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Le Spice Girls devono restare per salvare la musica pop

Lo Spiceworld 2019 si è appena concluso con tre date di fila al Wembley Stadium di Londra: 13 date e oltre 700,000 presenze, e noi eravamo tra quelle. E adesso cosa succederà? C'è un futuro per le Spice Girls?

Spice Girls Spiceworld 2019
Le Spice Girls sul finale di "Wannabe", l'ultima canzone dello Spiceworld 2019
5 min. di lettura

Il 5 novembre del 2018 le Spice Girls hanno annunciato il loro ritorno per 12 concerti negli stadi più grandi della Gran Bretagna e 1 in Irlanda, al Croke Park di Dublino.

Un ritorno a 4, data l’assenza di Victoria Beckham, che ha deciso di non esibirsi con le sue bandmates ma di rimanere disponibile per altri progetti off-stage.

Nonostante i mille dubbi per l’assenza dell’amica e collega (e attualmente anche la Spice più famosa), Geri Halliwell, Melanie C, Mel B ed Emma Bunton si sono ugualmente riunite e il mondo le ha accolte con grandissimo calore.

Un successo che ha sbancato ogni record per Ticketmaster.uk e ha scioccato loro stesse: oltre 700,000 biglietti venduti in pochissime ore per quella che è considerata la reunion più attesa del mondo della musica.

C’eravamo anche noi: Spiceworld 2019, la recensione

A distanza di 7 mesi, lo Spiceworld 2019 Tour si è appena concluso con tre date consecutive nel prestigioso Wembley Stadium di Londra (che pochissimi artisti al mondo possono riempire!) mettendo d’accordo critica e fans: un successo clamoroso.

Vedere le Spice Girls dal vivo, e ve lo possiamo confermare visto che siamo stati alla data di Edimburgo dello scorso 8 giugno, è un frullato emozionale di passato e presente senza precedenti.

Indipendentemente da chi le ha seguite maggiormente, anche nei lunghissimi anni di inattività e nelle loro carriere soliste (Geri Halliwell e Melanie C sono quelle ad aver avuto maggior successo), o chi le ha vissute solo negli anni d’oro, assistere a una gioia collettiva così grande è stato inebriante per tutti.

Dopo 23 anni, il merchandising targato Spice Girls va ancora a ruba!

Uomini, donne e bambini (e anche noi), tutti indistintamente vestiti con magliette raffiguranti Ginger, Baby, Sporty, Scary o Posh (i loro ultracelebri “nicknames”) o con outfit ispirati alle loro personalità.

Un tripudio di vestiti con la Union Jack, Buffalos (le famose scarpe che lanciarono loro a metà degli anni ’90), completi animalier, codine e pellicciotti rosi e tute e croptop per rivivere gli anni ’90 al massimo…ma con lo spirito di ciò che siamo ora.

Complice una magia, una chimica che solo le “ragazze speziate” sanno creare, ci siamo naturalmente immersi nel bambino/teenager che è in noi per quest’esperienza.

Diciamocelo, avere degli idoli che ti permettono di poterti agghindare a tema è liberatorio e quasi catartico, ed è una cosa che fa bene a tutte le età!

Sin dall’arrivo allo stadio, ma anche prima, ci siamo resi conto che la gente ha un disperato bisogno di un qualcosa che stiamo perdendo, e che le Spice Girls ne rappresentano la quintessenza: la musica pop.

Quell’energia, quell’euforia e quel bisogno di musica pop, infatti, si è sentito in tutte le città in cui le Spice Girls si sono esibite.

Per le strade, sui mezzi pubblici, addirittura i segnali stradali (un pannello che ha fatto il giro del globo recitava: “Tram it, ride it, bike it, walk it who do you think you are?“, facendo il verso a una delle loro celebri hits) e nei clubs tutti cantavano le loro canzoni e aspettavano di vederle dal vivo come un bambino aspetta il giorno di Natale.

Come le Spice Girls hanno cambiato il pop e segnato gli anni ’90

Le Spice Girls, co-autrici di tutti i loro pezzi, hanno realmente cambiato il mondo della musica pop.

Dapprima grazie al rinomato Girl Power, quell’attitudine a difendere i propri diritti di donna in un una società patriarcale, che ben presto è diventato qualcosa di più, un “people power”: lottare per tutte le minoranze e chiunque non venga ascoltato.

Poi per il loro sound innovativo e unico (un po’ funky/un po’ motown/un po’ disco/un po’ 60s/un po’ latin/un po’ world music e ballads raffinate) e, ovviamente, per le canzoni in sé, scritte così bene da risultare semplici e spensierate anche quando i testi erano più riflessivi e meno leggeri di quanto potessero sembrare.

Le Spice Girls hanno ereditato l’empowering pop da Madonna (di cui sono fans, specialmente Geri Halliwell e Melanie C) per creare quello che potremmo definire un ‘pop edificante‘.

Spice Girls: non solo “canzonette”

Se “Wannabe” è l’emblema vero e proprio del Girl Power, in cui è la donna a mettere i paletti e le regole in un rapporto e mette l’amicizia al primo posto; “Stop” parla della pressione della fama e del bisogno di fermarsi ogni tanto per apprezzare ciò che si ha, respirare e cercare qualcuno “with a human touch“; “Viva Forever” (la loro miglior canzone, probabilmente) è un poetico inno ai ricordi, il fulcro della vita stessa mentre “Who Do You Think You Are?“, sagace e provocatrice, parla della scalata sociale per diventare famosi.

2 Become 1“, invece, è un inno all’amore e al sesso sicuro (“put it on, put it on when 2 become 1” sì, si riferiscono proprio al preservativo); album tracks come “Do It” ricordano a chi le sta ascoltando che “non importa come ti vesti o ti presenti, l’importante è come ti senti” e che “se devi fare la cosa giusta per piacere di più è meglio fare la cosa sbagliata” mentre in “Last Time Lover” e “Naked” (amatissima dai fans e snobbata, purtroppo, in questo Spiceworld 2019) si parla anche di sesso, incontri piccanti e prostitute.

Canzoni lungi dai testi “sole, cuore, amore” di molte altre pop bands.

Brani che, forse, suonano ancora meglio adesso, con più significato, in un mondo dove la pop music risulta necessaria, proprio perché relagata ai margini della società in cui la trap, il rap e l’hip hop la fanno (tristemente) da padroni.

Spiceworld 2019 dà il benvenuto a tutte le minoranze, gente di ogni età e religione

Le Spice Girls accolgono tutte le minoranze, età e religione allo Spiceworld 2019

Quando le Spice Girls debuttarono sulla scena musicale, nel Luglio 1996, critica e testate giornalistiche le avevano etichettate con il termine dispregiativo “bubblegum pop” e le davano come fenomeno passeggero.

Dopo 23 anni da “Wannabe”, il singolo più venduto in assoluto da una girl band (oltre 10 milioni di copie nel mondo) tutt’ora tra i brani più ascoltati degli anni ’90 su Spotify, quelle stesse testate e gli stessi critici si sono totalmente ricreduti; specie dopo aver assistito a quest’ultimo tour.

Osservare e testimoniare quello che questa band rappresenta, e ha rappresentato, per l’identità di così tanta gente, comprese le super ospiti Adele e Emma Stone, da sempre loro grandissime fans, e non ultima l’iniezione di adrenalina e positività allo stato puro, non può lasciare indifferenti.

Lo Spiceworld 2019, oltre a celebrare la band e la loro musica, ha l’intento di avvicinare le persone di qualsiasi estrazione sociale, sessualità (in una delle date c’è  stata anche una proposta di matrimonio gay sul palco!), età, razze, Paesi, religione, (dis)abilità, così come appare sia nelle immagini proiettate nei maxi-schermi che in una delle magliette del nuovo merchandising.

Non avete idea delle code per accaparrarsi qualsiasi cosa fosse Spice-themed!

Spice Girls? Non sono solo una girl band, ma un movimento

Presenziare a un loro concerto non può non risucchiarti nuovamente nello “Spiceworld“.

Sì perché le Spice Girls non sono solo una girl band ma un vero e proprio movimento.

Ogni fan ha la sua divisa (e accessori) e la sua Spice preferita, che rappresenta un’indole o una propensione diversa alla vita; e ha come ideale quello di rendere la propria vita migliore, far sentire la propria voce e lottare per i propri diritti.

Non ultimo, cercare il lato più divertente e positivo in ogni avversità, tramite l’unità e l’amicizia, da sempre tema portante della loro discografia.

Il futuro delle Spice Girls: un film di animazione e, forse, nuova musica

Ma ora che il tour è concluso che succederà? É di nuovo tutto finito, come accadde nel 2008 dopo il loro ultimo tour?

Sembrerebbe proprio di no!

Le Spice Girls hanno già confermato l’uscita di un film d’animazione (che avrebbe come protagoniste delle supereroine intente a portare il messaggio del Girl Power) nel 2020 che conterrà le loro hits più famose e, probabilmente, anche dei pezzi nuovi.

Inoltre, pare stiano discutendo se estendere  lo Spiceworld tour anche in Australia e come residency a Las Vegas (come molti altri artisti stanno facendo negli ultimi anni).

Dopo averle viste live non abbiamo dubbi: il mondo ha ancora bisogno delle Spice Girls, di quel candore di artiste vere e spontanee che non si vergognano delle loro imperfezioni, sia come esseri umani che come professioniste, e di amare, come lo amiamo noi, il pop… quel genere musicale che speriamo tornino a salvare.

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