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Dal Nordafrica le rivolte. Ma per quelle gay c'è tempo
di Daniele Nardini
Mercoledì 23 Febbraio 2011

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Gay.it - Dal Nordafrica le rivolte. Ma per quelle gay c'è tempo
Diritti lgbt in Africa? "Non puoi chiedere troppi cambiamenti tutti insieme", dice un blogger gay egiziano. Bonino: "Dove non c'è libertà sessuale non c'è democrazia". Patanè: "Pronti ad accoglierli"

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Gay.it - Dal Nordafrica le rivolte. Ma per quelle gay c'è tempo"Non puoi chiedere alle persone troppi cambiamenti tutti insieme. Stiamo già cercando di ottenere la caduta dei regimi e la libertà, figurati se ci mettessimo a chiedere anche i diritti per le persone lgbt", scrive il blogger gay egiziano IceQueer. La primavera del Nordafrica rimarrà probabilmente zoppa dei diritti "almeno fino a quando i paesi del Nordafrica diventeranno secolarizzati", continua.

Gay.it - Dal Nordafrica le rivolte. Ma per quelle gay c'è tempoTre settimane sono bastate al popolo egiziano per riprendere in mano il suo destino. Meno ne servirono ai tunisini e forse non molti giorni mancano ai libici per dare un calcio definitivo a Muammar Gheddafi. Quanto tempo servirà però alla fetta di popolazione lgbt di quei paesi per azzerare le discriminazioni, l'omofobia, gli abusi e le violenze troppo a lungo subite è poi un mistero per chiunque.

Gay.it - Dal Nordafrica le rivolte. Ma per quelle gay c'è tempoNon è il caso, insomma, di immaginare una rivoluzione "all'occidentale" per stessa ammissione dei gay arabi. Il passaggio da un sistema all'altro che coinvolga i diritti lgbt (ma anche quelli delle donne, degli immigrati o di chi professa religioni differenti) non può che richiedere più tempo. In mezzo ci sono retaggi culturali e spinte religiose - quando non superstiziose - che una piazza Tahrir non può spazzare via dall'oggi al domani e che hanno appesantito fino ad oggi la vita di centinaia di migliaia di gay africani. A volte li ha uccisi: l'omicidio di David Kato Kisule ne è solo l'esempio più recente e clamoroso; quasi sempre li ha condannati alla non esistenza.

Gay.it - Dal Nordafrica le rivolte. Ma per quelle gay c'è tempoLa condizione lgbt in alcuni paesi, anzi, richia di peggiorare nell'immediato. Dove c'è instabilità, passo comunque necessario per il cambiamento, i più deboli sono anche i più colpiti rispetto agli altri. «Noi siamo pronti ad accogliergli», dice Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay. «È altamente probabile che ci si trovi di fronte a una massa enorme di persone che dal Nord Africa si sposteranno verso l'Europa ed è possibile che fra loro vi siano anche omossessuali o lesbiche che sceglieranno di chiedere asilo per discriminazione sessuale», dice Patanè. «Da parte nostra c'è la massima disponibilità ad aiutarle e, nel caso dovessero pervenirci delle richieste, auspico che il ministero degli Esteri ci dia modo di attivare subito una collaborazione veloce»

Gay.it - Dal Nordafrica le rivolte. Ma per quelle gay c'è tempo«Dove non c'è libertà sessuale non c'è democrazia» afferma Emma Bonino. «Comunque andrà a finire – ha detto la vicepresidente del Senato in un'intervista a Pasquale Quaranta – si farà piazza pulita dello stereotipo secondo il quale la libertà è un valore occidentale. La libertà, cioè il diritto di vivere come si vuole nei limiti della libertà degli altri, è un bisogno universale. Che sia l'Uganda, che sia il barcone dell'Egitto, il principio travalica qualunque pseudocultura, frontiera o barriera nazionale. Non esiste libertà che non passi anche attraverso la libera espressione della sessualità».

Ogni rivolta passerà alla storia con la data di inizio delle proteste: il 20 e il 25 gennaio in Tunisia e in Egitto, il 17 febbraio in Libia, e chissà quali altri ancora. A quei popoli manca ancora un 28 giugno, anniversario di una rivolta tutta occidentale - e ancora incompiuta persino in Italia - come fu quella di Stonewall nel 1969. Una ventata di libertà per tutti sarebbe una degna fine non solo delle dittature, ma dei sistemi che quelle dittature hanno costruito.


Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum:

Inviato da: rainbow-warrior
Data: 26-02-2011 15:38

Ma veramente nei paesi del maghreb c'è così tanta fame? non credo.. A me pare di capire che la situazione è tipo l'Italia degli anni 50 (se prendiamo l'Arabia saudita,altro che Italia!)...Quindi il pane c'è..solo che non c'è libertà! quando nel 1936 gli spagnoli cercano con tutte le loro forze di difendere la democrazia contro il fascismo,non si misero a pensare se avevano mangiato 3 volte al giorno o no. Ora domanda:che cos'è la democrazia,se a un uomo o una donna è vietato essere sé stesso, e dico di non finire in galera o essere ucciso secondo una legge dello stato per la propria legittima inclinazione sessuale?La democrazia è contenuto di valori,sennò è quella che diceva gheddafi..il popolo seduto sulle sedie...una cosa da teatro dell'assurdo.


Inviato da: almadell (Veneto)
Data: 26-02-2011 08:41
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Guarda che anche i gay devono mangiare, eh?


Inviato da: Fabio Castorino SV
Data: 25-02-2011 19:20

Prima la libertà per gli uomini etero, poi i diritti delle donne, e per ultimi quelli dei gay. Ce n'è ancora di tempo da aspettare per i poveri GLBT nordafricani....


Inviato da: soledamore (Campania)
Data: 24-02-2011 14:12
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Sono disgustato dall'ipocrisia delle classi dirigenti europee e americane. All'improvviso si sono rese conto che in Egitto, Tunisia, Libia etc. non c'erano diritti. Ma gli affari con Gheddafi li facevano tutti. I politici Italiani poi, con baciamano o senza, sono stati sempre molto accondiscendenti con il dittatore arabo. Anche nella Prima Repubbica, quando gli salvarono la vita avvertendolo del bombardamento americano. Ora tutti a dipingerlo come un pazzo, rovina del suo popolo, ostacolo alla democrazia, tiranno liberticida. Con una mano puntano l'indice e con l'altra accarezzano il futuro gasdotto sudeuropeo che ci porterà l'energia dall Russia e attraverserà il suo territorio. In genere sono gli Americani che hanno il know how per esportare la democrazia facendosela pagare a peso d'oro (nero). Ma gli Italiani stanno imparando ad essere meno ipocriti su questo punto. In entrambi i casi la mia reazione è: vomito. Per quanto riguarda i diritti glbt è inutile che noi facciamo tanto la democrazia avanzata: l'unica differenza tra l'Italia e il Nord Africa è che noi abbiamo le darkroom e le disco e loro no.


Inviato da: Rivas
Data: 24-02-2011 12:41

Un passo alla volta... prima si pensa alla fame, poi ai diritti...


Inviato da: NoirPink
Data: 24-02-2011 01:06

Dal Marocco, nell'intervista a un rappresentante dell'associazione KifKif (>http://noirpink.blogspot.com/2011/02/marocco-gay.html-- m -->), arrivano parole simili a quelle riportate qui: "Ora stiamo lottando per una libertà e una democrazia vere nel paese e solo dopo che il Marocco sarà diventato un paese laico potremo pretendere di avere tutti i nostri diritti".


Inviato da: cazzonero21cm (Lazio)
Data: 23-02-2011 22:27
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a voi invece manca il cervello x capire che se prima non si ottiene democrazia non si puo' chiedere altro


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