DDL Zan, le leggi contro l’Omotransfobia nei principali Paesi d’Europa

Ciò che è avvenuto in Italia oggi, e che dovrà ripetersi anche al Senato a inizio 2021, è in sostanza ciò che da tempo era già accaduto in tutti gli altri grandi Paesi dell’Europa occidentale.

bandiera lgbt padova
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Legge contro l’Omofobia in Francia

A poche ore dall’approvazione della legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo alla Camera dei Deputati, proviamo a guardarci attorno, nel nostro caro vecchio Continente, per vedere quali Paesi d’Europa hanno attuato da tempo una legge simile a contrasto dell’odio omotransfobico. Tutto questo con la consapevolezza che il DDL Zan ha sì superato l’aula di Montecitorio, ma dovrà fare altrettanto a Palazzo Madama, Senato della Repubblica.

È la stessa Camera dei Deputati a farci sapere che gran parte dei Paesi d’Europa hanno modificato da tempo normative nazionali per adeguarle alla lotta contro la discriminazione fondata sull’orientamento sessuale della vittima.

A partire dal 2003, in Francia il legislatore ha ammesso l’omofobia fra gli elementi identificativi per alcune infrazioni penali disciplinate dal Codice penale, come nel caso del reato di discriminazione (artt. da 225-1 a 225-4, art. 432-7) ed ha riconosciuto la circostanza aggravante per i reati o delitti commessi in ragione dell’orientamento sessuale della vittima (art. 132-77). Successivamente, nel 2004, ha disposto un aggravamento delle pene in caso di discriminazione, estendendo alle minacce, al furto e all’estorsione (artt. 222-18-1, 311-4 e 312-2) le fattispecie di reato cui può essere applicata la circostanza aggravante a carattere omofobo. Nel 2012, infine, la legislazione francese contro la discriminazione omofoba è stata rafforzata ulteriormente inserendo accanto a quello di “orientamento sessuale” anche il concetto di “identità sessuale” negli articoli dei Codici penale e di procedura penale, dei Codici del lavoro e dello sport e di alcune leggi, riguardanti reati o comportamenti motivati da discriminazione. Sono altresì punite la provocazione non pubblica alla discriminazione, all’odio o alla violenza (art. R625-7) e la diffamazione e l’ingiuria non pubbliche nei confronti di una persona o un gruppo di persone in ragione dell’orientamento sessuale (art. R624-3 e R624-4).

Germania: legge contro l’incitamento all’odio

In Germania, per quanto il reato di discriminazione per l’orientamento sessuale non è previsto in modo eplicito così come il motivo omofobico non è espressamente riconosciuto tra le circostanze aggravanti, il Codice penale (Strafgesetzbuch – StGB) (art. 130, comma 1) punisce con la detenzione colui che, in maniera tale da disturbare la pace pubblica, incita all’odio o alla violenza contro elementi della popolazione o lede la dignità di altre persone attraverso insulti o offese e prevede una pena detentiva o una pena pecuniaria anche per chi commette gli stessi illeciti attraverso la diffusione di opere scritte (art. 130, comma 2). Sebbene il Codice penale non faccia un esplicito riferimento al background omofobico di colui che perpetra il reato, nella definizione data all’articolo 130 rientra anche la discriminazione effettuata in ragione dell’orientamento sessuale. Anche per quanto riguarda le circostanze attenuanti e aggravanti che devono essere valutate dal giudice nel formulare una sentenza (Codice penale, art. 46), non vi è una esplicita previsione rispetto all’omofobia, ma un generico richiamo alle motivazioni e finalità dell’atto oltre che alle convinzioni e agli intenti del reo.

Regno Unito: hate crime

Nel Regno Unito una specifica definizione dell’omofobia non è prevista in modo esplicito nei testi legislativi, ma il fenomeno ha tuttavia rilevanza penale nel quadro più generale della repressione dei reati connotati dall’odio razziale o religioso verso le vittime, così come dalla discriminazione del loro orientamento sessuale (hate crime) e il Governo ha adottato diverse iniziative in tema di omofobia nell’ambito di programmi di prevenzione. Il Crime and Disorder Act 1998 ha introdotto figure di reato connotate dall’odio diretto verso determinate caratteristiche della vittima, sue opinioni od inclinazioni personali e il Criminal Justice Act 2003 ha introdotto (art. 146) alcune aggravanti per i reati suddetti, prevedendo un incremento di pena qualora l’atto criminoso sia ispirato dall’ostilità verso l’orientamento sessuale (anche solamente presunto) della persona offesa, al pari dell’odio razziale, etnico, religioso o riferito alla eventuale condizione di disabilità della vittima. Nel 2008, il Criminal Justice and Immigration Act, grazie alla modifica del Public Order Act 1986, ha ammesso l’aggravante dell’odio fondato sull’orientamento sessuale ed ha equiparato i relativi reati a quelli ispirati dall’odio religioso o razziale. La stessa legge, tuttavia, a tutela della libertà di espressione esclude dalla nozione di hatred on the ground of sexual orientation la formulazione di opinioni critiche riferite a determinate condotte o pratiche sessuali, oppure le esortazioni a modificare o a non porre in essere tali condotte o pratiche (Criminal Justice and Immigration Act 2008, art. 74 e Schedule 16).

Spagna: legge contro discriminazione per orientamento sessuale

La Spagna prevede nel suo ordinamento norme specifiche relative alla discriminazione per motivi basati sull’orientamento sessuale della vittima. Nel suo codice penale ci sono disposizioni riguardanti la discriminazione in base all’orientamento sessuale, con il movente omofobico considerato come circostanza aggravante di alcune infrazioni penali. In particolare il Codice penale individua alcune fattispecie di reato connesse alla discriminazione per motivi omofobici (Capitolo IV, artt. 510-521). Sono puniti con pene detentive: i reati di incitazione all’odio e alla violenza contro gruppi e associazioni e di diffusione consapevole di informazioni false e ingiuriose su gruppi e associazioni, commessi anche in ragione delle tendenze sessuali dei loro membri (art. 510). Il codice penale spagnolo considera inoltre illegali le associazioni “che promuovano o ispirino discriminazione, odio o violenza contro persone, gruppi o associazioni sulla base … dell’orientamento sessuale” (art. 515, 5) e prevede specifiche pene sia per i fondatori, direttori e presidenti di tali associazioni, sia per i membri attivi (art. 517).

Anche l’ordinamento del Consiglio d’Europa, infine, ha espresso la condanna della discriminazione basata sull’orientamento sessuale.

Ciò che è avvenuto in Italia oggi, e che dovrà ripetersi anche al Senato a inizio 2021, è in sostanza ciò che da tempo era già accaduto in tutti gli altri grandi Paesi civile dell’Europa occidentale. Meglio tardi che mai.

Norvegia: reati d’odio includono l’orientamento sessuale e l’identità di genere

Il 12 Novembre 2020 il Parlamento Norvegese ha approvato gli emendamenti alla legge contro l’incitamento all’odio, che già dal 1981 includevano già l’orientamento sessuale di gay e lesbiche, includendo le persone transgender e bisessuali.

La legge prevede che sia reato penale l’incitamento all’odio, con pene da 1 anno se effettuato privatamente, fino a 3 anni se pubblicamente – ad esempio attraverso un organo di stampa, un social network o simili.

 

 

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