Il 4 maggio Sasha Velour arriva al Teatro Nazionale-Italiana Assicurazioni di Milano con SASHA VELOUR’S TRAVESTY, unica data italiana del Travesty Tour.
Il nome non è casuale: “Velour” è il nome di un tessuto spesso usato come sostituto economico del velluto, metafora perfetta per il drag, secondo Sasha stessa, secondo cui “l’arte drag è un antidoto alla vergogna“. Il nome Sasha, invece, è un omaggio ad Alexandra Kollontai, leader femminista russa, e Alexander Herzen, filosofo russo: i suoi genitori gliel’hanno dato deliberatamente.

Figlia di un professore di storia russa e di un’accademica, Velour è cresciuta a Urbana-Champaign, Illinois, dove era “l’unica persona queer che conosceva“. Prima del drag: una borsa di studio in Russia, un lavoro part-time come guardia di sicurezza all’Hermitage di San Pietroburgo e un tirocinio alla Staatsoper di Berlino. Poi un master in fumetto e illustrazione, e infine Brooklyn.
La svolta arriva nel 2017, con la vittoria alla nona stagione di “RuPaul’s Drag Race“. Ma non è il titolo a renderla leggendaria: è il momento in cui, durante il lip-sync finale su “So Emotional” di Whitney Houston, si sfila la parrucca e lascia cadere petali di rosa, una sequenza diventata un punto di riferimento culturale, eletta «performance dell’anno» dall’AV Club e «tra i migliori momenti musicali in TV» da Entertainment Weekly. Velour si esibisce con la testa rasata: un omaggio alla madre, morta di cancro nel 2015, che aveva perso i capelli durante le cure.

Da quel momento il palcoscenico si allarga. Il primo show solista, Smoke & Mirrors (2019–2022), viene definito da Forbes «un tour de force da cui non riesci a staccarti» e tocca oltre 90 teatri in 21 paesi, con sold out al Folies Bergère di Parigi e al London Palladium. Il secondo, The Big Reveal (2023–2025), accompagna l’uscita del libro omonimo, manifesto illustrato della storia queer del drag, pubblicato da Harper nel 2023. Nel 2023 Velour firma anche un autoritratto per la copertina del New Yorker Sasha Velour, dopo aver già realizzato nel 2018 il Google Doodle dedicato a Marlene Dietrich.
SASHA VELOUR’S TRAVESTY è la terza produzione teatrale solista. Lo spettacolo, 80 minuti senza intervallo, è la terza produzione itinerante scritta e diretta da Velour. La trama attraversa la storia queer segreta di un unico luogo nel corso del tempo: una strega bruciata sul rogo, un clown che costruisce un teatro, un bar gay clandestino che si ribella alla polizia. Velour incarna tutti questi personaggi attraverso una serie di lip-sync spettacolari, intrecciando performance artistica, storia queer e camp in quello che definisce “la versione più pura, radicale e sperimentale del drag” che abbia mai portato in scena.

Il team creativo include i costumi dello studio Diego Montoya (vincitore di un Emmy Award), il sound design di Palmer Hefferan (candidato ai Tony Award) e scenografia, luci e proiezioni firmate da Cosette “Ettie” Pin. La produzione è di House of Velour.











