Stephen Dorff, rivelazione di “Somewhere”, è un gay mancato

Il protagonista sexy e sornione del gioiello minimalista di Sofia Coppola dichiarò che sarebbe potuto diventare gay ma nel film rifiuta un massaggiatore new age. Da vedere "L'amore buio" di Capuano.

Stephen Dorff, rivelazione di "Somewhere", è un gay mancato - somewhereBASE - Gay.it
4 min. di lettura

Stephen Dorff, rivelazione di "Somewhere", è un gay mancato - somewhereF1 - Gay.it

Sornione, stropicciato, finto tenero, sexy come pochi costantemente arrazzato (sullo schermo): Stephen Dorff, che pochi ricordano transex in “Ho sparato a Andy Warhol” – era la trasparente Candy Darling – e qualcuno in più nel fumettistico “Blade”, è la rivelazione del nuovo film di Sofia Coppola “Somewhere”, presentato in concorso alla 67esima Mostra di Venezia. Un accattivante gioiellino minimal d’autore, a carburazione lenta, che non aggiunge molto al cinema raffinato della figlia d’arte ex fidanzata di Tarantino (che come presidente di giuria non è per nulla a disagio per il conflitto d’interessi) ma sorprende per la regia controllata e una certa grazia d’insieme per nulla scontata. Siamo dalle parti di “Lost in Translation” in versione più autobiografica, con al posto del Park Hyatt di Tokyo il celebre hotel losangelino “Chateau Marmont”, dove si sballò per l’ultima volta John Belushi e dove Liz Taylor accompagnò l’attore gay Montgomery Clift dopo il brutto incidente in auto.

Stephen Dorff, rivelazione di "Somewhere", è un gay mancato - somewhereF2 - Gay.it

C’è anche una coppia dalla vistosa differenza d’età composta però questa volta da padre e figlia: il cinedivo donnaiolo Johnny Marco, celebrity ciondolante e annoiata nel lusso indotto dal successo planetario, tra Ferrari roboanti e pratici elicotteri/taxi, baby escort a nastro e puntatine a Las Vegas, si rende conto dello spreco esistenziale dall’apparizione ‘responsabilizzante’ della vispa figlia biondina undicenne Cleo (Elle Fanning, delicatissima, bimba prodigio sorella minore della più celebre Dakota), aspirante danzatrice su ghiaccio perennemente ‘parcheggiata’ dalla ex moglie di Johnny. Sorvoliamo sull’imbarazzante scena trash della premiazione dei Telegatti a Milano con apparizioni horror di Simona Ventura, Nino Frassica e persino Valeria Marini sculettante (l’Italia ci fa una figura pessima: persino la Ferrari a un certo punto pianta il protagonista!).

Stephen Dorff, rivelazione di "Somewhere", è un gay mancato - somewhereF3 - Gay.it

La piccola Cleo, quasi una versione speculare dell’eccessiva “Maria Antonietta” cine-ritratta dalla Coppola nel 2006, sembra più matura del suo papà bamboccione, inerte ai privilegi della fama e quasi narcolettico nel trascinare un’esistenza dorata superficiale e inconsistente, magnificamente interpretato da Stephen Dorff che tempo fa dichiarò: “Da quando ero piccolo, ho sempre amato osservare le donne truccarsi e agghindarsi. Pensavo che sarei diventato gay o asessuato. Ma poi ho iniziato a desiderare le donne davvero tanto”. Quasi come il suo Johnny Marco (alter ego?) che non disdegna un giro di lenzuola che sia uno – nella vita Dorff ha avuto fidanzate top quali Pamela Anderson e Juliette Lewis – trattenendosi solo davanti a un bellissimo massaggiatore new age, virile e muscoloso, che inizia a ‘lavorarlo’ su un lettino – è la scena più queer vista finora al Lido e comincia davvero come un porno della Falcon – ma lo spaventa quando si spoglia integralmente davanti a lui (“Non mi interessa: impacchetta tutto!”).

Stephen Dorff, rivelazione di "Somewhere", è un gay mancato - somewhereF4 - Gay.it

Scena magnifica: alcuni truccatori coprono il volto di Johnny con un colloso impacco biancastro che gli copre occhi e orecchie ma lascia libere le narici. Deve attendere quaranta minuti. La macchina da presa indugia sulla maschera immobile. Subito dopo, il divo si osserva allo specchio invecchiato di quarant’anni, cadente, quasi senza capelli, con pelle grinzosa e smorta. Solo gli occhi brillano ancora.
Uno sguardo pasoliniano e vagamente queer si percepisce nell’intenso “L’amore buio” di Antonio Capuano sul doppio destino di Ciro (Gabriele Agrio, assai cinegenico), un ragazzino proletario rinchiuso nel carcere di Nisida e un’adolescente altoborghese (Irene De Angelis, adeguata) che si riprende lentamente dal trauma di una brutale violenza di gruppo in cui è stato coinvolto anche Ciro. Privilegiando toni accorati e con profonda sensibilità, a Capuano non interessano le giustificazioni psicologiche né il rapporto a distanza tra i protagonisti (non sapremo mai che cosa si dicono i protagonisti nelle lettere che si scambiano), quanto offrire allo spettatore spunti e suggestioni visive, spesso affascinanti, su due ritorni alla vita, in apparenza opposti, che dicono molto sulle difficoltà del recupero sociale in casi drammatici come questo.

Stephen Dorff, rivelazione di "Somewhere", è un gay mancato - somewhereF5 - Gay.it

Capuano filma i corpi seminudi dei detenuti con palpitante partecipazione, abbondando in cromatismi dorati, mentre l’universo borghese è rappresentato con toni opachi, decolorando la scena e riducendo i contrasti (non c’è nessuno che filmi Napoli con una visceralità autentica come questo regista). La psicologa del carcere è un’ottima Valeria Golino, imbruttita per quanto si può imbruttire una bellezza simile.
Ultima apparizione per il compianto Corso Salani, bravissimo nel piccolo ruolo del papà della protagonista che si sente inadeguato a comprendere le necessità della figlia.
“L’amore buio” è stato presentato alle Giornate degli Autori ma è uscito in contemporanea nelle sale tradizionali. Non perdetevelo.

Gay.it è anche su Whatsapp. Clicca qui per unirti alla community ed essere sempre aggiornato.

© Riproduzione riservata.

Partecipa alla
discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.

Trending

Paolo Camilli

Paolo Camilli: “La mia omosessualità? L’ho negata fino alla morte con me stesso” – intervista

Culture - Luca Diana 23.2.24
Ricky Martin: "Se avessi fatto coming out nel 1999 credo che non avrei avuto lo stesso successo" - Ricky Martin per GQ - Gay.it

Ricky Martin: “Se avessi fatto coming out nel 1999 credo che non avrei avuto lo stesso successo”

Culture - Redazione 23.2.24
Foto: SchiDechDaily

Parità di genere nella Preistoria? Le donne erano cacciatrici come gli uomini (e anche meglio!)

News - Redazione Milano 20.2.24
Mahmood Nei letti degli altri e l'amore gay

E fu così che Mahmood portò l’amore gay nel mainstream (e nei letti degli altri)

Musica - Mandalina Di Biase 19.2.24
@giorgiominisini_

Giorgio Minisini contro gli stereotipi: perché essere maschio alfa, quando puoi stare bene? – L’intervista

Corpi - Riccardo Conte 21.2.24
“Specchio specchio delle mie brame”, la sexy gallery social vip tra Mahmood, Evans, Keoghan, Bailey e altri - Specchio 8 - Gay.it

“Specchio specchio delle mie brame”, la sexy gallery social vip tra Mahmood, Evans, Keoghan, Bailey e altri

Culture - Redazione 23.2.24

Leggere fa bene

saltburn

Roma 2023, tutti i film in cartellone alla Festa del Cinema. C’è Saltburn di Emerald Fennell

Cinema - Federico Boni 22.9.23
festival di cinema gay in italia e queer culture

Rassegne e festival italiani di cinema LGBTIAQ+ e cultura queer che nel 2024 dovresti conoscere

Cinema - Redazione 1.2.24
Ferzan Ozpetek lancia Nuovo Olimpo: "Io non racconto gay o etero, racconto le persone come sono fatte, senza censure" - Nuovo Olimpo di Ozpetek - Gay.it

Ferzan Ozpetek lancia Nuovo Olimpo: “Io non racconto gay o etero, racconto le persone come sono fatte, senza censure”

Cinema - Federico Boni 22.10.23
Bruce LaBruce The Visitor Berlinale - Gay.it

La rivoluzione queer è una liberazione, Bruce LaBruce con ‘The Visitor’ alla Berlinale

Cinema - Redazione Milano 21.2.24
Estranei - All of Us Strangers, recensione. Andrew Scott e Paul Mescal nel nuovo meraviglioso film di Andrew Haigh - 003 001 S 02013 - Gay.it

Estranei – All of Us Strangers, recensione. Andrew Scott e Paul Mescal nel nuovo meraviglioso film di Andrew Haigh

Cinema - Federico Boni 30.10.23
nuovo olimpo

“Nuovo Olimpo” di Ferzan Ozpetek in anteprima alla Festa del Cinema di Roma

Cinema - Redazione 18.9.23
Florence Queer Festival 2023, il programma. In anteprima la miniserie di Xavier Dolan e Billy Porter premio speciale - Xavier Dolan fotogramma The Night Logan Woke Up - Gay.it

Florence Queer Festival 2023, il programma. In anteprima la miniserie di Xavier Dolan e Billy Porter premio speciale

News - Federico Boni 13.10.23
Saltburn, recensione. Barry Keoghan e Jacob Elordi tra sesso, bugie e satira sociale - Saltburn Jacob Elordi - Gay.it

Saltburn, recensione. Barry Keoghan e Jacob Elordi tra sesso, bugie e satira sociale

Cinema - Federico Boni 19.10.23