Oltre 100 detenutə trans “scomparsə e presuntə mortə” dopo un attacco israeliano alla prigione iraniana di Evin

Il carcere di Evin, considerato un simbolo della repressione del regime iraniano, è stato bombardato durante la guerra dei 12 giorni tra Israele e Iran, il 23 giugno scorso, ovvero un giorno prima del cessate il fuoco.

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Immagine carcere - Pixabay
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Oltre 100 detenutə transgender risulterebbero dispersə e presuntə mortə dopo un bombardamento israeliano al carcere di Evin, situato nella capitale iraniana Teheran. Aperto nel 1972, il carcere vanta una lunga e sanguinosa storia di violazioni dei diritti umani, tra cui percosse, torture, isolamento prolungato, privazione del sonno e abusi sessuali, oltre a pessime condizioni di detenzione.

Il carcere è il principale luogo di detenzione per prigionieri politici, giornalisti, accademici e cittadini stranieri dalla Repubblica Islamica accusati di spionaggio, tra cui Nazanin Zaghari-Ratcliffe, di nazionalità britannica e iraniana, l’attivista per i diritti umani Narges Mohammadi e l’accademica australiana Kylie Moore-Gilbert. Il carcere di Evin, considerato un simbolo della repressione del regime, è stato bombardato durante la guerra dei 12 giorni tra Israele e Iran, il 23 giugno scorso, ovvero un giorno prima del cessate il fuoco pattuito il 24 giugno.

“Secondo i dati ufficiali, 71 persone sono state uccise nell’attacco al carcere di Evin”, ha dichiarato il portavoce della magistratura Asghar Jahangir qualche giorno dopo. Jahangir ha affermato che tra le vittime di Evin figurano personale amministrativo, guardie, detenuti e parenti in visita, oltre a persone che vivevano nelle vicinanze. Ma i decessi sarebbero molti di più.

 100 detenutə trans scomparse in Iran

Secondo quanto riportato dal New York Times, Reza Shafakhah, importante avvocato per i diritti umani, ha dichiarato che circa 100 detenutə transgender risulterebbero dispersə e che le autorità iraniane lə considererebbero mortə dopo la distruzione della parte del complesso dove si trovavano. Shafakhah ha ricordato come il governo iraniano consideri ancora oggi l’essere transgender un reato.

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In Iran cambiare genere è legale dal 1987 ma le persone transgender devono affrontare significative barriere sociali e politiche, con la transizione consentita solo a condizione che la persona transgender si sottoponga a un intervento chirurgico. Non esiste alcuna tutela per le persone transgender da crimini d’odio o discriminazioni ed essere transgender è di fatto considerato una malattia mentale.

Nel 2019, la rivista Peace-Mark pubblicò un virgolettato di unə detenutə transgender dal carcere di Evin: “Quando vai nel reparto transgender, non puoi nemmeno vedere la luce del sole. Il corpo umano ha bisogno della luce del sole. Se non è disponibile, devi prendere delle pillole, ma a noi non ne danno. Durante la mia detenzione, a parte le due volte in cui sono stata trasferita in infermeria dopo infinite suppliche, non ho mai visto la luce del sole.”

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