Il Festival è finito, ma Sanremo 2026 non è ancora davvero archiviato. Questa domenica 1 marzo, alle ore 12, va in scena l’ultima conferenza stampa ufficiale della kermesse, con protagonisti Carlo Conti, il vincitore Sal Da Vinci, Sayf e Ditonellapiaga. Un appuntamento chiave per tirare le somme dell’edizione 2026 del Festival di Sanremo, commentare la serata finale e rispondere alle domande della stampa.
Dalla vittoria di Sal Da Vinci alla direzione artistica di Carlo Conti, la conferenza conclusiva rappresenta il momento in cui si chiariscono retroscena, polemiche e scelte artistiche che hanno segnato questa edizione. Gay.it segue in diretta l’incontro per raccontare dichiarazioni, bilanci e prospettive future del Festival più seguito d’Italia.
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Sanremo 2026: l’ultima conferenza stampa del Festival
L’ultima conferenza stampa di Sanremo 2026 si è aperta con le parole di Sal Da Vinci, vincitore della kermesse. “Questa è la vittoria di un popolo”, ha esordito, “Ieri si è realizzato uno dei sogni più belli che ho generato da quando faccio questo mestiere. Questa è la vittoria di tutti quelli come me che vengono dal basso”.
La parola è passata al secondo classificato Sayf che si è detto contento: “Una volta che superi il terzo posto ci speri, è quasi come perdere ai rigori. Ma sono contento perché la canzone di Sal mi piace tanto. E’ comunque già una grandissima vittoria essere qua”.
Ditonellapiaga, medaglia di bronzo, ha commentato: “Soddisfazione gigante, non mi aspettavo nemmeno di essere presa al Festival. Sono contentissima che un brano come il mio sia sul podio, mi sembra un’allucinazione letterale”, ed ha ricordato il lavoro di squadra con Carolina Bubbico.
Carlo Conti: il bilancio e il passaggio a Stefano De Martino
Quando arriva in sala stampa, Carlo Conti appare disteso e soddisfatto dei risultati ottenuti. Parla apertamente del futuro del Festival di Sanremo e del passaggio di testimone a Stefano De Martino, spiegando come sia nata l’idea di ufficializzarlo davanti alle telecamere.
“Quando due mesi fa, ho detto il mio no definitivo all’azienda (per il prossimo anno) ho chiesto fermamente di fare questo passaggio di consegne in video. Un segno di forte coesione aziendale, di rispetto”.
Conti racconta di essersi trovato al centro di un’edizione sospesa tra memoria e prospettiva. “Mi sono ritrovato di mezzo in un Festival dedicato al passato, con Pippo Baudo, e orientato sul futuro con Stefano”. Un’immagine che sintetizza il senso della sua direzione artistica, divisa tra omaggio alla storia e apertura a una nuova fase.
Tutti i premiati del Festival
Durante la conferenza spazio anche ai premi collaterali. In sala ci sono Fulminacci, che conquista il Premio della Critica Mia Martini, e Serena Brancale, scelta dalla Sala Stampa Lucio Dalla.
Entrambi prendono la parola per ringraziare. Fulminacci ammette di aver vissuto la serata finale con grande trasporto. “Ieri sera non mi venivano parole intelligenti, ma solo emozioni basiche. Sognavo questo Premio fin da bambino. Vi ringrazio”, dice, sorridendo e ricordando anche il settimo posto in classifica come un risultato di cui andare fiero.
Serena Brancale accoglie il riconoscimento con la stessa gratitudine, consapevole del valore che questi premi hanno all’interno del Festival.

