I giusti governano non per ambizione, ma per timore di essere governati da uomini peggiori
Platone – La Repubblica (libro I, 347c–347d)

Nella terra che sbraita di dittatura woke, che si lagna perché “non si può più dire niente”, in verità, con la precisione sferzante di un contrappasso dantesco, accade esattamente l’opposto: si smette di dire Platone.

Succede nell’America di Donald Trump, alla Texas A&M University, dove un professore viene invitato a togliere dal programma il Simposio di Platone perché parla di amore tra persone dello stesso sesso.

Duemilaquattrocento anni dopo, Aristofane e Diotima finiscono nella blacklist insieme alle “ideologie pericolose”. Nel Simposio scritto da Platone, Aristofane racconta il mito degli esseri originari divisi da Zeus: l’amore, anche omosessuale, nasce dal desiderio di ritrovare la propria metà. Diotima descrive invece l’ascesa dell’Eros: dal corpo al Bello e al Bene assoluti.

Quella dell’università texana sembra una posizione reazionaria e acuta. In verità è soltanto cialtroneria.

Si tratta dell’università che istituisce hotline per delazioni studentesche, database per l’IA inquisitrice, programmi blindati come catechismi. Tutto in nome della difesa dei valori. Ma quali valori, se si censura il fondamento stesso del pensiero occidentale?

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Vietare Platone: la cialtroneria che governa gli USA - Platone gay - Gay.it

Non stanno proteggendo nessuno, come vorrebbero far credere. Addestrano al “sonno della ragione” (spiace a chi scrive abusare di citazioni fondamentali per la nostra cultura, ma questi non sono certo giorni qualsiasi).

La domanda però, nonostante il livello di analfabetismo di questi cavernicoli, è inevitabile, ed è quasi teologica. Come possono questi neofascisti americani che si proclamano cristiani rinnegare Platone?

Come si può brandire il Vangelo e insieme recidere le radici filosofiche che lo hanno reso pensabile? Il Cristianesimo nasce anche lì: nell’idea platonica di un Bene assoluto, nell’ascesa dell’anima verso una verità che trascende il corpo, nell’amore come tensione verso l’Uno. Agostino lo sapeva. Tommaso lo sapeva. La tradizione cristiana lo ha sempre saputo.

Platone, prima di Cristo, spiegava che non è possibile conoscere il bene senza amarlo.

Censurare Platone non è difendere la fede: è amputarla. È rifiutare l’alfabeto con cui si è scritto Cristo. È l’ennesima prova che questa crociata non ha nulla di spirituale, ma è soltanto una presa di potere, una volontà di dominio, una licenza al sopruso e infine una resa al materialismo più spiccio e grottesco. Da parte di trogloditi così ignoranti da rinnegare le radici del verbo che vanno predicando.

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