu che sei più bella al naturale” è una frase che vorrebbe sentirsi dire chiunque, non prendiamoci in giro.
Voto: 7
Patty Pravo – “Opera”
“Opera” è stata scritta da Giovanni Caccamo e la sua penna si riconosce al primo ascolto. Patty Pravo potrebbe cantare qualsiasi cosa e risultare a fuoco e credibile.
Tuttavia, si poteva osare un po’ di più: male non avrebbe fatto!
Voto: 7
Michele Bravi – “Prima o poi”
Michele Bravi in “Prima o poi” parla di un amore finito che fa ancora male: “Dovresti vergognarti che dopo anni non la smetti di mancarmi” e lo racconta con una forza vitale e viscerale.
Un racconto tanto intimo e impattante mancava in quel palco, bravo Michele!
Voto: 8
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