Doppio esordio, vincente. Era la prima volta che veniva presentato alla Mostra di Venezia un film islandese e si tratta di un’opera prima: il racconto di formazione Heartstone di Gudmundur Arnar Gudmundsson sull’amicizia tra due ragazzi, uno dei quali si scoprirà gay, ha vinto all’unanimità il Queer Lion, tradizionale premio LGBT arrivato a festeggiare il decimo anno di vita.

“Abbiamo parlato della possibilità di assegnare una menzione speciale – ci ha rivelato Daniel N. Casagrande, anche organizzatore del premio – come l’anno scorso, ma non volevo che fosse una prassi. Volevamo darla a The Woman Who Left di Lav Diaz. Riguardo a Jours de France, non ci ho trovato nulla di nuovo, di personale. Ci vedo un ricordo di Paul Vecchiali dei primi anni Novanta. È un road movie con una serie d’incontri più o meno credibili, ammicca molto a Paul Vecchiali. Mi è piaciuto Réparer les vivants (di Katell Quillévéré, n.d.r.), soprattutto per come viene presentata, con estrema naturalezza, la madre lesbica innamorata di una pianista che riceve il cuore da trapiantare”.
“Su Amat Escalante (regista di La region salvaje, n.d.r., LEGGI L’ARTICOLO >) – continua Casagrande – abbiamo parlato per mezz’ora: mi ha lasciato un po’ perplesso, non si capiva che fosse una denuncia dell’omofobia del paese fortemente cattolico. Infine abbiamo discusso per un minuto di Muccino: L’estate addosso va visto per quello che è, risulta fatto per il pubblico, relativamente onesto ma si perde nell’ultima mezz’ora”.


