Blaire McIntyre della 101a divisione della Guardia Nazionale ha intentato una causa venerdì scorso contro il governatore del Michigan Gretchen Whitmer, presentandosi in un tribunale federale. Il motivo? Blaire è una donna trans che ha recentemente fatto i conti con la propria identità. Nel 2019 le è stata diagnosticata una disforia di genere. A quel punto la signora McIntyre ha informato il proprio ufficiale in comando della diagnosi e della sua identità transgender.
Ma a causa del divieto militare alle persone transgender voluto da Donald Trump, Blaire McIntyre deve ora “affrontare il congedo non volontario dal servizio“, che pone di fatto fine alla sua carriera civile solo perché transgender. Nella causa, la donna accusa lo Stato di aver violato i suoi diritti costituzionali.
Trump ha annunciato il suo divieto alle persone apertamente transgender di prestare servizio nell’esercito nel lontano 2017. Da allora è successo di tutto. 4 le cause federali presentate e ancora in corso, ma nel 2019 un giudice federale ha stabilito che il Dipartimento della Difesa può attuare il divieto persino nel pieno del contenzioso. Il 12 aprile 2019 il tanto criticato divieto è così ufficialmente entrato in vigore, con le persone transgender a cui è stata diagnosticata la disforia di genere a rischio cacciata dall’esercito.
“Ho dedicato con orgoglio gli ultimi cinque anni della mia vita alla Guardia nazionale dell’esercito del Michigan“, ha detto McIntyre in una dichiarazione. “Il mio ufficiale in comando, il mio supervisore civile e i miei colleghi contano su di me per dare il massimo ogni giorno, e io non voglio fare altro che continuare a offrire il mio miglior servizio. Ma il divieto militare transgender vuol dire che oltre al licenziamento dalla Guardia, vengo licenziata anche dal mio lavoro civile. Mia moglie ed io stiamo crescendo due bambini piccoli, questo licenziamento sarebbe devastante per la nostra famiglia“.
