Addio a Jan-Paul Pouliquen, attivista LGBTQIA+ francese ideatore dei PACS

Nel 1999 la contestatissima legge divenne realtà, dando la possibilità a tutta la Francia di parlare per la prima volta di omosessualità.

Ascolta:
0:00
-
0:00
Addio a Jan-Paul Pouliquen, attivista LGBTQIA+ francese ideatore dei PACS - PACS Le Monde - Gay.it
2 min. di lettura

 

Si è spento all’età di 69 anni Jan-Paul Pouliquen, storico attivista LGBTQIA+ di Francia, tra gli ideatori dei “patti civili di solidarietà” (PACS) introdotti nel 1999. Pouliquen, come scritto da “Libération” e “Le Monde“, è morto nella città di Trappes venerdì 28 aprile.

Negli anni ’80 fondatore dell’associazione Homosexualité et Socialisme, Pouliquen ha poi dato forma al Collectif pour le contrat d’union civile et sociale (Collettivo per il contratto d’unione civile e sociale), che mirava a dare un’esistenza legale alle coppie omosessuali/eterosessuali non sposate. Nel 1992 la sua proposta di legge sul contratto di unione civile venne firmata da otto deputati socialisti. Nel 1999, al termine di una furibonda discussione parlamentare durata 120 ore che coinvolse l’intera società francese, i PACS divennero legge per volontà del governo di sinistra di Lionel Jospin. Lo stesso Nicolas Sarkozy ammise successivamente che la destra francese sbagliò a contrastare tanto ardentemente i PACS.

Alle coppie (etero e/o gay che fossero) che firmavano un PACS venivano per la prima volta offerte la maggior parte delle protezioni legali, assieme ai diritti e alle responsabilità del matrimonio. Molto semplicemente, dei contratti di diritto privato conclusi tra due individui maggiorenni, con norme fiscali, ipotesi di successione patrimoniale, congedi per l’assistenza del partner o dei figli e una specifica disciplina dello scioglimento dell’unione.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

La legge sui Pacs è stata un passo avanti, perché ha permesso a tutta la Francia di parlare di omosessualità“, dichiarò con orgoglio Pouliquen a “Le Monde”. Nel 2018 la casa in cui Jan-Paul viveva con suo marito nella periferia parigina venne semi-distrutta da un incendio. All’epoca disse: “Una mia vicina mi ha rivelato che la sera dell’incendio la gente si era fermata davanti alla casa dicendo: ‘Oh beh, non è bruciata del tutto, che peccato”. Non ricordo di aver assistito a scene del genere trenta o quarant’anni fa. L’omofobia non è finita“.

Gli dobbiamo tanto”, ha cinguettato su Twitter Patrick Bloche, vicesindaco di Parigi.

I nostri diritti di oggi devono tanto alle lotte di chi, contro ogni previsione, ha lottato per realizzarli”, ha commentato il suo collega David Belliard.

Il 14 giugno 2011 l’Assemblea nazionale francese ha poi votato la legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso.

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.