51 anni dopo Stonewall, la polizia di New York attacca i manifestanti LGBT – i video

Una marcia pacifica LGBT nel cuore di New York travolta da uno spropositato attacco da parte della polizia, con arresti e manganellate.

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Nel fine settimana il mondo intero ha celebrato lo Stonewall Inn, a 51 anni da quell’epocale protesta contro i soprusi della polizia che diede vita al movimento LGBT. I Pride di tutto il mondo sono stati cancellati causa pandemia da Coronavirus, ma sabato scorso a New York gli organizzatori di Reclaim Pride sono comunque scesi in strada con una ‘Queer Liberation March‘, a sostegno del movimento Black Lives Matter e delle proteste di massa esplose un mese fa dopo l’omicidio di George Floyd da parte di un poliziotto.

Una marcia assolutamente pacifica incredibilmente segnata dalle violenze. La polizia di New York ha infatti caricato i manifestanti, con manganelli e spray al peperoncino, come dimostrano i tantissimi video pubblicati sui social. Out Magazine ha confermato l’uso spropositato delle forze dell’ordine nei confronti di una manifestazione assolutamente pacifica, con tutti i presenti muniti di mascherina.

“Siamo inorriditi e furiosi per il brutale attacco della polizia contro manifestanti pacifici. Hanno usato spray al pepe, manganelli, hanno arrestato diverse persone”, hanno scritto gli organizzatori in una nota. “Nel momento esatto in cui il sindaco De Blasio ha onorato Stonewall e il movimento per i diritti LGBTQIA + su Twitter, il NYPD ha reagito in modo esagerato con violenza fisica del tutto gratuita”.

La Queer Liberation March ha preso forma a Foley Square. Qui, dopo il raduno, una serie di oratori hanno preso il microfono, prima che centinaia di persone riempissero le strade marciando lungo un percorso non pianificato – in quanto evento non consentito – verso Washington Square Park. Lungo il percorso, ad un certo punto, sono arrivati gli agenti del Dipartimento di Polizia di New York. Le cariche si sono poi ripetute a Washington Square Park. Nei filmati pubblicati on line si vede di tutto. Agenti che si fanno largo con i manganelli, che caricano ciclisti, con le auto tra la folla.

E pensare che esattamente un anno fa, 50 anni dopo i moti di Stonewall, il NYPD si era scusato per le brutali aggressioni degli anni ’60 ai danni della comunità LGBT.

“La polizia ha molestato, aggredito e arrestato i manifestanti pacifici della Queer Liberation March a Washington Square Park, che si sono riuniti per mostrare il nostro supporto collettivo per Black Lives e la nostra dedizione all’abbattimento della violenza della polizia e della supremazia bianca in questo Paese e nella nostra città”, hanno continuato gli organizzatori in una dichiarazione. “L’uso dello spray al peperoncino contro la comunità dei neri e delle persone LGBT, picchiare i manifestanti con manganelli e intimidire il nostro diritto di riunirci pacificamente, riflette il disprezzo sfrenato che il Sindaco, insieme al NYPD, hanno per la vita e per la sicurezza di tutti i neri e i queer Newyorkesi. Siamo sollevati dal fatto che i nostri manifestanti pacifici abbiano costretto il NYPD a ritirarsi – ma negli scontri diversi manifestanti sono stati feriti, molti sono stati arrestati. La polizia si rifiuta di dirci esattamente quante persone sono state arrestate e si rifiuta di dichiarare i motivi degli arresti o le accuse”.

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Franzc Dereck 30.6.20 - 9:58

Molte istituzioni , tra le altre la Chiesa e la Polizia , pensano che basti chiedere scusa dopo qualche generazione e tutto è dimenticato e rimesso ! Ma il loro volto feroce esce al naturale prima o poi. I "cops" della Grande Mela hanno avvisato i partecipanti che la loro adunata era illegale , prima di usare la violenza?