Razzismo in campo: sedicenne insultato dall’allenatore

Durante il match tra Gallarate e la Cas Sacconago, l'allenatore della squadra avversaria ha usato slur razzisti contro uno dei giocatori. La squadra abbandona la partita in segno di supporto.

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razzismo nel calcio
(Ti-Press)
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Abbiamo già parlato di come il caso di razzismo ai danni della pallavolista Paola Egonu non sia un caso isolato, ma parte di un problema ben più grand. Come se occorresse un’ulteriore evidenza, a pochi giorni dall’accaduto un altro brutto episodio ha coinvolto i giocatori under-17 del Cas Sacconago (Busto Arsizio, provincia di Varese) e del Gallarate.

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Lo slur razzista è arrivato dall’allenatore del Gallarate, squadra avversaria.

Durante una gara del campionato Allievi provinciali, l’allenatore del Gallarate ha chiamato uno dei giocatori avversari, 16enne di origini marocchine, con la n-word nel bel mezzo del gioco: “A quel punto la partita è passata decisamente in secondo piano” riporta Massimo Di Cello, tecnico del Cas, ad Eurosport. A pochi minuti dalla fine, con il Gallarate in vantaggio 3-1, la partita è stata sospesa e l’intera squadra del Sacconago ha abbandonato il campo: “Abbiamo voluto dare un segnale perchè reputiamo molto brutto ciò che è successo” continua Di Cello “Speriamo che la Federazione prenda provvedimenti”.

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Il presidente del Gallarate, Gezim Elmazi ha risposto che il giudice seguirà il caso nello specifico, affidandosi alla “giustizia sportiva” per verificare la concretezza dell’accaduto. “Se qualcuno ha sbagliato pagherà” risponde Almazi “Ma questo verrà stabilito solo dal referto dell’arbitro e dai comunicati federali. Per noi conta questo. Il resto lascia il tempo che trova“. Elmazi, di origini albanesi, in un’intervista con Eurosport sposta il focus sul proprio vissuto, sottolineando di aver ben chiaro cosa significa vivere il razzismo sulla propria pelle: “Preferisco portare avanti la società con tutto l’impegno e i sacrifici del caso” dice il presidente.

Ma l’accaduto parla forte e chiaro, mettendo da parte ogni sterile retorica e sottolineando come anche il mondo dello sport non può esimersi da retaggi culturali e discriminazioni all’ordine del giorno. Risponde Di Cello in un’intervista con il quotidiano La Prealpina : “Della partita non ci interessa niente, chiediamo solo che l’allenatore del Gallarate si scusi col ragazzo”.

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