|
|
Gay contro gay al Pride di Madrid. Le associazioni spagnole escludono quelle israeliane dalla partecipazione alla parata dopo il caso della nave Freedom Flotilla. |
|
Il caso della Freedom Flotilla, la nave battente bandiera turca assaltata dai soldati israeliani e nella cui tragedia hanno perso la vita nove persone, porta strascichi pericolosi anche per la "diplomazia gay". Le associazioni lgbt spagnole, infatti, hanno deciso di annullare l'invito esteso agli omosessuali e alle lesbiche di Israele a partecipare al Dìa del Orgullo, uno dei più affollati gay Pride europei, fissato per l'inizio di luglio. L'annuncio è stato confermato direttamente da Tel Aviv dopo che indiscrezioni sull'invito annullato erano uscite sull'edizione online di El Mundo.
La delegazione israeliana, che prevedeva di organizzare un autobus con un Dj e numerosi danzatori e danzatrici, è rimasta molto delusa da questo sviluppo che - ritiene - è da collegarsi al clima di forte ostilità verso Israele legato Dopo il tragico blitz da parte delle forze armate di Israele alla nave Marmara degli attivisti pro-palestinesi della settimana scorsa.
La decisione ha suscitato le proteste delle associazioni gay israeliane e anche del portavoce del ministero degli esteri di Gerusalemme Yossi Levy. «È una decisione molto triste e preoccupante. La Sfilata dell'Orgoglio diventa la Sfilata della Vergogna» ha detto Levy a El Mundo, ricordando che «Israele è l'unico paese del Medio Oriente nel quale si celebrano Gay Pride». «È molto triste che gli organizzatori dell'importante Gay Parade di Madrid mescolino questioni che non hanno nulla a che vedere con la nostra comunità». Si perde «una opportunità di dialogo e di convivenza» ha commentato Mike Hamel, uno dei dirigenti della comunità gay israeliana.
Gay e lesbiche israeliani avrebbero dovuto partecipare per la prima volta alla sfilata per le strade di Madrid con un autobus con le scritte Israeli e Telavivi secondo il giornale. Tel Aviv è considerata una delle capitali gay mondiali grazie anche all'impegno del Ministero del Turismo di promuovere Israele sulla stampa gay di tutti i paesi, compresa l'Italia, che su questo ha solo da imparare. |
Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum: |
Inviato da:
man 10
Data:
10-06-2010 20:16
"Man 10" e chi ti dice che io sia un fantoccio nelle loro mani, di chi poi?
In questo caso di Antonio Poveda o di chi gli dà le indicazioni sulle posizioni da prendere, potrei credere.
Ti limiti a dei copia e incolla, rielaborando in modo confuso frasi fatte da altri. Con delle dichiarazioni da parte di questo capo del lggyxyz (c'è stato un referendum europeo omosessuale? ) che si arrampica sui vetri dicendo che è perchè il municipio di Tel Aviv ecc.ecc. (già detto la mia in merito a queste dichiarazioni nei precedenti post). Io almeno dirò delle scemenze e se ogni tanto mi rileggo qualche post lo riconsco e ci rido su, ma sono tutte frutto della mia testa e non rielaboro maldestramente i discorsi altrui.
Inoltre quello che sta succedendo tra israeliani e palestinesi è una tragedia con migliaia di morti da entrambe le parti, qui nessuno l'ha ricordato, nè i filoisraeliani nè i filo palestinesi e nemmeno tu. Continuo dicendo che è una cosa troppo seria, perchè diventi un mero battibecco di cule, ci sono madri che perdono i figli tanto palestinesi come israeliane. E poi quei sostenitori della Palestina,o meglio di un movimento palestinese, i quali purtroppo sono saliti su quella nave, forse non rendendosi conto, essendo completamente fuori da certi meccanismi, che si mettevano in un gioco spaventosamente più grande di loro. Vedi, dicono che su quella nave ci fossero dei terroristi, è una cosa che io non potrò mai verificare, ma non la prendo per oro colato perchè lo leggo su un giornale filoisraeliano, come non posso valutare che l'attacco da parte dei militari, fosse stato un crimine solo perchè lo sento dire dall'eminenza grigia delle sfrante di Madrid, e dai servizi segreti escono solo le notizie che voglio far uscire. A parte che secondo me, ormai non ci capiscono più nulla neanche loro di come stanno le cose e neppure tu, da quel "poco" che ho letto. Ma tu e altri qui sopra vi limitate a dire hanno fatto bene, sviluppando il concetto con quattro discorsi del cavolo. Senti un po'cosa scrive uno sopra " E' una decisione di protesta verso il loro governo e non verso i gay israeliani. O i gay israeliani sono più gay degli altri?".
Ma ti pare, che uno per fare vita gaia, debba allinearsi con molte che come questo qui, banalizza una delle più grandi tragedie umane, con delle battutine prive di senso come quella appena citata? E ti pare che io dovrei lasciare il mio orticello per combattere per i diritti delle minoranze, senza poter valutare se hanno e ritengono di aver bisogno dell'appoggio omosessuale? Pensi che gli ebrei ortodossi si sentiranno offesi per l'esclusione dei gay israeliani e che invece tanta solidarità sarà apprezzata sulla striscia di Gaza e nella situazione in cui si trovano? Ragionando sempre terra terra, verranno almeno fatte vedere le immagini ai palestinesi del posto, del corteo di Madrid senza Israele? Qualcuno dovrebbe far passare anche clandestinamente le immagini, per far vedere che ai gay pride sculettano si, ma li sostengono, secondo te come la prenderebbero? La prima risposta che ti viene in mente in una frazione di secondo sarà quella che darà il vero valore alla "tua battaglia". Lo potrai verificare solo tu quanto sei all'altezza di ciò che dici e fai.
|
Inviato da:
Rosso Malpelo
Data:
10-06-2010 18:12
Aclaración sobre la participación del Ayuntamiento de Tel Aviv en el Orgullo de Madrid
English
Después de los últimos acontecimientos acaecidos respecto a la participación de la carroza de Tel Aviv queremos dar una explicación clara sobre esta decisión difícil que hemos tomado y que entendemos que puede ser complicada de entender, sobre todo viendo como muchos medios de comunicación no han recogido correctamente la postura de nuestras organizaciones COGAM y FELGTB.
Recibimos una solicitud a través de la Embajada de Israel para la participación de organizaciones LGTB representando al Ayuntamiento de Tel Aviv. Desde la organización del Orgullo recibimos de buena gana esta solicitud que consistía además en promocionar la diversidad LGTB de Tel Aviv, y pedimos que hubiese también representación palestina para mostrar la diversidad con todas sus creencias. Durante las reuniones que mantuvimos posteriormente vimos que la carroza iba a promocionar el turismo en Tel Aviv.
La semana pasada la Flotilla de la Libertad, compuesta por activistas defensores de los Derechos Humanos de todo el mundo y con tres españoles a bordo fue atacada por el Ejército de Israel en aguas internacionales y con el resultado oficial de nueve muertos. La noticia conmocionó a la opinión pública internacional y por supuesto a nosotros y nosotras también, Había sido atacada una delegación de activistas de los Derechos Humanos como lo somos nosotras y nosotros.
Esperamos una reacción del Ayuntamiento de Tel Aviv y ante la ausencia de ésta este lunes decidimos indicarles que su carroza no era bienvenida. Una institución israelí que no ha condenado de manera expresa el ataque del Ejército de Israel de activistas de Derechos Humanos no nos parece que tenga cabida en la Manifestación del Orgullo.
Activismo por los Derechos Humanos es también lo que hacemos en la Manifestación del Orgullo.
El siguiente paso era ponernos en contacto con las organizaciones LGTB de Israel para explicarles nuestras razones e invitarlas de manera independiente. Sin embargo al día siguiente amanecimos con que la información distorsionada había sido filtrada a los medios de comunicación y hemos tenido que contestar a las difamaciones que nos han hecho. La organización del Orgullo no está impidiendo la participación de las personas ni organizaciones LGTB de ninguna nacionalidad ni procedencia en la manifestación sí de la carroza del Ayuntamiento de Tel Aviv.
Actualmente estamos en comunicación directa con entidades LGTB de Tel Aviv para mostrarles nuestra postura y establecer con ellas líneas de trabajo en pro de los Derechos Humanos de todas y todos.
Antonio Poveda, Presidente de la FELGTB y Miguel Ángel González, Presidente de COGAM
|
Inviato da:
Rosso Malpelo
Data:
10-06-2010 18:02
"Man 10" e chi ti dice che io sia un fantoccio nelle loro mani, di chi poi? chi sarebbero queste potenti e fantomatiche figure che mi controllano? Mi pare che sei partito un po troppo per la tangente tirando anche fuori argomenti e relative conclusioni di cui non si è parlato. Leggendo le poche righe che scrivo su questo argomento pensi già di conoscermi e mi hai inquadrato in uno stereotipo. Al di la che poi mi sembri un poco incoerente.. affermi orgoglioso di coltivare il tuo orticello pero poi pensi a quello che è successo in tibet, lungi da me il dirti che non dovresti pensare al tibet ma allora deciditi. Oltretutto davvero pensi di essere cosi originale e che le idee che hai esposto non siano anche di altre persone e che quindi tu stesso stai solo facendo la testina ripetitrice?!
"aprite le menti" be nel tuo caso mi pare che la tua mente per essere cosi aperta è parecchio incrostata con l'ossessione dei comunisti.
"Credo che in questa alleanza spuria, infondata, retorica, in una sola parola: stupida, ci sia la spiegazione fondamentale del fallimento da parte degli omosessuali nell'ottenere gli agognati diritti." probabilmente ti stai riferendo all'italia (e purtroppo sopratutto per colpa della destra italiana), perche in altri paesi vieni smentito in quanto gli "agognati diritti" sono gia una realtà, se non totale pero che si sta sviluppando sempre piu.
Finiti gli argomenti fuori tema; pensare che i diritti GLBTQI siano scolegati da altri è startegicamente e realmente errato, una ragazza lesbica si trova a dover afrontare problemi legati anche come donna, gravidanza, emancipazione ecc.. e quindi non si puo pensare di risolverli come compartimenti stagni. Anche tra gli immigrati ci sono persone omosessuali, quindi una politica per l'integrazione dovrebbe pensare anche a questo. Il mondo non è in bianco e nero, i buoni ed i cattivi ma con immense sfumature. Israele ha si fatto moltissimo per i diritti GLBTQI ma in molti episodi pare non aver imparato dal recente passato del suo attuale popolo, cosi come i palestinesi al contempo non sono solo povere vittime. Noi stessi come italiani non possiamo dirci un popolo candido e privo di colpe ma nemmeno ha senso ragionare in termini di "le colpe dei padri che ricadono sui figli" ma purche i figli non si dimostrino d'accordo coi padri, in quel caso i figlio sono moralmente colpevoli. Se invece oggi in italia non si vedono ancora risultati evidenti su diritti GLBTQI la colpa non è solo di forze politiche di destra o presunta sinistra.. la responsabilità è sopratutto delle stesse persone GLBTQI que troppo spesso curano solo i propri interessi senza preoccuparsi degli altri, esiste una "comunità latente" ma non esiste un reale movimento, spesso associazioni e sopratutto singoli troppo impegnati nei personalismi e nei distinguo per capire che è necessario invece cercare intese e collaborare non solo tra di noi ma anche con altri movimenti e comunità, per aiutarsi reciprocamente ed apprendere.
E tornando sull'argomento in oggetto:
Ieri e oggi mi sono informato per bene articoli sul tema qui in oggetto e la questione a questo punto ha dimensioni ben diverse grazie alla manipolazione e parzialità che è stata fatta dai mezzi di informazione.
In prima istanza pare che sia stata il comune di Tel Aviv a prendere contatti (attraverso l'ambasciata Israeliana) con gli organizzatori del pride di Madrid, perche da Tel Aviv volevano partecipare al Orgullo con un carro che promovesse il turismo a Tel Aviv. Quindi non stiamo parlando di associazioni Gay che si sono attivate ma di una operazione pubblicitaria e commerciale del comune di Tel Aviv.
Sucessivamente è accaduto l'attacco alla flottiglia, l'organizzazione del pride di Madrid ha atteso una reazione dal comune di Tel Aviv, reazione che non è arrivata e di conseguenza gli organizzatori del pride hanno deciso di ritirare il permesso di partecipazione al carro di Tel Aviv e glielo hanno comunicato, adducendo che una Istituzione Israeliana che non condanni un attacco militare ad attivisti umanitari non ha a che spartire con la manifestazione del Orgullo di Madrid, attivismo per i diritti umani è anche quello che fanno nella manifestazione del Orgullo.
Prima che l'organizzazione del Orgullo arrivasse a poter contattare ed invitare indipendentemente le associazioni Gay e Lesbiche Israeliane la notizia era gia filtrata sui giornali (come "el Mundo" che è uno dei giornali della destra spagnola) facendola sembrare tutt'altro
Quindi a nessuna persona di nessuna nazionalità è stato vietato di partecipare al gay pride di Madrid, ma è semplicemente stata vietata la carrozza di promozione turistica di Tel Aviv.
Il titolo stesso "Pride a Madrid, via i gay isreliani dal corteo" oltre ad dover essere scorretto grammaticalmente dovrebbe essere ripostato o retificato dal suo giornalista
|
Inviato da:
PaulSchnitz
Data:
10-06-2010 15:56
Scusate, ma qualcuno di voi sa che
L'EMBARGO NON E' SOLO ISRAELIANO MA ANCHE EGIZIANO ED E' UNICAMENTE RELATIVO ALLE ARMI E AGLI STRUMENTI PER COSTRUIRLI?
LA TURCHIA E L'IRAN, SONO DIETRO AD UN'OPERAZIONE MEDIATICA PER DEMONIZZARE (DI SOLITO IN PERIODO ESTIVO) ISRAELE AGLI OCCHI DEI BUONISTI DEL WEST.
LE TRAVESTITE DELLO STONEWALL NON AVREBBERO MAI PERMESSO LA 'RAGIONEVOLEZZA' DELLA SICUREZZA. I GAY MOSCOVITI SE NE FOTTONO DI ESSERE PROTETTI DALLA POLIZIA MUNICIPALE (DA CUI DEVONO COMUNQUE DIFENDERSI).
Hello, wake up, the sun is setting.
|
Inviato da:
Ospite
Data:
10-06-2010 12:10
mah, c'è qui qualche anima pia che non riesce (vuole?) comprendere la differenza tra l'omofobia italiana (o universale, anche dei paesi più fiendly) e quella messa in atto NELLE PRIGIONI cubane o arabe! A essere gay&italiani non c'è molto da vantarsi ma auguro a questi amabili filocomunistoarabi di trovarsi a godere di una cella (non certo della corda al collo) offerta da questi illuminati paesi
|
Inviato da:
EzechielA
Data:
10-06-2010 11:46
L'Arcigay - grazie allo strategico appoggio della causa della determinazione del popolo d'Israele, un popolo al quale il suo onnipotente e benevolissimo Dio ha promesso una terra perché gli ebrei sono il popolo eletto, mentre agli stessi sodomiti che appoggiano la causa giudaica ha promesso la Geenna - l'Arcigay grazie a questo strategico appoggio ci darà gli agognati diritti. E Almadell sarà il primo ministro per le pari opportunità gay. Ovviamente queste pari opportunità le avranno solo i sodomiti che emigreranno a Tel Aviv e riusciranno ad acquisire la nazionalità israeliana. E comunque dopo la morte andranno all'inferno.
|
 Inviato da:
almadell (Veneto)
Data:
10-06-2010 11:15
Guarda il mio profilo su Me2
Mi stupirebbe sapere che i gruppi gay cubani
approvino le violazioni dei diritti umani
che avvengono sotto Fidel Castro
e che i gruppi gay russi non si dissocino
da quanto Putin ha fatto in Cecenia
o che ArciGay non condanni la Diaz e Bolzaneto
o che i gruppi gay USA non prendano le distanze
da quanto è avvenuto a Guantanamo.
Se nessuno lo chiede a tutti loro
è semplicemente perché la risposta
sarebbe troppo scontata.
Nessuno di questi avrebbe il coraggio
di dire "sono gay, non mi occupo di diritti umani"
O credete che Greenpeace - a una domanda sull'omofobia -
risponderebbe: "guardate che ci occupiamo di animali, mica di gay?"
|
|
Vai al forum per leggere il resto della discussione.
|
| |
|
| |
| Interagisci con l'articolo |
|
|
|
|
| |
|
|
|