Una signora chiamata Gae

Il fascino discreto della borghesia irrompe nelle opere di un'architetto all'avanguardia e senza timori reverenziali.

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Gaetana Aulenti, nasce a Palazzolo della Stella – Udine- nel 1927, si laurea in architettura al Politecnico di Milano nel 1954. Entra a far parte di un gruppo di giovani di sicuro futuro e interesse, capeggiati da Ernesto N. Rogers, con il quale collaborerà alla redazione della rivista "CASABELLA", curandone la grafica e l’impaginazione. Il mondo dell’architettura e del design,

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storicamente veste in doppiopetto, lungi da me ogni propaganda faziosa in questa constatazione, ma l’amore per l’arte, l’architettura, la forma nuda e pura, il colore, perché nulla è come appare,sensibilizza e produce magie tutte femminili.

Dalle terre emerse del gotha della cultura, avvolte da romantiche nebbie di cavalleresche memorie, appaiono discrete e decise avanguardie, che portano i nomi di Ray Eams, Cini Boeri, Franca Helg, Daniela Puppa; di esse fa parte Gae, come Gaetana, austera ed elegante signora dell’architettura mondiale. Figlia del discreto distacco e riserbo della propria terra, esprime attraverso le sue opere l’essenzialità e l’asperità che la distinguono.

La forma nella sua semplicità assume connotazioni mutevoli senza violarne la natura, così nasce " Toast", un tostapane di algida bellezza.

Il rigore veste una sensualità diafana e sottile in alcuni degli oggetti da lei disegnati, per esempio la serie di lampade: "Pipistrello", "Pileo", "Ruspa"; il tavolo "Sanmarco",la sedia "April".

Terra di confine la sua, di chi si confronta con altre culture e tradizioni e vive soffrendo le contraddizioni che porta in seno, lei, Gaetana, personaggio schivo e poliedrico, ha saputo cogliere della cultura e dell’arte la loro essenza universale. Senza clamori accompagnati da bagni di champagne nel jet set, la Aulenti cavalca le scene mondiali compagne la sua straordinaria bravura e creatività, realizza scenografie teatrali per il regista Luca Ronconi con cui dal ’76 al ’78 lavora nel Laboratorio di progettazione teatrale a Prato, si occupa di architetture

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d’interni, allestimenti e esposizioni, progetta edifici residenziali e scolastici, elementi d’arredo e sistemi di illuminazione per le principali industrie italiane.

La stella di Gae brilla nel mondo, Parigi vanta il suo passaggio, nell’allestimento del Museo Nazionale d’Arte Moderna al "Centre Pompidou", e sorseggia estasiata un caffè fra i fantasmi di viaggiatori passati e opere d’artisti eterni al Museo d’Orsay, un ex stazione ferroviaria che conserva lo spirito affascinante di crocevia fra uomini e mondi. Instancabile viaggiatrice del nostro tempo Gae Aulenti continua la propria opera allestendo mostre e curando la ristrutturazione di nobili edifici, quali Palazzo Grassi a Venezia, il Padiglione Italiano all’EXPO ’92 a Siviglia, il palazzo del Governo della Repubblica di San Marino, il nuovo Asian Art Museum di San Francisco, il Teatro "La Fenice" di Venezia.

Dal 1974 è componente del Comitato direttivo della rivista "Lotus"insieme a Vittorio Gregotti e illustri colleghi quali Kenneth Frampton e Oriol Bohigas.

Insieme all’affermazione internazionale, Gae Aulenti ha ricevuto riconoscimenti per la sua opera di architetto e design, quali il titolo di Cavaliere della Legion d’Onore e Cavaliere di Gran Croce della Repubblica italiana; l’arte vive l’eterna mutevolezza del proprio tempo è alla segreta fatica delle ore

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trascorse su di un tavolo da disegno o su di un computer, che si deve la soddisfazione di vedere le proprie opere realizzate, un’idea che come un figlio abbraccia la luce, un’illusoria estensione verso l’eternità. Forse dopo di noi qualcuno ancora di noi parlerà.

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