Un tribunale di Mosca ha accusato diverse importanti piattaforme russe di streaming di presunte violazioni alla fascista legge contro la propaganda LGBTQ+.
Secondo i documenti pubblici del tribunale citati dal The Moscow Times, le accuse colpiscono servizi di streaming come Kinopoisk, Wink, Ivi, Amediteka, 24TV, Digital Television e Beeline TV. I documenti depositati non specificano quali titoli o programmi avrebbero violato la legge. Tuttavia, Mediazona aveva precedentemente riferito che diverse di queste aziende erano già state multate per aver distribuito contenuti che, secondo le autorità russe, promuoverebbero relazioni o stili di vita “non tradizionali”.
Piattaforme di streaming sotto attacco nella Russia di Putin
Il CEO di Kinopoisk, Alexander Dunayevsky, e Vyacheslav Popov, a capo del servizio di streaming Wink di proprietà di Rostelecom, sono stati entrambi multati almeno quattro volte negli ultimi anni dopo essere stati ritenuti responsabili della distribuzione di cosiddetta “propaganda” LGBTQ+. Anche il vice CEO di Ivi, Ivan Grinin, è stato multato più volte per la medesima violazione. Solo due dei top manager attualmente sotto accusa – il CEO di 24TV, Vladislav Dubrov, e il direttore dei programmi di Digital Television, Alexei Bernat – non erano ancora mai stati accusati di “propaganda” LGBTQ+. Bernat è stato accusato specificamente di aver sottoposto minori a “propaganda” LGBTQ+.
Ma è boom, illegale, di Heated Rivalry
La repressione putiniana riprende vita mentre Heated Rivalry, serie televisiva canadese con protagonisti due hockeisti queer in uscita il 13 febbraio su HBO Max Italia, sta spopolando tra gli spettatori russi attraverso canali non ufficiali. D’altrone al centro della serie, tratta dai romanzi di Rachel Reid, c’è un hockeista russo interpretato da Connor Storrie, Ilya Rozanov, frenato dal vivere il proprio reale io e l’amore nei confronti del collega Shane Hollander, interpretato da Hudson Williams, perché consapevole che non potrebbe più tornare in patria, se venisse scoperto. Con un padre morente e un fratello omofobo, Rozanov è diviso tra il continuare a nascondersi e ad essere infelice e l’abbracciare un nuovo passaporto, una nuova casa, salutando per sempre quella patria che lo considera un criminale.
La repressione LGBTQIA+ di Putin
Nonostante Heated Rivalry sia assente da tutte le piattaforme di streaming russe autorizzate, la serie si è guadagnata un seguito enorme attraverso link e condivisioni pirata. Via Vanity Fair, il giornalista russo Mikhail Zygar ha descritto Heated Rivalry come un “successo straordinario” in Russia. Su Kinopoisk, l’equivalente russo di IMDb o Rotten Tomatoes, la serie ha attualmente un punteggio di 8,6, con i voti di oltre 30.000 utenti. Kinopoisk è una delle piattaforme precedentemente multate dal governo russo per aver violato la legge contro la propaganda LGBT, inizialmente promulgata nel 2013 con l’obiettivo dichiarato di “proteggere i bambini” dalle informazioni sulle “relazioni sessuali non tradizionali”. Nel 2022 la legge è stata estesa per essere applicata a qualsiasi tipo di pubblico, andando oltre la giovane età. Una censura a tutti gli effetti nei confronti di libri, serie tv, film, programmi, canzoni, festival e manifestazioni che possano in qualsiasi modo rappresentare le esistenze LGBTQIA+, da Vladimir Putin cancellate per legge. I trasgressori possono incorrere in multe fino a 400.000 rubli, mentre le organizzazioni possono essere multate fino a 5 milioni di rubli. Nel 2024 la Corte Suprema russa ha ulteriormente inasprito la repressione etichettando il cosiddetto “movimento LGBT internazionale”, che non esiste come organizzazione formale, come gruppo “estremista”. La sentenza ha di fatto criminalizzato l’attivismo, l’espressione e la visibilità LGBTQ+.
Negli ultimi due anni l’applicazione della legge si è intensificata. Le autorità hanno multato un uomo che scherzando aveva detto di essere il fondatore del movimento LGBTQ+, hanno incarcerato personale queer di bar e proprietari di locali, hanno arrestato decine di persone intente a ballare, hanno costretto Duolingo a rimuovere contenuti con linguaggio inclusivo, hanno vietato l’AIDS Foundation di Elton John, hanno etichettato My Little Pony come contenuto vietato ai minorenni, hanno bloccato Roblox, vietato l’uscita cinematografica a decine di film e ritirato dopo 40 anni IT di Stephen King, multato librerie ed espulso uno studente universitario gay per aver pubblicato video di trucco on line e multato una donna per un post social con bandiere rainbow.
Ma se da una parte Putin inasprisce la censura, la popolarità underground di serie tv come Heated Rivalry evidenzia una crescente discrepanza tra la politica di Governo e l’interesse pubblico, nonché un chiaro interesse per le storie queer che va ben oltre le minacce, la repressione e le multe.
Russia, in 18 mesi 101 persone condannate per “estremismo” LGBT. In carcere per una bandiera rainbow


