2021, che tu possa essere (anche) l’anno dei diritti LGBT

A partire dalla legge contro l'omotransfobia, il 2021 potrebbe essere un nuovo anno di 'svolta' dopo il 2016, quando presero vita le unioni civili.

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72 anni fa veniva approvata la Dichiarazione universale dei diritti umani. In Italia tanti “diritti”, ancora oggi, non sono contemplati. La comunità LGBT è di fatto iniziata ad ‘esistere’ solo nel 2016, quando il Parlamento ha approvato la legge sulle unioni civili. Fino a quel momento mai le persone LGBT del Bel Paese erano state considerate dal punto di vista legislativo. Con il 2021 finalmente iniziato, a un lustro da quella faticosissima e complicata battaglia potremmo arrivare ad un altro atteso bis, dopo quasi 30 anni di lotte.

La legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo tra poche settimane sbarcherà al Senato, dopo l’approvazione alla Camera, dove troverà i senatori dell’opposizione sul piede di guerra, pronti a vomitare ancora una volta falsità, pur di affondare una legge sacrosanta, di pura e semplice civiltà, che la stragrande maggioranza dei Paesi europei ha approvato da tempo. Il DDL Zan andrebbe ad intervenire sulla tematica discriminatoria aggiungendo agli articoli 604 bis e ter del Codice penale che trattano le aggravanti di reato e la condotta istigatoria verso discriminazioni e violenze, quelle legate al sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere e disabilità, estendendo le tutele in sede processuale a tutte le vittime di questi reati. Al suo interno anche politiche di prevenzione, con il mandato ad UNAR di costruire piani strategici di contrasto alla discriminazione verso le persone LGBTI e il mandato all’Istat di indagare con cadenza triennale la situazione delle discriminazioni per colmare il grave fenomeno dell’under reporting che caratterizza questo ambito. La legge andrebbe a istituzionalizzare anche in italia la giornata del 17 maggio contro omofobia, transfobia, bifobia e lesbofobia, con giornate educative all’interno delle scuole, per poi far proprie le politiche di sostegno alle vittime tramite l’istituzione dei centri di accoglienza già finanziati con 4 milioni di euro annui.

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Una legge che non andrebbe in alcun modo ad intaccare i principi di libertà di opinione previsti in Costituzione. Una legge che non contiene il reato di propaganda, checché ne dicano le opposizioni bugiarde e infamanti. Una legge che non andrebbe a ‘propagandare’ l’omosessualità tra i più giovani studenti, come scelleratamente sbraitato dai banchi di Montecitorio, limitandosi all’educazione del rispetto, della conoscenza, dell’inclusione.

Un’eventuale  legge che certamente non andrebbe a colmare le enormi lacune che l’Italia ha nei confronti delle persone LGBT. Perché ancora tanto, tantissimo c’è da fare, a partire da quelle famiglie arcobaleno che dal 2016 chiedono una sacrosanta regolamentazione sulle relazioni con i figli e le figlie nati/e all’interno di una relazione omosessuale. Siamo nel 2021 e uno dei due genitori ancora non esiste agli occhi dello Stato italiano. Questo significa che non ha alcun obbligo, dovere né vincolo legale con i figli e le figlie che cresce, ama e accudisce dal primo giorno in cui sono venuti/e al mondo. Una follia che solo una politica cieca, sorda e ignorante può continuare a perpetrare.

Bisognerebbe poi inseguire Germania e Malta, unici Paesi d’Europa ad aver vietato per legge le pericolosissime teorie riparative, senza dimenticare quel matrimonio egualitario di fatto mai realmente entrato all’interno del dibattito politico nazionale.  Il 2021 ha preso forma, mandando in archivio il peggior anno dai tempi della Seconda Guerra Mondiale, e noi tutti ci auguriamo che possa essere un nuovo anno di svolta nei confronti della nostra comunità, che ricordiamolo esiste, è fisicamente presente, paga regolarmente le tasse, contribuisce attivamente alla vita e alla crescita di questo Paese, e in quanto tale solo una cosa chiede. Stop ad ogni forma di discriminazione, uguali diritti.

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Franzc Dereck 1.1.21 - 16:59

Il nostro augurio resterà tale se non troveremo una forza politica ( e non singoli Senatori) che comprendano quanti siamo e che serbatoio di voti rappresentiamo . Da parte della nostra Comunità serve un titanico sforzo di essere compatti e meno individualisti . Un buon anno nuovo a tutti /e .