“Omosessuali? Fucilazione subito!”: è il contenuto del post pubblicato un mese fa su Facebook dal proprietario della casa-vacanze di Santa Maria, in Calabria, dove nelle scorse due gay napoletani sono stati respinti.

Adesso ditemi che sono omofobo, ma a breve non ci sarà più la famiglia: ci sarà l’ammucchiata. Fucilazione subito!”: scriveva così Filippo Mondella a proposito di una notizia relativa alla prima famiglia poliamorosa (composta, in questo caso, da tre uomini) riconosciuta in Colombia nelle scorse settimane.

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Ma chi è Filippo Mondella? Un uomo di 44 anni, ammaliato da Putin e Trump: il suo profilo Facebook è infatti un’escalation di inni ai due leader politici e un’accozzaglia di insulti e offese ai danni delle vittime di turno (gay, migranti ecc…).

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Ma Filippo Mondella è anche l’uomo coinvolto nel processo del clan Mancuso, nato da un’operazione antimafia scattata nel marzo del 2013 e prosciolto a febbraio solamente per prescrizione del reato d’accusa: intestazione fittizia di beni in concorso. Nei suoi confronti il pm Marisa Manzini aveva chiesto la condanna a tre anni di reclusione.

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Il sindaco della cittadina, Giulia Russo, ha inoltre disposto dei controlli alla casa-vacanza: “Non si tratta di una struttura turistica ma di un privato che all’interno della propria villa ha una dependance che affitta: non era censito per il pagamento della tassa di soggiorno, tant’è che la registrazione è stata fatta stamani. Dovranno pagare quelle arretrate e comunicare alla questura la registrazione”.

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