Ha resistito 48 ore Jens Spahn, capogruppo parlamentare dell’Unione Cristiano-Democratica di Germania guidata dall’attuale Cancelliere Friedrich Merz. Dopo aver annunciato di essere diventato padre insieme a suo marito grazie alla gestazione per altri, da lui in passato criticata e dal suo stesso partito osteggiata, Spahn ha rassegnato le dimissioni.

Travolto dalle polemiche, in arrivo sia da destra che da sinistra, il 46enne ipotetico futuro cancelliere, dal 2017 sposato con Daniel Funke, ha fatto un passo indietro.

Le dimissioni di Jens Spahn dopo le polemiche per la GPA

Germania, Jens Spahn si dimette dopo essere diventato papà tramite GPA: "La mia felicità è incompatibile con l'incarico politico" - Jens Spahn - Gay.it

Negli ultimi giorni mi sono reso conto che la mia felicità personale – la creazione di una famiglia con mio marito e la nascita di mio figlio – è incompatibile con il mio incarico politico”, ha scritto l’ormai ex capogruppo nella sua lettera di dimissioni. “Il difficile equilibrio tra la mia decisione personale di avere un figlio tramite maternità surrogata e le comprensibili aspettative riposte in me come presidente del nostro gruppo parlamentare si è rivelato più impegnativo di quanto avessi previsto. È stato un grande onore servire come presidente del nostro gruppo parlamentare congiunto”. “La crescente spietatezza del dibattito pubblico mi ha dato molto su cui riflettere. Pur mantenendo chiarezza e risolutezza sulle questioni, restiamo sempre rispettosi e umani nel nostro tono. Questo è ciò che ci contraddistingue come partiti popolari cristiano-democratici di centro. Una cosa mi è diventata sempre più chiara negli ultimi giorni: la mia famiglia è la cosa più importante per me. Grazie a tutti per la collaborazione in questi 14 mesi e vi auguro il meglio”.

 

A chiedere e ad ottenere le dimissioni di Spahn è stato Friedrich Merz, attuale cancelliere federale nonché presidente della Cdu. Merz ha parlato di “una decisione giusta e inevitabile”, perché “la credibilità in politica è il bene più prezioso”. Il cancelliere ha poi ringraziato Spahn per aver “contribuito a definire e plasmare il percorso del gruppo parlamentare dall’opposizione al governo. Nella elaborazione dei grandi progetti di riforma delle ultime settimane, Jens Spahn è stato un importante pilastro della coalizione”. “In qualità di presidente della Cdu di Germania, presenterò, in accordo con il presidente della Csu, una proposta per la nuova nomina alla presidenza del gruppo parlamentare. Procedura e tempistica saranno ora concordate con gli organi della partito e del gruppo parlamentare”.

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La notizia della paternità di Spahn, annunciata dallo stesso parlamentare via Instagram con un’immagine al fianco di suo marito e con il piccolo Georg in carrozzina, era da subito apparsa cone un terremoto politico all’interno del centrodestra tedesco. In Germania il dibattito si è fatto talmente violento da costringere Daniel Funke, marito di Spahn, a chiudere il proprio profilo Instagram, fino alla scoprsa settimana aperto a tutti, con la prima immagine di coppia con il figlio cancellata.  Solo pochi mesi fa la Cdu aveva ribadito la propria totale contrarietà ad una regolamentazione della gestazione per altri, ad oggi vietata in Germania, con Spahn da più parti accusato di “doppia morale“, perché esponente di spicco di un partito che da una parte criminalizza tale pratica per poi sfruttarla appieno, negli USA laddove è legale e regolamentata, in forma privata.

Un’ambiguità di fondo da più parti vista come indifendibile, con Spahn che ne ha probabilmente sottovalutato la portata politica e mediatica, immaginando l’inattesa apertura di un dibattito relativo alla GPA che il suo stesso partito ha più volte ribadito di non voler affrontare. Enfant prodige del centrodestra tedesco, da più parti considerato futuro cancelliere, ex ministro e da oltre 20 anni parlamentare, Spahn aveva 11 anni fa preso le distanze dalla gestazione per altri, precisando che “da uomo gay e cristiano, personalmente faccio molta fatica ad accettare l’idea dell’utero in affitto“. Parole cancellate dalla felice nascita di Georg, perché in undici anni tutto può cambiare, ma Spahn avrebbe probabilmente dovuto immediatamente capire la portata politica di quella gravidanza a stelle e strisce, dimettendosi immediatamente dalla Cdu, negando al suo presidente, ai suoi ex colleghi di partito, alle opposizioni unite e alla stragrande maggioranza della stampa tedesca di rimarcarne l’evidente  ipocrisia di fondo.

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