Confide In Me, tra i brani più iconici e acclamati di Kylie Minogue, compie 30 anni e a rivelare qualche dettaglio sulla sua composizione è Steve Anderson, una delle firme della canzone. Sui social il musicista e produttore celebra questo importante compleanno portandoci a quei giorni di metà anni ’90, quando la popstar australiana si preparava a cambiare pelle inaugurando una delle stagioni più interessanti della propria carriera.
La ricerca di libertà artistica
È il 1994, Kylie è reduce da un contratto con la PWL che negli anni le ha fatto incidere brani di enorme successo dal sapore spesso zuccheroso e adolescenziale (I Should Be So Lucky, Hand on your Heart, Tears on My Pillow solo per citarne alcuni). È vero: Let’s Get to It, album del 1991, mostra un primo cambio di passo ma la cantante sente di non godere della libertà artistica che vuole.
Le cose cambiano quando Minogue firma con l’etichetta inglese Deconstruction, che la aiuta a trovare una nuova chiave per fare musica e la supporta nella sua voglia di sperimentare. Decisivo in tal senso l’incontro con i Brothers in Rhythm, gruppo house fondato da Steve Anderson e Dave Seaman.
E proprio Anderson, che negli anni avrebbe continuato a lavorare con Kylie non solo nei progetti discografici successivi ma anche come consulente musicale di molti suoi tour, racconta sui social la nascita di Confide In me:
È andata così. Come Brothers in Rhythm, Dave Seaman e io avevamo lavorato molto per l’incredibile etichetta deConstruction, quindi quando hanno firmato Kylie Minogue Dave è andato al telefono e ha chiesto se potessimo essere considerati per lavorare con lei dato che eravamo grandi fan. Nel tipico stile deCon ci hanno detto ‘Assolutamente’ e che l’avrebbero portata nel nostro studio la settimana successiva.
Quindi fu suggerito loro di trovare idee da sottoporle, e Steve Anderson ricorda come ci fosse un pezzo di carta con testi scritti in fretta da Dave, “alcuni cancellati, ma alcuni leggibili tra cui ‘stick or twist’, ‘we all get hurt by love, ‘a problem should be shared’ and ‘confide in me’”. Tutti versi che poi sarebbero confluiti nel brano.
Musicalmente parlando, invece, il produttore – che, non tutti sanno, ma nel 2016 ha lavorato al singolo di Paola Iezzi Lovenight – rivela:
Poi abbiamo messo insieme un’idea musicale approssimativa mescolando breakbeat con archi e alcuni bei cambiamenti da maggiore a minore che abbiamo sempre adorato. Era molto diverso da qualsiasi cosa avesse mai fatto prima, abbiamo anche messo insieme qualcosa di brillante e veloce nel caso in cui lo odiasse, ma quando finalmente è arrivata le abbiamo suonato questo per primo.

Kylie Minogue e il coraggio di rischiare
Il feedback di Kylie è più che positivo, ed è così a suo agio con quei suoni che si lascia andare ad un’improvvisazione vocale sul finale che stupisce tutti i presenti:
Per fortuna le è piaciuto molto e in breve tempo ha iniziato a registrare la voce. Il ritornello aveva solo quelle tre parole (“Confide in me”, appunto, ndr) e due melodie, quindi quando siamo arrivati al ritornello finale ha continuato a improvvisare lasciandoci assolutamente stupiti dal suo talento vocale e dalla sua creatività.
La popstar australiana fino a quel momento aveva una discografia molto solare e pop: come avrebbero reagito i fan davanti a una musica dall’anima così scura e misteriosa? Si trattava di correre un rischio, ma erano gli anni ’90 e questa parola non spaventava troppo gli artisti, soprattutto se pensiamo ai tempi odierni.
Prosegue Anderson:
Anche ascoltando quella demo non riuscivamo a credere che qualcuno al di fuori di noi l’avrebbe capita, per non parlare del fatto che sarebbe stato il suo primo singolo per la sua nuova era, ma a quanto pare le stelle erano tutte allineate e sia lei che l’etichetta hanno abbracciato il progetto.
È fatta. A quel punto la traccia viene impreziosita da un arrangiamento d’archi di Will Malone e da un assolo di violino improvvisato da Gavyn Wright. Steve, che in quell’incontro con Kylie riconosce la svolta anche per la sua stessa vita, precisa che “gran parte della traccia vocale finale è stata mantenuta dal primo giorno in cui l’abbiamo incontrata perché aveva una tale magia”.
Confide in Me viene pubblicato il 29 agosto del 1994 come primo estratto dall’album eponimo Kylie Minogue e anche grazie al video – in cui l’artista, impegnata in una hotline, invita a digitare il numero “1-555 Confide” per farsi confidare i più diversi segreti – diventa un successo in molti Paesi, a partire dall’Australia (#1) e UK , dove debutta in seconda posizione. È l’inizio della fase indie di Kylie, che si compie definitivamente nel 1997 con l’album Impossible Princess per poi lasciare il passo alla svolta dance all’inizio del nuovo millennio.
Anche dopo 3 decadi di godibilissimo pop tutto da ballare, Confide in Me resta tra i punti più alti e coraggiosi della carriera di Kylie Minogue, e ancora oggi, grazie alla drammaticità e teatralità di cui si nutre, è uno dei momenti più attesi durante i suoi live. Dita incrociate per poterlo ascoltare anche nel 2025 in quella tournée in cui tutti sperano ma che ancora non è stata annunciata.
