Il castello delle fiabe vietato alle coppie gay

Le unioni civili, ancora modificate, sanciscono che al castello noi non possiamo arrivarci

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castello1Facciamo un esempio: volete raggiungere il castello, in cima alla collina nel paese delle fiabe e volete andarci in carrozza, perché è così che funziona nelle storie che ci leggevano prima di andare a dormire. Tuttavia, siccome siete coppie gay, arriva qualcuno che dice di no, non è possibile al momento arrivare al castello, ma potete accomodarvi nella dependance. Alla fine, sta proprio dentro le mura, come gli alloggi reali, l’arredamento è lo stesso, vi servono le stesse pietanze e le tende sono fatte con la stessa stoffa, pregiata e di qualità. Mugugnate un po’, voi volevate il castello delle fiabe, ma qualcuno – sempre gay e vicino a voi – vi fa notare che lamentandovi non arriverete mai in cima e quell’altura e che è meglio dormire in una comoda dependance, che rimanere al freddo e al gelo. E allora accettate e vi preparate per affrontare il viaggio. D’altronde l’importante è arrivare.

Dopo di che, l’indomani, aspettate di partire. Ma a un certo punto vi dicono che, sempre perché siete gay, non potete salire sulla carrozza che vi condurrà alla dependance del castello, ma dovete prendere il calesse. Certo, non è la stessa identica cosa, ma ci sono comunque i cavalli, i sedili sono imbottiti e comodi e poi l’importante è arrivare in cima, no? State lì per lì per pensare che comincia a darvi fastidio questa storia che, siccome siete coppie gmatrimonio_castello2ay, prima niente castello e poi niente carrozza, ma ci sono altri gay che vi fanno notare che a furia di lamentarvi non si arriverà mai in cima alla collina, dove sta il castello delle fiabe. E così abbozzate, l’importante è arrivare. E vi mettete seduti, aspettando di andare.

Il viaggio, tuttavia, per una serie di motivi, non comincia mai. Una volta il cocchiere è stanco, un’altra volta devono ferrare i cavalli, un’altra ancora devono cambiare le ruote o bisogna dare precedenza ad altri convogli, perché la strada per giungere al castello è ripida, tortuosa e ci passa un veicolo per volta. Alla fine vi dicono che sì, forse potete partire, ma a una condizione: la meta finale non sarà in cima al monte, ma dalla parte opposta. Sì, per carità, alla fine alloggerete in un palazzo stupendo, ma sulla collina accanto. Certo, bisogna solo essere un po’ pazienti, ma nel vostro comodo calesse (che non è la carrozza) arriverete nella vostra splendida dimora (che non è né il castello né la dependance che vi era stata promessa all’inizio). In tutto questo vieni anche a sapere che tutto questo è successo perché alcuni abitanti del castello non volevano nemmeno che voi saliste sulla carrozza e che l’espediente del calesse era stato pensato per permetterti comunque di arrivare a destinazione.

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Adesso tornate al mondo della realtà e pensate a cosa sta succedendo con il ddl sulle unioni civili. Renzi, durante le primarie che lo videro vincitore con il 70% dei consensi, ci disse che se volevamo il matrimonio non si sarebbe ottenuto nulla. Meglio le civil partnership, con gli stessi diritti ma senza l’adozione. Quindi si scrive il testo sulle unioni civili, che prima aveva riferimenti diretti al matrimonio, poi quella parola viene eliminata e infine, per rendere il tutto digeribile a chi non vi vmatrimonio_castello3uole nel castello – Ncd, Area popolare e cattolici vari – e diviene una “formazione sociale specifica”. Il rischio, l’ho già scritto, è quello di inculcare nella testa delle persone l’idea che le coppie gay o lesbiche con prole o meno non rientrano nel concetto di famiglia. A suggello di questo capolavoro di discriminazione Ncd e centristi, alla fine, non votano la modifica che comunque passa anche grazie al voto del M5S.

Il castello e la magica collina, in tutto questo, sono sempre lì, in un orizzonte che rimane distante. Il calesse, intanto, sembra prendere la sua direzione. In senso contrario all’obiettivo che si voleva raggiungere: la piena uguaglianza. Poi per carità, il palazzo che ci hanno promesso sembrerebbe arredato allo stesso modo, più o meno però, con qualche cosa in meno. Ma non è il castello delle fiabe. E chi vi dice che vi lamentate sempre, a ben vedere, sta nello stesso partito di chi nel castello ci sta e detta ordini. Ma questa è un’altra storia.

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