Ieri, 22 settembre 2020, All Out e il gruppo polacco KPH (Campagna contro l’omofobia) hanno fisicamente consegnato al Commissario europeo per l’uguaglianza, Helena Dalli, oltre 330.000 firme della campagna globale contro le cosiddette “zone libere da LGBT” in Polonia, rivolta all’Unione Europea.
Dal 2019, circa 100 comuni polacchi si sono dichiarati tali. I politici polacchi hanno definito le persone LGBT+ “un’ideologia peggio del comunismo”. All Out, KPH (Campagna contro l’omofobia) e Lambda Warszawa si sono mobilitate con una campagna globale che finora ha raccolto il sostegno di oltre 330.000 persone, chiedendo all’Unione Europea d’intraprendere un’azione decisa contro la Polonia: “L’UE deve usare la sua influenza ed esortare il governo polacco a rispettare i principi di tolleranza e non discriminazione che la Polonia ha accettato quando è entrata a far parte dell’Unione Europea“.
Oltre alla consegna delle firme è andata in scena anche una protesta mediatica, con una gigantesca proiezione apparsa sulla sede della Commissione Europea a Bruxelles, inneggiante all’inclusione LGBT. Marcin Rodzinka, co-presidente della KPH (Kampania Przeciw Homofobii – Campagna contro l’omofobia), ha dichiarato:
Stiamo arrivando al punto in cui sia la Commissione europea che il Consiglio devono agire avviando immediatamente una procedura d’infrazione secondo la procedura di cui all’articolo 7, paragrafo 1 del TUE. Le persone LGBT in Polonia hanno ancora qualche speranza e l’UE non può lasciarle sole. Dove ci sono violazioni di diritti umani ci dev’essere un’azione forte.
Matt Beard, direttore esecutivo All Out, ha dichiarato:
L’odio e la violenza contro le persone LGBT+ in Polonia hanno raggiunto un livello molto elevato. Le persone LGBT+ polacche sono cittadini dell’UE e i loro diritti fondamentali devono essere tutelati. La petizione rappresenta anche un messaggio di amore e solidarietà da tutto il mondo alla comunità LGBT+ in Polonia: vi ascoltiamo e ci schieriamo con voi. Desideriamo ringraziare il Commissario UE per l’uguaglianza, Helena Dalli, per aver accettato la nostra petizione. La Commissaria Dalli ascolta le voci delle persone LGBT+ polacche e delle 340.000 persone che sono solidali con loro, e noi apprezziamo molto il suo essere nostra alleata. La esortiamo ora a fare tutto ciò che è in suo potere per garantire che la Commissione e il Consiglio dell’UE facciano tutto il possibile per mettere in discussione le “Zone libere da LGBT” in Polonia. Si tratta di ciò che la nostra Unione Europea rappresenta e il momento per agire è adesso”.
Nelle foto: Matt Beard, direttore esecutivo di All Out; Marcin Rodzinka, co-presidente di Kampania Przeciw Homofobii, KPH.
credit © All Out / Bea Uhart


