L’edizione Eurogames di quest’anno, tenutasi a Vienna, si è conclusa sabato 20 luglio con una spettacolare cerimonia di chiusura, suggellando un evento che ha incarnato lo spirito di inclusività e celebrazione della diversità nello sport in un delicato periodo storico in cui il diritto della comunità LGBTQIA+ – in particolare quella trans* – alla partecipazione in diverse discipline viene costantemente messa in discussione.
La più grande competizione sportiva LGBTQIA+ d’Europa, promossa dalla European Gay and Lesbian Sport Federation dal 1992, ha quest’anno preceduto le Olimpiadi con quattro giorni di intense gare in 35 discipline.
Sotto il motto “Embrace Diversity“, gli Eurogames hanno rafforzato il binomio sport e comunità LGBTQIA+, con un impegno particolare verso l’inclusività delle persone trans* e intersex, e una riduzione della predominanza maschile nello sport agonistico. La componente sociale dell’evento è stata ulteriormente arricchita dal programma Outreach, che ha permesso ad atleti provenienti da paesi svantaggiati di partecipare gratuitamente, in ottica di intersezionalità.
Proprio grazie a questo impegno, le gare di quest’anno sono state le più partecipate degli ultimi 10 anni, con 4000 atleti provenienti da 50 paesi. Numerose le nuove discipline introdotte, tra cui freccette, flag football, padel, racketlon, roller derby, roundnet e calcio balilla, volte ad ampliare l’offerta sportiva e ad attirare un pubblico sempre più variegato.
Gli Eurogames non sono infatti solo un evento sportivo, ma rappresentano un vero e proprio catalizzatore politico per la comunità LGBTQIA+ in un contesto, quello dello sport agonistico, storicamente escludente verso le identità non conformi.
Problematica ulteriormente esacerbata dall’ascesa dei movimenti e delle voci populiste e ultraconservatrici, che vedono nella diversità una minaccia, e non una risorsa preziosa – lo abbiamo sperimentato con i vari ban alle persone trans e non binarie in diverse discipline agonistiche, ma anche e sopratutto nello sport di base, negli Stati Uniti e in diversi altri paesi.
Eurogames propone invece un nuovo modello di sport che sfida il paradigma binario e eteronormato delle discipline olimpiche. Così commenta Rosario Coco, presidente di Gaynet e coordinatore di Outsport, che quest’anno ha presenziato all’evento:
“Gli Eurogames mostrano come sia sempre più necessario pensare e sperimentare uno sport diverso, dove le regole siano a misura delle persone e della diversità, non viceversa. Assurdità come la scelta della federazione di scacchi, che ha proibito alle donne trans di giocare nella categoria femminile, vanno definitivamente archiviate, ed eventi come questo costituiscono un prezioso laboratorio per pensare al di là delle strutture esistenti”.
Quest’anno, per la prima volta, alcune discipline come bridge, mini-golf, squash, scacchi e freccette sono state organizzate senza categorie di genere, mentre altre, come nuoto, racketlon, pickleball, padel e danza, hanno previsto una categoria open per persone trans e non binarie, mantenendo così il riconoscimento dei risultati da parte delle rispettive federazioni internazionali. Altri sport sono stati divisi in tre categorie basate sull’autodeterminazione di genere, garantendo pieno accesso a persone trans, non binarie e intersex.
Bianca Gebhart, coordinatrice, ha spiegato così l’effort del comitato organizzatore nel rendere la manifestazione davvero inclusiva: “Abbiamo incluso nel programma sport che sono attraenti per questo gruppo target, come arti marziali, mini golf, padel, pétanque, pickleball e roller derby. Inoltre, abbiamo ridotto la quota di partecipazione di 20 euro per donne e persone non binarie come parte delle nostre campagne“.
Tra i partecipanti, anche l’ex parlamentare europea Ulrike Lunacek – promotrice dell’omonimo rapporto utile, nel 2014, a portare l’attenzione dell’UE sulla tematica dello sport per la comunità LGBTQIA+ – che ha gareggiato come atleta della squadra di nuoto SC Diana e ha partecipato come speaker.
L’evento ha inoltre ricevuto messaggi di saluto dal Presidente della Repubblica Austriaca, Alexander Van der Bellen, e dal Commissario ONU per i diritti umani, Volker Türk, a sottolineare la crescente importanza e prestigio internazionale degli Eurogames, evento storico non solo per le sue entusiasmanti competizioni sportive, ma anche per il suo contributo fondamentale alla promozione di uno sport – agonistico e non – più inclusivo e rispettoso delle diversità.


























