Kamala Harris: “Gli americani LGBT+ non si sentono al sicuro, colpa di leggi come la Don’t Say Gay”

Secondo un recente sondaggio, il 74% degli elettori LGBTQ+ ha intenzione di sostenere Harris alle prossime elezioni, mentre il 7,5% degli americani queer intervistati voterà per Trump.

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La vicepresidente degli Stati Uniti d’America Kamala Harris si è detta molto preoccupata per gli americani LGBTQ+, nel caso in cui Donald Trump dovesse vincere le elezioni. Dopo le parole del presidente Biden, che ha sottolineato come se l’ex Presidente dovesse tornare alla Casa Bianca finirebbe per perseguitare l’intera comunità, la candidata dem ha espresso tutta la propria preoccupazione nei confronti della sicurezza delle persone queer e di altre minoranze in una recente intervista con la National Association of Black Journalists.

A domanda diretta sulla fiducia che ancora oggi ripone nei servizi segreti dopo il secondo tentativo di assassinio di Trump, Harris ha ammesso che, sebbene si senta al sicuro, “ci sono fin troppe persone nel nostro paese in questo momento” che non lo sono.

“Voglio dire, guardo al Progetto 2025 e… alle leggi “Don’t Say Gay” che escono dalla Florida”, ha precisato. “I membri della comunità LGBTQ+ non si sentono al sicuro in questo momento. Gli immigrati o le persone con un background di immigrati non si sentono al sicuro in questo momento. Le donne non si sentono al sicuro in questo momento”.

La candidata presidente ha aggiunto che, sebbene abbia la “protezione dei servizi segreti“, ciò non cambia la sua “prospettiva sull’importanza di lottare per la sicurezza di tutti nel nostro paese“.

Harris ha poi chiarito la sua posizione nei confronti di Ron “Don’t Say Gay” DeSantis, governatore repubblicano della Florida.

Vogliamo vietare le armi d’assalto e loro vogliono vietare i libri… nel frattempo, con queste leggi come la Don’t Say Gay questi estremisti attaccano la libertà di amare da parte di chi ama apertamente e con orgoglio. Mi addolora molto pensare… che ci siano alcuni giovani insegnanti ventenni che hanno paura di mettere una foto di loro stessi con il loro partner per paura di perdere il lavoro“.

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A meno di due mesi dal voto presidenziale, la campagna Harris – Walz sta facendo sempre più breccia tra la popolazione queer. Secondo un recente sondaggio condotto da Human Rights Campaign in collaborazione con la società di ricerca Community Marketing & Insights, il 74% degli elettori LGBTQ+ ha intenzione di sostenere Harris alle prossime elezioni, mentre il 7,5% degli americani queer intervistati voterà per Trump – Vance.

Proprio questa settimana, l’amministrazione Biden-Harris ha stabilito uno storico record per il maggior numero di nomine giudiziarie federali dichiaratamente LGBTQ+ sotto una presidenza, arrivando ad un totale di 12, dopo che il Senato ha confermato la giudice Mary Kay Costello alla Corte distrettuale degli Stati Uniti per il distretto orientale della Pennsylvania.

La contestatissima legge “Don’t Say Gay” della Florida, che ha visto anche la Disney dichiarare guerra al governatore repubblicano, è stata firmata nel 2022 e vieta qualsiasi discussione su orientamento sessuale e/o identità di genere nelle classi elementari e medie, limitando quelle nei licei. Una censura preventiva che rimanda a Russia e Ungheria, con l’Italia di Giorgia Meloni sulle orme di DeSantis grazie alla mozione Sasso, approvata in commissione Cultura alla Camera la scorsa settimana.

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