Super G, quei supereroi gay così trash

Una serie trasmessa solo sul web che ha protagonisti due supereroi gay è il caso di successo di questi mesi. L'autore a Gay.it: "Affrontiamo le dinamiche di coppia pensando a una coppia, punto".

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Anche l’Italia ha la sua coppia di supereroi gay. Non nei fumetti ma direttamente in una web serie dai toni volutamente demenzial trash. I protagonisti dei video Super G, questo il nome, sembrano appena usciti da una borgata romana e sono il virilissimo Super Cane, interpretato da Francesco Montanari (in foto, più in basso) e il più sensibile Super Cicala, interpretato da Riccardo De Filippis (in foto qua a lato). Talvolta i due interagiscono con l’assillante Super Botta, interpretato da Mauro Meconi e devono vedersela con la Madre Nera, interpretata da Paolo Sassanelli, super nemico in abiti da suora. La webserie, pensata per FlopTV – il web channel di Fox Italia – è già diventata un piccolo cult, e paradossalmente offre una rappresentazione dell’omosessualità più credibile e moderna di tante fiction televisive prodotte nel nostro paese. Per saperne di più abbiamo rivolto qualche domanda a Daniele Prato, co-autore della serie.

Da dove è arrivata l’idea di una sit com demenzial-trash su una coppia di supereroi gay?
Da dove sia arrivata, francamente, non me lo ricordo. Di sicuro ero da qualche parte con Riccardo de Filippis che, oltre a interpretare Super Cicala, è co-autore della serie. Di solito funziona così: ci incontriamo e cominciamo a cazzeggiare, le idee che ci sembrano più interessanti le appuntiamo (rigorosamente su carta) e se dopo 24 ore ci fanno ancora ridere, le sviluppiamo. E per Super G è andata così.

Con questi personaggi hai pensato di fare solo qualcosa di divertente o anche un po’ di satira sociale sui luoghi comuni legati al mondo omosessuale?

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Raccontare la storia d’amore tra due omosessuali, per quanto supereroi demenziali, lascia ampio spazio alla satira sociale. L’intento però, sia in scrittura che in regia, è sempre stato quello di prendere le distanze dai luoghi comuni legati al mondo dell’omosessualità. Abbiamo affrontato le dinamiche di coppia pensando a una coppia, punto. Gli spunti comici nascono, più che altro, dall’interpretazione degli attori e dalle situazioni che di volta in volta i personaggi vivono.

Paradossalmente sembra che in Super G la dimensione gay sia rappresentata in maniera più verosimile che nella maggioranza delle fiction prodotte in Italia negli ultimi anni: pensi che nel nostro paese si possa parlare liberamente di certi argomenti solo ricorrendo al filtro della comicità?
È certo che la libertà di espressione e la comicità viaggiano spesso assieme e quando il connubio funziona, formano sempre "una bella coppia". Le fiction italiane, la maggior parte delle volte, raccontano personaggi piuttosto stereotipati e così "il cattivo" è sempre molto cattivo, "il buono" è sempre molto buono e il gay è sempre molto gay, col risultato di essere, in tutti i casi, poco credibili. Non so bene per quale motivo, ma sembra che l’intento sia quello di non affaticare troppo la concentrazione del pubblico.

Internet rappresenta un canale che offre maggiori possibilità, anche senza dover ricorrere a budget troppo impegnativi e ai compromessi dei canali tradizionali. Super G è nato principalmente per internet o prima avete tentato di proporlo altrove senza successo?

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Super G è nato per il web. Ho conosciuto Michele Ferrarese e Daniele Borgia di FlopTV qualche anno fa ed è stato un incontro particolarmente fortunato. Le produzioni dedicate al web hanno delle peculiarità che le rendono uniche, su tutte: la libertà creativa. È la prima volta che mi capita di avere carta bianca rispetto alle mie scelte artistiche e anche se i budget sono piuttosto ridotti, il gioco vale sicuramente la candela.

Tutti gli attori che hanno partecipato a questo progetto hanno esperienze nelle fiction televisive, al cinema o a teatro: nessuno di loro ha avuto tentennamenti pensando di

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lavorare a questa miniserie? C’è qualche collega che avete contattato e ha preferito non partecipare?
No, siamo stati piuttosto fortunati. Tutti gli attori che abbiamo coinvolto nel progetto, dopo aver letto le sceneggiature, hanno accettato di lavorare ai Super G, forse perché non capita spesso di recitare nei panni di un supereroe.

Per ora qual è stata la risposta del pubblico? Se questa mini avrà successo pensate di produrre un seguito?
Per ora la risposta del pubblico è molto buona anche se il web ha dei tempi un po’ diversi da quelli televisivi o cinematografici. Diciamo che è un’onda lunga, ma se il buongiorno si vede dal mattino… Sì, FlopTv ci ha commissionato la seconda serie di Super G e io e Riccardo siamo già al lavoro sulle nuove sceneggiature.

Potete seguire la serie Super G cliccando qua

di Valeriano Elfodiluce

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