Il selfie di Scalfarotto con Manif Pour Tous scatena la rete

di

Scattata ad un incontro sui diritti civili. Il deputato: "Me ne farò una ragione".

8154 0

“Di solito i dibattiti sui diritti civili si fanno rigorosamente predicando ai convertiti, e per questo il tema dei diritti delle persone LGBT resta rigorosamente un tema confinato all’interesse della platea dei soli interessati. Un tema di parte: la piccola parte rappresentata dai gay (più amici e parenti) e da una parte della sinistra, quella che normalmente solidarizza anche con gli indios dell’amazzonia, coi panda giganti e con le balene minacciate dagli arpioni del sol levante”. Così Ivan Scalfarotto, sottosegretario per i rapporti con il parlamento del governo Renzi e firmatario della legge contro l’omofobia che giace in commissione Giustizia al Senato, spiega sul suo blog la partecipazione ad un dibattito sui diritti civili alla festa di Fratelli d’Italia, sull’Isola Tiberina a Roma, a cui presenziavano anche Vittorio Feltri, Alfredo Mantovano e J.P Delaume-Myard portavoce, gay, di Manif Pour Tous Francia.

Una serata che, nonostante l’abbandono di Feltri dopo le prime contestazioni, Scalfarotto giudica “andata bene”. “La mia intenzione – scrive il sottosegretario -, come ho detto subito senza nascondermi, era di fatto quella di esporre quei duecento spettatori a un punto di vista diverso da quello che li bombarda di solito. Provare a rappresentare una realtà quanto più vera possibile e chiedere loro: di questa realtà che ce ne facciamo? Io, quelli come me, le nostre famiglie esistiamo e condividiamo il pianeta e la repubblica con gente come voi. Come se ne esce?”.

E il confronto, alla fine, sembrerebbe avere evidenziato la debolezza delle argomentazioni degli attivisti cattolici. “Mi ha molto aiutato il tenero francese – scrive ancora Scalfarotto riferendosi al portavoce di Manif Pour Tous -, così esagitato e sopra le righe nel suo ruolo del Quisling di turno. Uno che non si sa se viva bene la sua omosessualità, ma che certo non pare particolarmente sereno in generale”. “E comunque gli argomenti “contro”, ancor di più se messi in bocca a uno che condanna la “lobby gay” e poi usa la sua omosessualità come un’arma per combatterla, sono deboli sul piano della logica. Così deboli che se solo si riesce a non chiudere tutti i canali dell’ascolto, anche il più truce degli omofobi non può non riconoscere che noi abbiamo le nostre buone ragioni e loro no – prosegue -.

Così, udite udite, alla fine la claque del francese si è progressivamente zittita, e io mi sono beccato pure qualche applauso, qualche stretta di mano (con annesso “non sono d’accordo con lei, ma è stato bravo” in un sussurro), un invito dagli studenti di destra della LUISS e la richiesta di un selfie con i dirigenti delle sentinelle in piedi: precisamente quelli che protestano contro di me, scandendo il mio (my own) cognome in tutta Italia”.

E ancor più che la partecipazione al dibattito, pare essere stato proprio quel selfie, che in verità ritrae Scalfarotto con il portavoce di Manfi Pour Tous Italia, Filippo Savarese, e con il presidente dell’associazione Jacopo Coghe, ad aver scatenato la furia della rete.

“Il poco onorevole Scalfarotto” twitta @MarcoMCrespi; “e quindi @ivanscalfarotto posa tutto sorridente con i leader di Manif pour tous. Voi la immaginate @ckyenge in un selfie con Borghezio, no?”, aggiunge @ElfoBruno, ovvero Daro Accolla, blogger e attivista tra i più critici nei confronti del DDL che porta il nome del sottosegretario; “un’offesa a se stesso.secondo me non gli hanno manco detto chi erano,se no è gravissimo” è il tweet di @FrankHumphrey e @zeropregi attacca: “certo che @ivanscalfarotto è proprio un sincero democratico. Ora attendiamolo mentre si fa la foto con qualcuno del KKK”. Ma la polemica non si ferma a Twitter. Anche su Facebook fioccano le polemiche.

“Flavio Romani sa bene (perché gli faccio una capa tanta, povero) quale sia la mia paranoia sulle fotografie – scrive sulla sua bacheca Vincenzo Branà, addetto stampa di Arcigay -, specie su quelle “sbagliate” che una volta fatte ti perseguiteranno come un testimone di Geova, ripescate di continuo dai giornali, più difficili da smaltire della buzza da birra (me so qualcosa…). Ora: il sottosegretario Scalfarotto non ce l’ha uno che gli dica: “guarda, evita”? Non ci arriva da solo? Vuole un cartonato di Himmler per arricchire la collezione delle foto ricordo? Mah”. “Non so come commentare: questa foto di Scalfarotto è, per me, un’errore. ( Questa foto è stata scattata a margine di un incontro pubblico. Questo da un senso alla foto, ma per me la delusione resta.)” si legge sula pagina L’Homophobie pour Tous. E sotto ogni post, fioccano le critiche e gli attacchi.

E tra le critiche, c’è anche quella di Manif Pour Tous che non si sdegna per la foto, ma perché nel post sul suo blog, Scalfarotto, riferendosi proprio a quello che lui stesso definisce “un selfie con il nemico”, parla di Sentinelle in Piedi. “Eravamo noi de La Manif non le Sentinelle – scrivono su Twitter i militanti di Manif -! Oltre i diverbi, siamo persone. Restiamo umani. Grazie”.

Leggi   Sentinelle in Piedi, nuovi sit-in contro le leggi su biotestamento e "fake news"

Una polemica che non sembra in alcun modo preoccupare il sottosegretario che, sempre sul suo blog, scrive: “Naturalmente ora qualche professionista da social network, di quelli che conducono le proprie epiche battaglie politiche dal divano di casa, protesta sulla rete perché mi sono fatto fotografare con il nemico. Ce ne faremo una ragione: credo infatti che conquistarsi il rispetto di chi la pensa diversamente da noi costituisca una vittoria politica e l’unico lasciapassare per la creazione di un consenso diffuso intorno alle proprie idee”.

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...