Poco più di un anno fa vi abbiamo raccontato in esclusiva come le persone transgender e gay rischino la vita in El Salvador, intervistando Donatella, sopravvissuta a un tentato omicidio, dopo insulti e botte solo perché donna trangender.
Ebbene lo scorso febbraio la Corte Suprema di El Salvador ha stabilito che la costituzione proibisce la discriminazione basata sull’identità di genere, concedendo al Governo del Paese un anno di tempo per creare un sistema che consenta alle persone trans di cambiare il proprio nome sui documenti di identità. Per conformarsi agli standard internazionali sui diritti umani, inoltre, i legislatori sono chiamati a introdurre un sistema ad hoc per il riconoscimento legale del genere.
5 mesi dopo quella sentenza, nulla si è mosso. Human Rights Watch (HRW) ha così pubblicato un rapporto rivolto proprio al governo del Paese, con l’obiettivo di dare loro una “procedura semplice ed efficiente per consentire alle persone trans di riflettere accuratamente la loro identità di genere autodichiarata“.
“La Corte Suprema di El Salvador ha chiarito che le persone trans hanno diritto alla propria identità“, ha tuonato nella giornata di ieri González Cabrera di Human Rights Watch. “Ora l’Assemblea legislativa dovrebbe rispettare la sentenza e garantire i diritti delle persone trans”. “Senza tale legge, le persone trans continueranno a essere svantaggiate nella società, esacerbate dalla violenza e dalla discriminazione generalizzata che devono affrontare in tutti gli aspetti della vita”, ha continuato Cabrera
Nel 2019, i crimini d’odio anti-LGBTQ+ nel Paese hanno raggiunto oltre 300 vittime, compreso l’omicidio della donna trans di 27 anni Anahy Miranda Rivas. Dopo l’omicidio, la coordinatrice di COMCAVIS Amalia Leiva ha sottolineato al Washington Blade come “abbiamo bisogno di supporto per continuare a scuotere il governo”. COMCAVIS si è unito a HRW nello stilare il rapporto di 40 pagine, intitolato: “Vogliamo solo vivere la nostra vita: la necessità di El Salvador per il riconoscimento legale del genere”.
Nel tentativo di rimarcare l’attuale clima sociale vissuto dalle persone trans in El Salvador, HRW e COMCAVIS hanno intervistato 43 persone transgender in tutto il Paese, scoprendo che la discriminazione è tanto diffusa sia nelle strade che nel quotidiano lavorativo, e non solo.
“La maggior parte delle persone trans intervistate ha confessato di aver subito discriminazioni quando hanno fatto visita alle strutture sanitarie pubbliche”. “Hanno detto che il personale della clinica le ha smascherate come transgender, gridando i loro deadname nelle sale d’attesa, sottoponendole a pesanti interrogativi sulla loro identità, li ha umiliate e derise”.
Il Governo ha tentato di introdurre una legge sul riconoscimento di genere che migliorerebbe la vita delle persone trans in El Salvador. Un disegno di legge che creerebbe una procedura legale di riconoscimento del genere, ma non è stato ancora discusso. Nel maggio del 2021, la commissione ha bloccato un disegno di legge simile del 2018 insieme ad altri 29 disegni di legge su argomenti legati ai diritti, definendoli “non conformi alla realtà“.
