TANTI AUGURI, RAFFAELLA!

L'icona gay italiana per eccellenza ha appena compiuto 60 anni. Tutte le tappe della sua carriera, dalle prime apparizioni al cinema, ai tributi di Fabio Canino e Gay.tv.

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5 min. di lettura

ROMA – “Che giorno è oggi? Il 18 giugno: fantastico! Allora dobbiamo festeggiare! Perché?! Ma perché è il compleanno della divina, eterna, magnetica Carrà”. Così Luca (interpretato dal grande Fabio Canino) nello spettacolo teatrale “Fiesta” di Roberto Biondi, spettacolo che è stato un successo incredibile.
E proprio oggi la “divina, eterna, magnetica” Raffa, icona gay per eccellenza in Italia, compie per la terza volta venti anni.

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Attrice, cantante, conduttrice, autrice di programmi tv, Raffaella Carrà può definirsi l’unica anchor woman a livello internazionale. Tutte queste qualità sono esaltate da una dote particolare della sua identità, dote del tutto naturale: un’irresistibile forza di comunicazione ed un’istintiva padronanza del rapporto col pubblico attraverso il mezzo televisivo. Questo “prodotto”, un po’ anomalo rispetto alle altrettanto brave vedettes dello spettacolo, deve la completezza e lo spessore della sua immagine ad una sedimentazione, costante nel tempo, delle capacità artistiche, maturate nelle varie applicazioni di una stessa molteplice attività. Il risultato è una forma di affetto che sfiora la venerazione, tributatole dall’intera nazione italiana e dai paesi di cultura neolatina, in modo particolare. Varrà la pena ricordare, se pur brevemente e per linee generali, le tappe dello sviluppo artistico e del suo successo che è stato un vero e proprio rompicapo per gli studiosi della storia del costume e delle comunicazioni di massa.
A otto anni lascia Bologna, città dove è nata, per seguire a Roma, Jia Ruskaia, fondatrice dell’Accademia Nazionale di Danza.

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Dopo il diploma conseguito a pieni voti al Centro sperimentale di Cinematografia di Roma, Raffaella Carrà (nome d’arte di Raffaella Pelloni) esprime il suo impegno cinematografico sotto la guida di Florestano Vancini, nel film “La lunga notte del 1943” del 1960, di Mario Monicelli, ne “I compagni del 1963”, di Carlo Lizzani in “Celestina”. Lavora al fianco di Michel Piccoli nel film di produzione francese “Chance”. Ma il suo compagno di lavoro più citato è certamente Frank Sinatra nel film “Il Colonnello Von Ryan” girato a Hollywood. Bisogna, comunque, ricordare che il suo temperamento cinematografico ha un exploit precoce: debutta infatti nel film “Tormento del passato” al fianco di Carla Del Poggio, a soli nove anni.
Nel 1961, esordisce in tv con “Tempo di danza” e “Il paroliere, questo sconosciuto” accanto a Lelio Luttazzi. È dello stesso anno la sua partecipazione allo sceneggiato televisivo “I grandi camaleonti” di Zardi. Nel 1965 lavora nella commedia musicale “Scaramouche” con Domenico Modugno. Nel 1970 sfoggia il suo celebre caschetto biondo in “Io, Agata e tu” e nello stesso anno arriva a “Canzonissima” accanto a Corrado, destando grande scalpore tra il pubblico per aver mostrato il suo ombelico durante lo scatenato e intramontabile ballo del tuca-tuca. Nel 1971 ancora “Canzonissima” e nel 1974, accanto a Mina, presenta “Milleluci” e “Tante scuse“.

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Nel 1983 conduce “Fantastico” e “Pronto Raffaella?“. Quest’ultimo più che un programma televisivo è stato un vero e proprio fenomeno culturale sul cui improvviso e diffusissimo successo molti maitre a penser si sono soffermati a chiedersi e darsi ragione. In onda dal settembre 1983 al giugno 1985 la trasmissione quotidiana, in diretta, inaugura la fascia oraria del mezzogiorno precedentemente occupata dal monoscopio; dal nulla si passa a 14 milioni di telespettatori. Le famiglie italiane sono mobilitate all’ascolto durante l’ora di pranzo. Raffaella si cimenta nel ruolo di anchor woman nel talk show che, nel caso particolare, la vede anche ballerina e cantante, oltre che presentatrice ed autrice. Le doti di grossa umanità e simpatia che prima si intuivano nella sua figura, ora si toccano con mano, tutti i giorni, lontano dai fasti del sabato sera, in un rapporto più intimo ed ironico col pubblico vecchio e nuovo. Il telefono rappresenta l’accidentale strumento per la manifestazione di questo consenso. Lo show viene analizzato dalla tv americana, jugoslava, argentina, francese, spagnola, tedesca e dei paesi di mezzo mondo. Tutti sono incuriositi dall’avvenimento che qualcuno chiama fenomeno o miracolo televisivo. Alcuni paesi come Spagna, Germania, Argentina ne copiano il formato. La trasmissione blocca letteralmente i centralini, perché tutta l’Italia vuole giocare per telefono con Raffaella. Le stanze della redazione del programma sono cariche di posta e quella che prima si chiamava ammirazione per la vedette, ora si può chiamare venerazione.

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Il successo si ripropone anche l’anno successivo con “Buonasera Raffaella“, show serale fatto di spettacolo internazionale, di interviste con personaggi famosi sia della cultura, che della politica, di storia e problemi di gente comune e di giochi, presentato nell’arco di 3 ora e mezza in diretta ogni giovedì sera alle 20.30. Viene trasmesso, per 5 puntate, in diretta da New York.
Nel 1987, con un compenso principesco, approda a Canale 5 dove conduce il “Raffaella Carrà Show” (1988) e “Il principe azzurro” (1989). I modesti ascolti di entrambi i programmi mettono fine alla parentesi sulle reti Fininvest e nel 1990 Raffaella torna su RaiDue con “Week end con Raffaella Carrà” articolato in tre appuntamenti settimanali (“E saranno famosi” il venerdì, “Ricomincio da due” il sabato e la domenica). Nel 1991 RaiUno le affida la conduzione di Fantastico 12 (è l’anno della memorabile puntata in cui uno scatenato Roberto Benigni la avvinghia facendola cadere a terra dopo un inarrestabile sproloquio sessuale).
L’anno successivo, il 1992, decide che ora di cambiare aria e si trasferisce in Spagna per condurre dieci puntate dello show “¡Hola Raffaella!” per la rete TVE. L’impegno dura ben quattro anni grazie allo straordinario successo di ascolto.
Nel 1996 torna in Italia e conduce “Carramba! che sorpresa” per altri due anni. Nel 1998 il programma cambia il nome ma il successo rimane lo stesso e “Carramba! che fortuna” continua a far rincontrare persone che non si vedono da una vita. In più nel 1999 nel programma esordisce il primo quiz che regala fino a un miliardo di vecchie lire e ancora una volta la Carrà è al centro di grandi polemiche da parte di chi ritiene sia alquanto spropositato far vincere queste cifre in un programma tv. Ma Raffaella Carrà, amatissima da tutto il pubblico, non smette di sorprendere e dopo trent’anni di carriera continua ad andare in video senza paura e con il solito spirito, balla, canta e intrattiene il pubblico con grande professionalità e quella dose di classe che non guasta mai.
Per ricordare i trent’anni di successo di Raffaella Carrà la Ricordi ha pubblicato un cd dal titolo “Raffaella Carrà. Fiesta. I Grandi successi”, in edizione limitata, accompagnata da una statuetta della cantante. Sempre per ricordare la Carrà, Gay.tv ha trasmesso “Rumore”, un programma di Fabio Canino. Anche Rete 4, il 16 giugno, nella notte, ha trasmesso uno special dal titolo “Auguri, Raffa!”.
Infine, chi volesse saggiare la propria conoscenza della carriera di Raffaella, può trovare un test articolato in 15 domande sul sito www.gay.tv.
Allora, Raffaella, auguri da parte di tutti noi. E te li formuliamo con parole prese dallo spettacolo “Fiesta”: “Gli anni passano per tutti, solo per Raffa non passano mai”.

di Roberto Russo

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