Da oltre tre anni, Simona Ventura e il marito Giovanni Terzi vivono un vero e proprio calvario: oltre 200 messaggi pieni di odio e minacce di morte da parte di un uomo che li perseguita senza tregua. Nei giorni scorsi, il giornalista ha scelto di rompere il silenzio, condividendo su Instagram alcuni audio agghiaccianti che hanno scosso i follower e l’opinione pubblica.
Ad occuparsi del caso è stato Giulio Golia de Le Iene, che ha rintracciato il responsabile: un 48enne residente a Torino, gravemente malato, con una lunga storia di disturbi psichiatrici alle spalle.

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Le minacce di morte a Simona Ventura: lo stalker che la tormenta da anni
Le parole inviate alla coppia sono da brividi. “Voglio morta Simona Ventura”, “La distruggo con le mie mani”, “Un giorno la ucciderò come merita”, “Dentro di me c’è un’incredibile sete di ucciderla”.
Messaggi deliranti, ossessivi, che hanno trasformato la vita della conduttrice del Grande Fratello 2025 in un vero incubo.
Tutto è iniziato quando Giovanni Terzi, tre anni fa, ha scoperto i primi messaggi minatori. All’inizio scelse di non dirlo a sua moglie: “Voleva proteggermi”, ha spiegato Ventura durante la puntata de Le Iene del 28 settembre.
Lo stalker accusava la conduttrice di essere a capo di una setta satanica che gli avrebbe distrutto la vita. Nonostante una denuncia presentata un anno e mezzo fa, la Polizia minimizzò: “Ci dissero che era tranquillo e che non lo avrebbe più fatto”. E invece, dieci giorni fa, l’uomo è tornato alla carica con minacce ancora più violente.
Chi è lo stalker di Simona Ventura e Giovanni Terzi
Il servizio de Le Iene ha messo in chiaro il profilo del persecutore: un uomo di 48 anni, torinese, segnato da problemi psichici e da un vissuto familiare difficile.
Nel corso dell’intervista, lo stalker ha rilasciato dichiarazioni deliranti:
“Io sono parente di Simona Ventura, lei fa parte di una psicosetta che mi ha rovinato la vita. Non ho fatto male a nessuno. Ho minacciato preso dalla psicoemotività. Sono parole che si dicono per dire”.
Ha raccontato di vivere ancora con i genitori, di non avere lavoro né denaro, e ha persino accusato la conduttrice di abusi mai avvenuti:
“Simona Ventura mi ha violentato più volte. Si è sdraiata nel letto mentre io ero incosciente in dormiveglia all’ostello di Venezia, nel 1998 insieme a Victoria Cabello”.
Quando Golia gli ha letto i messaggi inviati alla coppia, ha rincarato la dose definendo Ventura “cocainomane” e aggiungendo: “Siccome mi ha rovinato la vita, vorrei vederla spiaccicata”.
Simona Ventura prima del Grande Fratello 2025: paura e angoscia in attesa del debutto
Di fronte a un quadro così inquietante, Simona Ventura non ha nascosto la sua paura, ma ha mostrato anche uno spirito umano e razionale:
“Se ha bisogno di un aiuto ci siamo. Queste persone pensano di essere nel giusto e non vogliono essere aiutate”.
Secondo una fonte vicina alla famiglia, riportata da Le Iene, lo stalker combatte con disturbi mentali da oltre 25 anni: cinque ricoveri, un TSO, manie di persecuzione e un isolamento sociale devastante. “È laureato, intelligente, colto, ma non c’è niente da fare”, ha raccontato la persona intervistata, descrivendo una famiglia logorata da anni di sofferenze.
Il padre, anziano e in pensione, continua a lavorare per mantenere il figlio; la madre è malata. Giovanni Terzi, al termine del servizio, ha espresso il desiderio di sostenere almeno i genitori dell’uomo, mostrando una sensibilità che va oltre la paura e la rabbia.
Questa vicenda mette in luce quanto fragile sia il confine tra malattia mentale, ossessione e pericolo reale. La storia di Simona Ventura e Giovanni Terzi è anche una riflessione su quanto sia urgente affrontare i temi legati alla salute mentale, spesso lasciati in secondo piano fino a quando non sfociano in tragedie annunciate.
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