
Ciao, sono Jeremy e ho 14 anni. Il mio grave problema è che sento di essere gay ma non voglio esserlo anche perché essendo molto credente sono contro i gay (non voglio che il mio orientamento religioso però influisca sulla risposta). Ho paura di essere stato condizionato all’essere gay anche dai miei compagni che, per la mia magrezza, la mia flessibilità, ma soprattutto per la mia scioltezza nei movimenti, mi hanno etichettato subito come gay. Non voglio assolutamente essere gay e non riesco ad accettare questo fatto. Inoltre, mi piacciono le donne e sono fidanzato da molto tempo con una bravissima ragazza: quando penso a lei mi sento "etero" ma appena si allontana dai miei occhi sono di nuovo il gay di prima. Vorrei che mi aiutaste a risolvere questo problema!
La risposta del Dott. Fabrizio Quattrini

Carissimo Jeremy,
il periodo adolescenziale che stai vivendo è sicuramente un momento in cui le crisi legate alle relazioni, all’identità e quindi anche alla comprensione degli orientamenti sessuali, portano costantemente a domandare, a chiedere e naturalmente a cercare di ottenere delle risposte. Alla tua età è facile riconoscere il forte bisogno di comprendere cosa più si desidera, ciò che più potrebbe gratificare, ma la paura incombente del giudizio sociale è capace di ostacolare costantemente il "naturale" evolversi degli eventi. Ne è la riprova la confusione che emerge dalle poche righe scritte, confusione di un ragazzo ancora giovane per riconoscere un orientamento e non mi soffermo solo sulla possibilità di essere omosessuale; anche il riconoscersi eterosessuali può diventare un difficile cammino di coming out! Quello che posso suggerirti, come mi era già capitato di fare nel gennaio del 2009 ad un altro adolescente di 15 anni, è di non avere paura di sentire emozioni rispetto alla propria importantissima scoperta quotidiana della sessualità. L’omosessualità non deve essere vissuta come un "orientamento" sessuale di serie B, bensì la possibile espressione di un forte ed intenso sentimento che si chiama "amore". Vorrei pero’ aggiungere un particolare importante che si evince dalla tua mail. Infatti, è molto forte l’aspetto stereotipico di un sociale che può "plasmare" e "inclinare" a scegliere verso un particolare orientamento. Sono convinto che essere omosessuali, così come riconoscersi eterosessuali e/o bisessuali coinvolga aspetti costituzionali, ambientali, educativi, sociali etc., ma non accetto la categorizzazione e le etichette, anche se spesse volte gli stessi omo-etero-bisessuali sono i primi a ostentare! Non credo che un ragazzo possa sentirsi omosessuale semplicemente perché troppo magro. Credo che la magrezza o come hai descritto tu la scioltezza dei movimenti sia una grande risorsa. Immagina tutti quei tuoi coetanei conoscenti goffi, o in sovrappeso e chissà forse anche omosessuali?! Ognuno deve riconoscersi per ciò che sente di essere, per ciò che sente di voler vivere, lottando costantemente per ottenere il meglio da sé, raggiungendo la sicurezza psicologico-affettiva e relazionale che più desidera. Smettiamola di soffermarsi sugli orientamenti sessuali, tutti vanno bene! tutti gli orientamenti portano alle relazioni, agli affetti…imprescindibili bisogni dell’essere umano. L’unica vera piaga da abbattere e da risolvere quanto prima rimane sempre e solo l’ignoranza, che nel caso delle omosessualità si manifesta con ferocia per mezzo dell’omofobia.
Un abbraccio
Dr. Fabrizio Quattrini
di Fabrizio Quattrini
