L’influenza del voto LGBTIAQ+ nelle elezioni USA: un fattore decisivo?

Sottovalutato dai repubblicani, il voto LGBTIAQ+ sta trasformando il panorama politico negli Stati Uniti. E potrebbe essere decisivo in alcuni stati chiave.

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Elezioni USA - Influenza voto LGBTIAQ+ - Kamala Harris e Donald Trump
Elezioni USA - Influenza voto LGBTIAQ+ - Kamala Harris e Donald Trump
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Il voto della comunità LGBTIAQ+ si sta rivelando un elemento chiave nelle elezioni USA, con un impatto crescente sul panorama politico. I repubblicani, guidati da Donald Trump e J.D. Vance, sembrano sottovalutare la forza e la coesione di questo elettorato, che ha già dimostrato la sua capacità di influenzare risultati cruciali, come in Georgia nel 2020. Con una proiezione di crescita significativa, il voto LGBTIAQ+ potrebbe essere decisivo in stati chiave come Arizona, Michigan e Pennsylvania. Abbiamo sintetizzato con alcuni paragrafi essenziali le numerose analisi apparse sui media USA nelle ultime settimane. La comunità LGBTIAQ+ ha la forza elettorale di incidere e trasformare il futuro politico degli Stati Uniti (e non solo). L’importanza di un voto che potrebbe salvare la democrazia liberale.

Ombitransfobia in aumento del 112% negli ultimi due anni in USA - La propaganda anti LGBTI+ di Trump: il report di GLAAD
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Saranno sufficienti le battute per Trump e Vance?

L’idea repubblicana che l’elettorato LGBTIAQ+ possa essere facilmente conquistato con qualche battuta, non riflette la realtà. Il vice di Trump, J.D. Vance, ha lanciato una provocazione:

“Il normale gay americano voterà per noi”

I social hanno irriso l’idea di “normale gay americano”. Ma J.D. Vance ha rilanciato:

“Non sarei sorpreso se io e Trump vincessimo solo il voto dei gay normali. Perché, alla fine, vogliono solo essere lasciati in pace”

I repubblicani ammiccano al voto LGBTIAQ+ degli indifferenti. Potrebbero in effetti far breccia nel cuore di alcuni maschi gay ricchi bianchi cisgender: che probabilmente avrebbero in ogni caso votato repubblicano. Il resto della comunità LGBTIAQ+ sarà ulteriormente motivata a votare Kamala Harris, contro la feroce propaganda omobitransfobica professata a piene mani dalla camapgna trumpiana.

Crescita e potenziale del voto LGBTIAQ+

In verità, il clan di Trump teme il voto LGBTIAQ+. Ma potrebbe essere troppo tardi per i repubblicani.
Con il 7,6% degli americani identificati come LGBTIAQ+ e una proiezione al 17,8% entro il 2040, la nostra comunità sta emergendo come una forza politica significativa, pronta a trasformare il panorama politico.

Generazioni e voto:il peso della Gen Z e dei Millennial

I giovani elettori LGBTIAQ+, che rappresentano il 27% della Gen Z e il 15,6% dei Millennial, mostrano un forte impegno politico. Già nel 2020, il 7% degli elettori era apertamente LGBTIAQ+.

Negli ultimi mesi, la coscienza delle persone lesbo-gay-bi-trans-intersex-aroace-queer sembra aver preso forza e potrebbe essere decisiva.

L’impatto del voto LGBTIAQ+ nei numeri

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Nel 2020, il voto LGBTIAQ+ in Georgia è stato decisivo, con l’88% che ha scelto Biden, contro il 53% di Trump tra gli elettori non LGBTIAQ+: lo Stato fu assegnato a Biden, che vinse la corsa alla Casa Bianca.
Il 5 Novembre, secondo un reportage stato per stato del News Center di LGBTQNation (il più solido quotidiano LGBTIAQ+ americano), la nostra comunità potrebbe essere decisiva in:

Arizona
Georgia
Michigan
Nevada
Pennsylvania
Wisconsin

Il legame LGBTQIAQ+ con i Democratici

Il Partito Democratico ha saputo costruire un’alleanza solida con la comunità LGBTIAQ+, creando un legame quasi indissolubile, con il 93% dei giovani elettori LGBTIAQ+ che si identificano come Democratici.

kamala harris, sostegno alla comunità lgbt
Kamala Harris

Una nuova identità politica

L’alleanza con il Partito Democratico ha permesso alla comunità LGBTIAQ+ di passare da una minoranza frammentata a un blocco politico coeso e influente, con chiari obiettivi condivisi. I democratici non hanno avuto alcun tentennamento nella difesa dei diritti della nostra comunità durante gli attacchi della propaganda omobitransfobica dei repubblicani. Una rappresentanza leale e convinta, che si sta trasformando in una formidabile potenza elettorale.

Registrazione e partecipazione elettorale LGBTIAQ+ senza precedenti

L’ondata di leggi anti-LGBTQIA+, l’aumento (+112% in due anni secondo GLAAD) di atti omobitransfobici, e il timore che persino il matrimonio egualitario possa essere messo in discussione con una nuova amministrazione Trump, ha spinto il 95% degli adulti USA della comunità LGBTIAQ+ a registrarsi per votare e il 93% intende partecipare alle elezioni, dimostrando un tasso di affezione al voto con pochi precedenti nella storia.
È opinione diffusa che i repubblicani abbiano sottostimato l’impatto del voto LGBTIAQ+. Negli ultimi giorni i tentativi di recuperare una conversazione con una minoranza che potrebbe incidere fino al 10%, verso la quale i trumpiani hanno ammiccato con messaggi di “simpatia” bonaria, sembrano tardivi, poco credibili e incoerenti con le politiche repressive applicate da legislatori esecutivi negli stati guidati dai repubblicani.

L’importanza del voto per salvare la democrazia liberale

La comunità LGBTIAQ+ americana sembra aver compreso l’importanza del voto come nessun’altra minoranza USA. Potrebbe non essere sufficiente per sconfiggere la deriva eversiva fascistoide di Trump e portare Kamala Harris alla Casa Bianca. Soprattutto se – ancora una volta – i cittadini maschi cisgender eterosessuali rifiuteranno l’ipotesi di votare una donna.
Ma certamente dal punto di vista LGBTIAQ+ queste elezioni saranno una vittoria per la democrazia rappresentativa. Una lezione per le persone gay lesbo bi trans intersex aromantiche e queer italiane, troppo spesso rassegnate alla propria condizione di cittadin* di serie B nel proprio paese.

© Riproduzione riservata.

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