Al termine di un vertice europeo la cui agenda ha spaziato dalla crisi del Covid-19 ai rapporti con la Russia, passando per la spinosa questione dell’Ungheria e il rispetto dello Stato di diritto, Enrico Letta si è concesso una lunga intervista a France 24. Il segretario nazionale del Partito Democratico è tornato a chiedere sanzioni per i Paesi più omotransfobici del Vecchio Continente, Ungheria in testa
“Questo atteggiamento contro i diritti delle persone omosessuali è insopportabile”, ha tuonato Letta, preoccupato dal fatto che “l’Ungheria stia cambiando il discorso sullo stato di diritto in Europa”. “L’Unione Europea deve prendere una posizione chiara e dura” contro il Paese, perché “è una linea rossa che Viktor Orban non può superare”.
Parole chiare, quelle dell’ex premier, che a Berlino aveva già detto che “o si sta con Orban, oppure si sta con i valori europei di rispetto e tolleranza. I piedi in due staffe no. Quello è solo opportunismo”. “C’è chi sta con Orban. Noi stiamo con l’anti Orban, Gergely Karácsony, sindaco di Budapest. A Berlino abbiamo fatto un patto di azione comune, contro gli oscurantismi e per i valori di libertà e tolleranza”.
Tornato in Italia, Letta ha garantito il suo totale appoggio al DDL Zan, nel corso di una nuova diretta con Radio Immagina: “Non abbiamo interlocutori che hanno la voglia o anche la credibilità di migliorare un testo. Si sono messi in testa, dall’inizio, di abbattere il DDL Zan. Punto. Questa è la loro bandiera. Il confronto è tra chi vuole una norma e chi vuole abbattere tutto. Questo è quello che rende molto difficile il tema della mediazione”.
