Il Torino Pride 2026 torna sabato 6 giugno e lo fa con un’edizione dal forte valore simbolico: la manifestazione torinese per i diritti LGBTQIA+ celebra infatti vent’anni di storia. Il Coordinamento Torino Pride ha annunciato il ritorno della grande marcia cittadina, che nel 2026 segna due decenni da quel 17 giugno 2006 in cui Torino ospitò il Pride nazionale, in un periodo in cui esisteva ancora un’unica manifestazione italiana.
Un anniversario importante che guarda già al futuro: nel 2027 sarà proprio Torino a ospitare EuroPride 2027, la grande manifestazione europea itinerante dedicata ai diritti e alla visibilità delle persone LGBTQIA+.
Qui tutte le altre date dei Pride 2026 in Italia
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In questo articolo
- 1 Torino Pride 2026: il claim “Venti di lotte”
- 2 Chiara Tarantello: “La lotta intersezionale è l’unico modo per resistere”
- 3 Il lavoro dietro la parata: 25 associazioni coinvolte
- 4 Il manifesto politico del Torino Pride 2026
- 5 Una piattaforma intersezionale: Palestina, disabilità, razzismo e pace
- 6 Il visual di Olga Maíra Zannoni
- 7 La precedente edizione 2025
- 8 Cos’è il Coordinamento Torino Pride
- 9 Torino Pride 2026: come restare aggiornatə
Torino Pride 2026: il claim “Venti di lotte”
Per celebrare il ventennale è stato scelto il claim “Venti di lotte”, un gioco di parole che unisce il traguardo dei vent’anni con l’idea del vento come forza di cambiamento. Il visual ufficiale, firmato dall’illustratrice Olga Maíra Zannoni, raffigura una nave con il vento in poppa diretta verso il futuro.
Il claim e il manifesto grafico sono stati presentati durante la cerimonia di chiusura del Lovers Film Festival, storica rassegna torinese considerata la più longeva d’Europa dedicata al cinema a tematica LGBTQIA+.
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Chiara Tarantello: “La lotta intersezionale è l’unico modo per resistere”
A spiegare il senso politico dell’edizione 2026 è stata Chiara Tarantello, co-coordinatrice del Torino Pride:
“Il claim di quest’anno è Venti di lotte, e il plurale non è un caso. Crediamo che l’unico modo per sopravvivere a questo periodo storico sia la lotta intersezionale, e questi venti anni ne sono la dimostrazione”.
Tarantello ha ricordato come il Pride torinese, sin dalla sua nascita, abbia lavorato non solo sui diritti della comunità LGBTQIA+, ma anche a sostegno delle soggettività più marginalizzate, costruendo alleanze e dialoghi sul territorio.
“Il corteo è solo la manifestazione visibile del lavoro di rete e di advocacy che svolgiamo quotidianamente a livello locale, nazionale e, possiamo dirlo, internazionale”.
E ha concluso con una frase destinata a diventare uno dei messaggi simbolo dell’edizione:
“Anche la gioia nelle strade, in questo clima, è politica, e vogliamo camminare tuttə insieme”.
Il lavoro dietro la parata: 25 associazioni coinvolte
Il Torino Pride è anche una macchina organizzativa complessa che coinvolge decine di realtà associative. A raccontarlo è Margherita Anna Jannon, co-coordinatrice e segretaria del Coordinamento:
“Navigare tra i mille porti del Pride è faticoso ma entusiasmante”.
Jannon ha sottolineato il lavoro costante con enti pubblici, università, associazioni e piccole realtà territoriali, oltre all’impegno condiviso di venticinque associazioni che quasi ogni settimana mettono in comune obiettivi, idee e rivendicazioni.
Nei mesi precedenti alla parata, il Coordinamento è inoltre impegnato in numerosi appuntamenti cittadini. Oltre al Lovers Film Festival, la Festa delle Famiglie del 10 maggio, il Salone Internazionale del Libro di Torino e il Torino Comics.
“Non ci manca il da farsi, ma questi vent’anni li abbiamo sempre costruiti così: determinate, stanche, ma insieme”.
Il manifesto politico del Torino Pride 2026
Accanto alla celebrazione del ventennale, il Torino Pride 2026 conferma la sua identità fortemente politica. Nel manifesto diffuso dal Coordinamento si legge che il Pride non può ridursi a un solo appuntamento annuale, ma deve essere pratica quotidiana, cura collettiva e scelta politica.
Il documento rivendica il presidio costante del territorio da parte delle associazioni LGBTQIA+ e denuncia i governi che, secondo il Coordinamento, minano la dignità delle persone queer con leggi e azioni incompatibili con i principi democratici.
Tra i temi centrali compaiono anche la difesa delle persone trans, indicate come bersaglio di una controffensiva globale che tenta di negarne i diritti fondamentali, e il sostegno alle soggettività più invisibilizzate.
Una piattaforma intersezionale: Palestina, disabilità, razzismo e pace
Il manifesto del Torino Pride 2026 lega la battaglia LGBTQIA+ ad altre vertenze sociali e politiche. Il Coordinamento dichiara il proprio sostegno a chi subisce il razzismo strutturale, alle persone con disabilità escluse da una piena accessibilità e autonomia, e si schiera contro tutte le guerre.
Nel testo viene inoltre espresso sostegno al popolo palestinese e una critica ai processi di militarizzazione urbana. Una scelta che conferma la linea intersezionale del Pride torinese, da anni tra i più politicizzati del panorama nazionale.
Il messaggio conclusivo del manifesto sintetizza questa impostazione:
“In vent’anni di lotte, abbiamo capito che tutte le battaglie per i diritti sono intrecciate. E insieme si va più lontano”.
Il visual di Olga Maíra Zannoni
Il manifesto grafico del Torino Pride 2026 porta la firma di Olga Maíra Zannoni, illustratrice brasiliana trasferita a Torino per gli studi universitari.
L’artista lavora da tempo sulla rappresentazione di soggettività plurali, con particolare attenzione ai corpi non conformi e alle identità queer. Per il Pride 2026 ha immaginato una barca trascinata da forti venti, guidata da un equipaggio eterogeneo, simbolo della pluralità della comunità LGBTQIA+.
Nelle parole dell’illustratrice, il traguardo dei vent’anni è stato raggiunto grazie a:
“Lotte continue che, nonostante i cattivi tempi, resistono e continuano a dare voce a centinaia di identità, persone e soggettività”.
La precedente edizione 2025

La precedente edizione del Torino Pride 2025 si è svolta sabato 7 giugno, confermando la centralità della manifestazione nel panorama nazionale. Migliaia di persone hanno attraversato le strade del capoluogo piemontese con partenza da corso Principe Eugenio e arrivo in piazza Vittorio Veneto, in una giornata dedicata ai diritti, alla visibilità e alla partecipazione collettiva.
Il claim scelto, “Senza esclusione di corpi”, ha posto al centro il tema dell’inclusione e della resistenza contro ogni forma di discriminazione. Sul palco finale era presente anche BigMama, superospite dell’evento, in uno dei momenti più attesi della giornata.
L’edizione 2025 aveva inoltre puntato con forza su accessibilità, salute e intersezionalità, con servizi dedicati lungo il corteo e un’area testing HIV e sifilide all’arrivo della parata. Un successo che ha fatto da ponte naturale verso il ventennale del 2026 e verso EuroPride 2027.
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Cos’è il Coordinamento Torino Pride
Il Coordinamento Torino Pride è un’associazione di secondo livello che riunisce realtà LGBTQIA+ di Torino e del territorio circostante, insieme ad associazioni impegnate nella difesa dei diritti civili, della laicità e della valorizzazione delle differenze.
Nato dall’esperienza organizzativa del Pride nazionale del 2006, il Coordinamento promuove ogni anno il Torino Pride e cura anche altre ricorrenze simboliche del calendario LGBTQIA+, come la Giornata Internazionale contro l’omolesbobitransfobia, il Transgender Day of Remembrance e il Transgender Day of Visibility.
Sul piano internazionale aderisce a ILGA-Europe e EPOA, la rete dei Pride europei.
Torino Pride 2026: come restare aggiornatə
L’appuntamento con il Torino Pride è dunque fissato per sabato 6 giugno 2026. Ulteriori dettagli sul percorso, sugli eventi collaterali e sul programma completo saranno annunciati durante la conferenza stampa ufficiale prevista per il 20 maggio 2026 nei nuovi spazi di DesTEENazione Torino, ai Murazzi del Po e resi noti attraverso i canali ufficiali (FB – IG – Sito Web).

