Ormai ci siamo. Il 27 giugno arriverà su Netflix la 3a e ultima stagione di Squid Game, a pochi mesi dall’uscita della seconda che aveva introdotto un personaggio trans, Cho Hyun-ju, interpretato tra mille polemiche dall’attore cisgender Park Sung-hoon.
Hwang Dong-hyuk, creatore nonché regista della serie coreana, aveva spiegato il perché di simile scelta, dettato dalla difficoltà di trovare attrici trans in Corea, e ha ora promesso un degno finale per Hyun-ju.
Chi è Cho Hyun-ju in Squid Game?
Una donna forte e complessa che affronta i pregiudizi a testa alta, guadagnandosi il rispetto, proteggendo gli altri all’interno del gioco. Un’ex soldatessa delle Forze Speciali altamente qualificata e addestrata, fino a quando non è stata congedata dopo aver fatto coming out come donna transgender, perdendo anche il sostegno della famiglia e il lavoro. Cho Hyun-ju, che partecipa a Squid Game per pagarsi l’intervento chirurgico di riaffermazione di genere e trasferirsi in Thailandia, è tra le protagoniste della rivolta armata del finale della 2a stagione.
Park Sung-hoon interpreta Cho Hyun-ju
Il suo arco narrativo riecheggia le esperienze trans della vita reale, fatte di resilienza, sopravvivenza e di un lungo e faticoso cammino verso l’accettazione sociale. “Ha dovuto combattere contro molti pregiudizi“, ha precisato Park in un’intervista esclusiva a Gayety. “All’inizio a Geum-ja non piaceva, ma poi si è affezionata a lei e l’ha portata con sé. È quello che spero accada anche con gli spettatori: che inizino a vedere persone come Hyun-ju in modo diverso.”
“Sapevo che ci sarebbero state domande su un uomo cisgender che interpretava questo ruolo, ed è legittimo”, ha continuato Park. “Ecco perché mi sono assicurato di incontrare persone transgender, per chiedere loro consigli e ascoltare le loro storie. Volevo comprendere a fondo le loro esperienze ed evitare di ridurre questo personaggio a una caricatura”.
L’obiettivo dell’attore non era solo quello di “recitare” il ruolo di Hyun-ju, ma anche se non soprattutto di onorare la realtà emotiva, sociale e culturale delle donne transgender, soprattutto in Corea, dove la rappresentazione è ancora dolorosamente rara.
“Tendiamo a vedere molti personaggi transgender ridotti a caricature”, ha aggiunto Park. “Non vogliamo più vederlo. Vogliamo personaggi transgender ricchi di sfumature e stratificati, perché tutte le persone sono stratificate e meritano rispetto”. “Spero che continueremo a vedere più personaggi trans”. “Non solo nei survival game o negli archi narrativi tragici, ma nelle storie d’amore, nelle commedie, in tutto. Meritiamo tutti di essere visti”.
Il creatore di Squid Game in difesa di Cho Hyun-ju
Hwang Dong-hyuk, creatore di Squid Game, ha fortemente voluto includere Hyun-ju. “Nella prima stagione ho dato risalto a personaggi come Ali, un lavoratore migrante, e Sae-byeok, una disertrice nordcoreana, persone emarginate nella società coreana”. “Per la terza stagione ho sentito che era giunto il momento di dare risalto alla comunità transgender, che spesso è tra le più emarginate”.
Per Hwang, creare Hyun-ju non significava limitarsi a un’azione simbolica. Si trattava di cambiare la percezione del pubblico attraverso una narrazione potente ed empatica. “Se qualcuno vede la serie e si sente come Geum-ja all’inizio – esitante, scettico – spero che anche lui possa arrivare a vedere Hyun-ju per quella che è veramente. È così che inizia il cambiamento”.
Squid Game 3, la trama
Nella terza e ultima stagione di Squid Game, ritroveremo Gi-hun (Lee Jung-jae) dopo che ha perso il suo miglior amico nel gioco ed è stato portato alla completa disperazione dal Front Man (Lee Byung-hun), che ha nascosto la sua vera identità per infiltrarsi nel gioco. Gi-hun non demorde nel suo obiettivo di porre fine ai giochi, mentre il Front Man prosegue con la sua prossima mossa e le scelte dei giocatori sopravvissuti causano gravi conseguenze a ogni round.



