
Dopo di che, l’indomani, aspettate di partire. Ma a un certo punto vi dicono che, sempre perché siete gay, non potete salire sulla carrozza che vi condurrà alla dependance del castello, ma dovete prendere il calesse. Certo, non è la stessa identica cosa, ma ci sono comunque i cavalli, i sedili sono imbottiti e comodi e poi l’importante è arrivare in cima, no? State lì per lì per pensare che comincia a darvi fastidio questa storia che, siccome siete coppie g
Il viaggio, tuttavia, per una serie di motivi, non comincia mai. Una volta il cocchiere è stanco, un’altra volta devono ferrare i cavalli, un’altra ancora devono cambiare le ruote o bisogna dare precedenza ad altri convogli, perché la strada per giungere al castello è ripida, tortuosa e ci passa un veicolo per volta. Alla fine vi dicono che sì, forse potete partire, ma a una condizione: la meta finale non sarà in cima al monte, ma dalla parte opposta. Sì, per carità, alla fine alloggerete in un palazzo stupendo, ma sulla collina accanto. Certo, bisogna solo essere un po’ pazienti, ma nel vostro comodo calesse (che non è la carrozza) arriverete nella vostra splendida dimora (che non è né il castello né la dependance che vi era stata promessa all’inizio). In tutto questo vieni anche a sapere che tutto questo è successo perché alcuni abitanti del castello non volevano nemmeno che voi saliste sulla carrozza e che l’espediente del calesse era stato pensato per permetterti comunque di arrivare a destinazione.
Adesso tornate al mondo della realtà e pensate a cosa sta succedendo con il ddl sulle unioni civili. Renzi, durante le primarie che lo videro vincitore con il 70% dei consensi, ci disse che se volevamo il matrimonio non si sarebbe ottenuto nulla. Meglio le civil partnership, con gli stessi diritti ma senza l’adozione. Quindi si scrive il testo sulle unioni civili, che prima aveva riferimenti diretti al matrimonio, poi quella parola viene eliminata e infine, per rendere il tutto digeribile a chi non vi v
Il castello e la magica collina, in tutto questo, sono sempre lì, in un orizzonte che rimane distante. Il calesse, intanto, sembra prendere la sua direzione. In senso contrario all’obiettivo che si voleva raggiungere: la piena uguaglianza. Poi per carità, il palazzo che ci hanno promesso sembrerebbe arredato allo stesso modo, più o meno però, con qualche cosa in meno. Ma non è il castello delle fiabe. E chi vi dice che vi lamentate sempre, a ben vedere, sta nello stesso partito di chi nel castello ci sta e detta ordini. Ma questa è un’altra storia.
