“Grazie Mamma“, si legge sulla confezione di salviettine alta protezione Fissan che chiunque può trovare in un supermercato. Come se i padri non si occupassero mai dei propri figli. Ed è qui che nasce la lettera aperta al direttore Marketing dell’azienda da parte dei Papà per Scelta, ovvero Christian De Florio e Carlo Tumino, genitori di due adorabili gemelli.
“Salve Direttore, questo sono io insieme a mio figlio, con l’espressione corrucciata di quelli che hanno appena scoperto che i papà non meritano una menzione nel pacco di salviette“, scrive Carlo di proprio pugno, con figlio in braccio. “Allora ho deciso di scriverle per raccontarle un po’ della mia vita e invitarla a riflettere se continuare a consolidare un certo tipo di stereotipo o farsi promotore di una visione più realistica della società“.
Ed è qui che Carlo riassume i suoi ultimi anni di paternità, vissuta con gioia tra le immancabili fatiche di un genitore.
Da più di due anni, sono un padre a tempo pieno. Da più di due anni dormo mediamente 6 ore a notte, cambio circa 12 pannolini al giorno, faccio 10 lavatrici a settimana e ogni sera chiudo gli occhi pensando al modo migliore per educare i miei figli. Da più di due anni ho scoperto che ci sono tanti padri come me, stanchi di essere considerati una figura accessoria, dimenticabile, trascurabile, omettibile. Padri che coccolano, baciano, che piangono durante la morfologica, che si emozionano al primo sorriso sdentato. Padri che si arrotolano le maniche dei loro completi da lavoro, pronti a sporcarsi le mani.
“Veda caro direttore, il messaggio “Grazie Mamma”, sottintende il più classico degli stereotipi sessisti, promosso da quel patriarcato tossico che crede ancora in una netta divisione dei compiti domestici“, continua Carlo. “Perchè dietro la consacrazione della madre come figura esclusiva nella cura dei figli, sta condannando tutte quelle donne che lottano ogni giorno per una società più equa. I grandi cambiamenti culturali passano anche per i piccoli gesti. E al pari delle istituzioni, della politica, dei media, anche i brand hanno una grande responsabilità. Quella di rappresentarci. Per questo mi affido al potere condiviso dei social, sperando che le arrivi questa lettera. Parole che non suonano come un rimprovero, ma come un invito ad una comunicazione più inclusiva. Perché è arrivato il tempo di ringraziare anche i papà, fosse solo per premiare la caparbietà con cui ogni giorno provano a guadagnarsi il loro posticino tra le mura domestiche, in una società che ancora troppo spesso li rende invisibili. Fosse solo per rassicurare tutte le donne, che un domani non sarà più necessario scegliere tra lavoro e maternità“.
Una lettera aperta diventata virale sui social, con boom di commenti, like e condivisioni.
https://www.instagram.com/p/CEs_SA6iV7U/

La mitologia della mamma in generale e della mamma italiana in particolare è un altro pezzo, un pezzo molto grosso, del maschilismo italiano.