Banca Etica ha sede a Padova, in due palazzine liberty recuperate nell’ambito di un più ampio progetto di riqualificazione complessivo dell’area della stazione cittadina.
Un progetto partecipato, che presenta criteri ottimali – ben oltre gli adempimenti richiesti dalla legge- di sostenibilità ambientale, e con una parte dell’area destinata a verde pubblico.
Il modo in cui è stata costruita “la casa” di Banca Etica è paradigmatico e coerente con ciò che avviene all’interno della Banca.
Qui c’è una cosa che nessun altro istituto bancario italiano ha: uno statuto che vieta esplicitamente di fare certe cose con i soldi dellə clienti.
Siamo andatə a capire cosa significa, concretamente, costruire una banca intorno a un divieto. E perché questo interessa anche alla comunità LGBTQIA+.

Ogni voto ha la stessa dignità
Banca Etica è una società cooperativa per azioni. Ogni sociə, che sia una persona fisica, una piccola associazione o un’organizzazione del terzo settore, ha diritto a un voto nelle assemblee. Un solo voto, indipendentemente da quanti soldi ha dentro.
Nel sistema bancario italiano non funziona così. Negli istituti tradizionali il peso decisionale è proporzionale al capitale: chi ha più soldi ha più voce. Qui no. Un’associazione queer socia con della banca con 5 quote di capitale sociale ha lo stesso peso di un grande investitore con 100 azioni
Alcune realtà LGBTQIA+ sono tra i soci di Banca Etica. Questo significa che partecipano alle assemblee e hanno una quota di potere decisionale sulle scelte strategiche della banca, la stessa quota di qualsiasi altrə sociə.
I consulenti non hanno incentivi a vendere

Una cosa che quasi nessuno sa quando apre un conto in banca: i consulenti che ti ricevono in filiale lavorano quasi sempre con obiettivi di vendita personali. Prodotti da collocare, fondi da proporre, polizze da piazzare. Una parte della loro retribuzione dipende da quanto riescono a vendere anche se sono dipendenti.
In Banca Etica questa struttura non esiste. Per policy esplicita, nessun consulente viene misurato su obiettivi di vendita personali né riceve incentivi economici legati alle vendite.
È una scelta che ha un costo organizzativo reale nella vita aziendale. Ma quando ti siedi di fronte a un consulente di Banca Etica, la conversazione parte da un presupposto diverso.
Come cambia il lavoro quotidiano sapendo di non avere obiettivi di vendita personali? Risponde Giuseppina Vicario, Vice Direttrice Generale Funzione Persone e Cultura
Gli obiettivi ci sono ma sono assegnati in primis al team di lavoro, sia di filiale o di ufficio di direzione. Si pone attenzione ad assegnare obiettivi che orientino comportamenti in linea con la nostra cultura e i nostri valori. Per fare un esempio nell’assegnazione di obiettivi a carattere commerciale: l’attenzione è posta alla relazione con la clientela e alla collaborazione interna tra colleghi e colleghe.
Gli obiettivi di sviluppo commerciale puntano comunque alla capacità di condividere i valori della finanza etica e alla generazione di impatto socio ambientale positivo. Questo per dire che i numeri e gli obiettivi ci sono ma acquisiscono un senso e per il loro raggiungimento quello che serve è l’impegno collettivo.
La certificazione su Diversità, Eguaglianza e Inclusione
Nel 2022 Banca Etica ha ottenuto l’attestazione ISO 30415:2021 “Diversity Equity Inclusion”. È stata la prima azienda in Europa a ottenerla. Nel 2025 l’ha confermata per il quarto anno consecutivo.
Cosa certifica questa norma? risponde Francesco Peraro, Responsabile Cultura e Comunicazione Interna
La ISO 30415 misura i processi interni concreti: come si assumono le persone, come avanzano di carriera, come si comunica dentro l’organizzazione. Oltre le intenzioni dichiarate, c’è la misurazione delle pratiche che sono verificate da un ente terzo.
Nel 2023 Banca Etica ha costituito un Team DEI interno, con un piano operativo annuale. Tra le misure già attive: dieci giorni di permesso retribuito aggiuntivo per il secondo genitore e un programma di formazione su linguaggio e comportamenti discriminatori che coinvolge tutti i dipendenti del gruppo, in Italia e in Spagna.
Cosa ha cambiato concretamente la certificazione ISO DEI nella vita quotidiana di chi lavora in Banca Etica?
Le attestazioni ISO di parte terza (oltre alla citata 30415 abbiamo ottenuto anche la ISO 53800 “Guidelines on the promotion and implementation of gender equality and women’s empowerment“ ) e la certificazione UNI PdR 125:2022 – Linee guida sul sistema di gestione per la parità di genere – ottenuta nel 2025 si inseriscono in percorso di presidio sul D&I già avviato da anni. Dotarsi di sistemi di gestione, così come richieste dalle ISO e dalla certificazione italiana permettono di strutturare le diverse attività, progetti e processi in un quadro sistemico e coerente.. Vengono individuati KPI precisi, controlli interni definiti, ambiti di presidio ben individuati. Il tutto dà solidità e organicità all’azione e permette di lavorare con consapevolezza sulle aree che richiedono maggiore attenzione
Lo statuto che dice dove NON finiscono i soldi
Non è il consiglio di amministrazione di turno a decidere quello che Banca Etica può e non può finanziare. È scritto nello statuto della società cooperativa, e cambiarlo richiederebbe il voto dei soci.
L’elenco di quello che Banca Etica si è vietata per statuto è lungo, ma leggerlo può essere utile a farsi un’idea:
niente armi
niente fonti fossili
niente allevamenti intensivi
niente gioco d’azzardo
niente finanziamenti a paesi che non garantiscono libertà civili, di stampa e diritti politici
niente imprese coinvolte in corruzione, riciclaggio, sfruttamento del lavoro
Banca Etica pubblica online, nome per nome, tutti i finanziamenti erogati alle imprese. Nessuna banca tradizionale italiana lo fa.
È per questo che organizzazioni come G.A.G.A. Vicenza, lo sportello di ascolto queer di cui abbiamo parlato nel nostro precedente articolo di questa serie, hanno scelto di lavorare con Banca Etica. Perché c’è qualcosa di verificabile: basta andare sul sito e controllare dove sono andati i soldi.
Una banca solida, anche e soprattutto perché etica
Selezionare così accuratamente chi finanziare ha un costo in termini di rendimento e stabilità?
I numeri disponibili dicono di no. Banca Etica ha indici di solidità in linea con le banche di dimensioni comparabili, e un tasso di crediti non pagati tre volte inferiore rispetto alla media del sistema bancario italiano. La solidità dunque sembra emergere proprio dalla scelta etica di fondo.
Il dato sui crediti non pagati è il più interessante. Valutare chi finanziare anche in base all’impatto sociale e ambientale, oltre che alla solidità economica, produce di fatto una selezione più accurata. Le organizzazioni che hanno una missione chiara e una gestione trasparente tendono a essere anche quelle che restituiscono i prestiti.
Perché interessa alla comunità LGBTQIA+

In Italia nel 2026 la tutela dei diritti LGBTQIA+ è peggiorata. Nella Rainbow Map di ILGA-Europe il paese è sceso al 36esimo posto su 49, dietro l’Ungheria. Le battaglie legislative sono bloccate o regredite. In questo contesto le istituzioni che gestiscono il denaro non sono uno sfondo neutro.
Le banche decidono chi può accedere al credito, quali progetti crescono, quali organizzazioni riescono a strutturarsi e quali no. Queste decisioni hanno conseguenze reali sulla capacità delle realtà LGBTQIA+ di esistere economicamente, di tenere aperto uno sportello di ascolto, di organizzare un festival, di costruire un co-housing.
Banca Etica non è una soluzione politica a nessuna di queste dinamiche. È un istituto bancario con una struttura di potere costruita diversamente da quella degli istituti tradizionali, che finanzia concretamente alcune realtà LGBTQIA+ e che ha scelto di escludere dal proprio universo investibile i paesi che criminalizzano l’omosessualità.
Se questo basti, o conti qualcosa, è una domanda cui ciascunə può rispondere in sua coscienza.
Qual è il rapporto di Banca Etica con la comunità LGBTQIA+ oggi? Ci risponde il CSL, Comitato Soci Lavoratori
Per il CSL (Comitato Soci Lavoratori) e per tutto il Gruppo Banca Etica, le organizzazioni hanno il dovere di difendere e promuovere i diritti umani di ogni persona, a partire dal proprio ambiente. Vogliamo che il nostro “essere banca” si manifesti anche nel coraggio di prendere posizione nello spazio pubblico. Per questo Banca Etica parteciperà formalmente al Torino Pride, che si terrà il prossimo 6 giugno, con un proprio striscione. Si tratta di un segnale istituzionale forte: Torino, infatti, sarà la città sede di EuroPride il prossimo anno. Esserci significa dimostrare che siamo un’organizzazione viva, in ascolto e radicalmente coerente con i propri valori fondanti.
Allo studio per il futuro anche il sostegno concreto ad iniziative che abbiamo come obiettivo una maggiore inclusione finanziaria della comunità queer e LGBTQIA+.
→ Leggi il primo articolo della serie: I tuoi soldi fanno cose che tu non faresti? → Scopri come funziona Banca Etica su bancaetica.it
Foto cover di Hanyang Zhang su Unsplash
© Riproduzione riservata.