29enne ballerino classico visto danzare al Teatro alla Scala, al Royal Ballet, al Bol’šoj, al San Carlo e all’Opera di Parigi, Sergei Polunin, negli ultimi due anni ammirato anche al cinema in qualità d’attore in film come Assassinio sull’Oriente Express, Red Sparrow e Lo schiaccianoci e i quattro regni, ha diffuso omofobia social attraverso il proprio profilo Instagram.

«Non siate effeminati, siate uomini, lupi e leoni», ha scritto Sergei, scatenando uno tsunami di reazioni indignate. L’Opera di Parigi, che lo attendeva per il Lago dei Cigni tra febbraio e marzo, l’ha fatto fuori dallo spettacolo per i suoi comportamenti ‘incompatibili’ con la direzione e il corpo di ballo.

Fiero sostenitore di Vladimir Putin, tanto dall’essersi tatuato il volto del presidente sul petto, Polunin è il Cigno Nero del balletto russo. Sergei ha gratuitamente attaccato i suoi colleghi ballerini, in particolar modo quelli ’emmeninati’, chiedendo loro di fare gli ‘uomini’.

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«Ci sono già le donne a fare le ballerine, siate maschi. Gli uomini devono essere uomini e le donne devono essere donne». «Siete lupi, leoni, i leader della famiglia». Parole deliranti, soprattutto se indirizzate al mondo della danza, che l’hanno nuovamente catapultato in un fiume di (ricercate e meritate) polemiche.

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