Il ritorno di Melanie Martinez: da tumblr girl all’universo alieno

L'icona pop del 2015 (ri)spunta con un terzo album e un'immagine tutta nuova.

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Melanie Martinez
melanie martinez
2 min. di lettura

Nel 2014 chiunque avesse a malapena vent’anni e un account Tumblr conosceva Melanie Martinez.

Dopo essere stata eliminata dalla terza stagione dell’edizione americana di The Voice, Martinez monopolizzò l’attenzione di un certo tipo di pubblico (adolescenti, queer, e più alternativ* della media) proponendosi non come la vostra prossima popstar di riferimento, ma facendo parte dello stesso universo popolato da Marina & The Diamonds e Lana Del Rey degli esordi, quello della tumblr girl per eccellenza.

 

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Nel 2015 si presentava con Cry Baby, album d’esordio che estendeva l’universo del precedente ep Dollhouse, in unico concept album: raccontava la fiaba nera di Cry Baby , un alter-ego di Martinez, una bambina troppo sensibile in un mondo d’adulti, fatto di trappole e dolori dietro l’angolo: da quell’egoista di Johnny che non si presenta alla sua festa (e sampla It’s My Party di Leslie Gore) a veri e propri ‘lupi cattivi’ che la rapiscono mentre ritorna a casa. Un mondo surreale ispirato a fatti realmente accaduti (salvo il rapimento).

L’universo della piccola inquietante piagnucolona è approdato anche sul grande schermo, in K-12 film presentato al Sundance Film Festival nel 2019 che accompagna il secondo album dallo stesso titolo: Cry Baby non è più una bambina, ma un’adolescente che varca le mura scolastiche K-12 Sleepaway School, facendosi strada tra bulle, disordini alimentari, e dirigenti scolastici crudeli (che ricordano fin troppo un certo Donald Trump).

Ma nonostante un’immagine curata fino al minimo dettaglio, la carriera di Martinez è rimasta nella sfera della meteora, una piccola parentesi cult degli ultimi anni duemila che ha fatto da ponte tra le popstar della vecchia e nuova generazione, grottesca e sopra le righe quanto basta per debuttare nella Billboard 200 alla posizione #6, entrando anche nella classifica “Top Alternative Albums” all’#1, e ottenendo fino a 6 miliardi di stream totali e 1,5 miliardi di visualizzazioni, ma senza decollare al di fuori dalla bolla del suo fan base. Non aiutano nemmeno le accuse di molestie sessuali ai danni dell’amica Timothy Heller nel 2019, faccenda dai risvolti ancora oggi indefiniti, tra chi la difende e la cancella.

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Se nel 2020 la sua canzone Play Date torna virale grazie a TikTok (con ben 1 miliardo di stream in tutto il mondo), oggi Martinez è pronta ad uscire dal guscio (letteralmente): Portals è il terzo album in studio in arrivo ovunque il prossimo 31 Marzo. Ad accompagnarlo, stavolta c’è un universo completamente nuovo (almeno per lei): anticipato da un teaser diventato immediatamente virale su TikTok che riporta la morte definitiva di Cry Baby, Portals è una realtà soprannaturale dove Martinez assume le forme di una creatura aliena, che diventa tutt’uno con la natura circostante, fusa con funghi, piante, e fiori.

Qualcun* ha detto Björk?

“Portals urla morte è vita è morte è vita è morte è vita. Un ciclo continuo. Un cerchio” riporta l’annuncio ufficiale, segnando un ritorno atteso da alcuni e completamente bipassato da altri, ma che sta attirando sufficientemente l’attenzione del web. Nel bene e nel male.

Un nuovo inizio?

Al 31 Marzo l’ardua sentenza.

© Riproduzione riservata.

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