Recentemente la Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati ha approvato una risoluzione presentata da Rossano Sasso della Lega, che chiede al Governo italiano di escludere l’insegnamento di qualsiasi contenuto legato alla cosiddetta “ideologia gender” nelle scuole. La risoluzione è stata approvata dopo che altre proposte contrarie avanzate da deputate del PD e M5S erano state respinte. Non era mai accaduto prima che un documento ufficiale del Parlamento italiano utilizzasse la definizione “ideologia gender“, che non esiste, se non nelle fantasie di propaganda della destra. Inevitabili e furenti le reazioni, politiche e associative.
Perché la teoria gender e l’ideologia gender
non esistono, spiegato in 10 punti >
Ebbene la rete Tocca a Noi e Arcigay hanno annunciato una mobilitazione nazionale per sostenere l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole.
“Non possiamo e non vogliamo restare indifferenti alla deriva illiberale e antidemocratica dell’Italia al tempo del Governo Meloni. Sentiamo il dovere e l’urgenza di reagire ed opporci con fermezza all’approvazione della risoluzione Sasso (Lega) che vieta l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole, tacciandola di essere espressione di una fantomatica ed inesistente “’ideologia gender””, hanno precisato le realtà organizzatrici.
“La scuola che libera tutt3 è una scuola dove non c’è posto per i pregiudizi sessisti, razzisti, omolesbobitransfobici e abilisti. È una scuola che si fa comunità educante e spazio sicuro per tutte le persone che la attraversano; una scuola che condanna e rifiuta l’odio e la discriminazione. Ma si scende in piazza anche per chiedere alle istituzioni di assumere un impegno concreto a sostegno dei progetti di educazione sessuale e affettiva nelle scuole che la risoluzione Sasso vuole mettere al bando, perché al contrario, rappresentano uno strumento indispensabile per la prevenzione e di contrasto al bullismo e alla violenza patriarcale, un presidio fondamentale per la tutela della salute riproduttiva e sessuale e per l’educazione al consenso”. “La risoluzione Sasso è solo l’anticamera di una legge anti-LGBTQIA+* che avvicina l’Italia a Paesi illiberali, antidemocratici e responsabili di numerose violazioni dei diritti umani come l’Ungheria di Orbán e la Russia di Putin. Ecco perché non possiamo stare a guardare, c’è bisogno di fare fronte unitario con quella maggioranza silenziosa che in questo momento non decide, ma sta dalla nostra parte. A tutte queste persone chiediamo di unirsi a noi e di non lasciarci sol3”.
La mobilitazione di protesta si terrà mercoledì 25 settembre dalle 18 alle 20 e coinvolgerà associazioni e collettive, insegnanti e student3, forze progressiste e esponenti delle istituzioni attraverso l’organizzazione di sit-in in 46 piazze d’Italia: Aosta, Avellino, Bergamo, Bisceglie, Bologna, Bolzano, Brescia, Campobasso, Catania, Cosenza, Cremona, Cuneo, Firenze, Frosinone, Genova, Grosseto, L’Aquila, Latina, Lecce, Livorno, Mantova, Milano, Modena, Padova, Palermo, Pavia, Pesaro, Pisa, Pistoia, Pomigliano d’Arco, Potenza, Ragusa, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Rovereto, Rovigo, Sanremo, Siena, Taranto, Torre del Greco, Trani, Trapani, Trento, Varese e Vicenza.
Sono oltre 250 le realtà che hanno aderito all’iniziativa, dal titolo “Scuola libera tutt3”.
Le piazze saranno aperte a tutte le associazioni, movimenti studenteschi, realtà della società civile, organizzazioni giovanili, partiti politici di opposizione che si impegnano a sostenere “la nostra idea di educazione sessuale e affettiva, per alzare la voce contro l’ennesima ingiustizia nei confronti di tanti e tante giovani, contro questo attacco frontale alla lotta contro la violenza di genere e l’omobitransfobi”.
Gli organizzatori chiedono infatti progetti di educazione sessuale e affettiva nelle scuole, strumenti di prevenzione e contrasto a bullismo e violenza patriarcale, presidi fondamentali per la tutela della salute sessuale e riproduttiva e per l’educazione al consenso.
Qui la cartina con tutti gli appuntamenti, città dopo città.
A Roma la manifestazione si terrà davanti al Ministero dell’Istruzione in Viale di Trastevere; a Milano in piazza della Scala; a Firenze in Piazza di Santa Maria Novella; a Bologna in piazza Nettuno; a Palermo in piazza Verdi; a Catania in Piazza Stesicoro; a Lecce in Porta Rudiae; a Genova in Largo Alessandro Pertini.


E... avete inconsciamente detto le parole magiche supportando la Meloni andandogli contro...