Serena Bortone chiude Chesarà in difesa del Pride e fa presagire un addio: ”Sono stata onorata di lavorare in questa grande azienda” (VIDEO)

Il saluto della conduttrice ai telespettatori di Rai3 ha fatto intendere un suo potenziale addio alla Rai. Per la gioia del Governo Meloni.

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Serena Bortone
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Attaccata dal governo e dai dirigenti Rai, con i nuovi palinsesti che potrebbero sancire il suo dimezzamento con una sola puntata a settimana rispetto alle due dell’ultimo anno, Serena Bortone ha salutato Chesarà difendendo con le unghie e con i denti del Roma Pride, attaccando ancora una volta i deliri fascisti in arrivo da una certa parte politica, facendo però presagire un clamoroso addio al servizio pubblico.

“Questa è l’ultima puntata, io voglio ringraziare tutti. Sono stata onorata di lavorare con voi in questa grande azienda di servizio pubblico. Ringrazio voi, telespettatrici e telespettatori,  che ci avete seguito e supportato e che siete cresciuti, puntata dopo puntata.  Grazie dell’affetto e del sostegno, vi auguro una buona estate e buon vento”.

Nessun accenno ad un potenziale ritorno in onda, per Bortone, che ha chiuso ufficialmente questa prima (e ultima?) stagione di Chesarà con un lungo e splendido servizio dedicato al Roma Pride. La troupe di Rai3 ha seguito la manifestazione al fianco di Raffaele, primo poliziotto che nel 2016 si è unito civilmente con il compagno Antonio.  Di ritorno in studio, con un meraviglioso e gigantesco arcobaleno ad illuminare la scenografia, ha preso forma un dibattito nei confronti del Roma Pride, con ospiti la direttrice del Secolo d’Italia Annalisa Terranova e il critico d’arte Luca Beatrice.

Terranova ha rifiutato l’etichetta di omofobia nei confronti della destra italiana, per poi parlare di ‘scelta’ in riferimento all’orientamento sessuale, scatenando l’educatissima reazione di Francesca Vecchioni: “Non è una scelta, non è una malattia, non è una cosa che si rompe e da riparare”.

Beatrice ha invece parlato di “dittatura LGBTQIA” perché “le minoranze tengono in scacco un Paese“. E qui Bertone ha messo alle strette il critico, chiedendo come la comunità queer terrebbe “in scacco” l’Italia, senza chiaramente ricevere risposta concreta. “Queste trasmissioni spostano il gusto, il consenso da una certa parte“, ha farfugliato Beatrice.

“Quindi la gente guarda Chesarà e diventa omosessuale?”, ha replicato Bortone. “No, perché l’ho vista tante volte e sono rimasto graniticamente etero“, si è difeso il critico. “E allora chi sposterebbe cosa, e anche se fosse che ci sarebbe di male?”, la chiusa della conduttrice, che il giorno prima, sabato sera, ha fatto leggere a Leo Gullotta la storia della X Flottiglia MAS, ovvero la divisione schieratasi con l’asse nazifascista autrice di violenze e crimini efferatissimi.

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Dinanzi a chi si lamentava, Bortone ha così messo il punto. “Nessuno parlerebbe di fascismo se evitassero di inneggiare alla Decima Mas, fare francobolli sui fascisti, picchiare un deputato in Aula.  Io non parlerei di fascismo se evitassero di fare tutto questo, me ne starei zitta e non ne parlerei più. Basterebbe avere un minimo di decenza“.

Se addio alla Rai doveva essere, è stato un addio fragoroso.

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