Un pezzo di Regno Unito non c’è più. Margaret Natalie Smith, conosciuta in tutto il mondo come Maggie Smith, è scomparsa all’età di 91 anni, dopo oltre 70 anni di onorata carriera, due Premi Oscar, tre Golden Globe, 7 BAFTA, cinque Screen Actors Guild Awards, quattro Emmy e un Tony Award per il suo lungo impegno in campo teatrale.
A dare notizia del suo decesso i suoi figli Toby Stephens e Chris Larkin, via BBC: “È con grande tristezza che dobbiamo annunciare la morte di Dame Maggie Smith. È morta serenamente in ospedale questa mattina presto. Una persona estremamente riservata, era con amici e familiari fino alla fine. Lascia due figli e cinque nipoti amorevoli che sono devastati dalla perdita della loro straordinaria madre e nonna. Vorremmo cogliere questa opportunità per ringraziare il meraviglioso personale del Chelsea and Westminster Hospital per le cure e la loro incondizionata gentilezza durante i suoi ultimi giorni. Vi ringraziamo per tutti i vostri gentili messaggi e il vostro supporto e vi chiediamo di rispettare la nostra privacy in questo momento.”
Volto del teatro e del cinema inglese, Maggie Smith è stata capace di incantare intere generazioni.
Gli anni ’70 furono gli anni della consacrazione, con l’Oscar come miglior attrice per la sua interpretazione ne La strana voglia di Jean nel 1970 e un’altra statuetta vinta come miglior attrice non protagonista per California Suite nel 1979. All’epoca un’attrice che si avvicinava ai 60 anni veniva quasi dimenticata, snobbata. Ma non lei, perché negli anni ’90 Smith rifiorisce. Steven Spielberg le affida il ruolo di un’anziana Wendy Darling nel film Hook – Capitan Uncino, per poi diventare una strepitosa Madre Superiora in Sister Act 1 e 2, al fianco di Whoopi Goldberg, che l’ha così voluta ricordare: “Maggie Smith era una grande donna e una brillante attrice. Non riesco ancora a credere di essere stata così fortunata dal poter lavorare con “l’unica nel suo genere”. Le mie più sentite condoglianze vanno alla famiglia“.
Perché Smith sapeva far tutto, da Shakespeare alla commedia musicale, dal dramma al fantasy, dai gialli di Agatha Christie al road movie, dal thriller al doppiaggio animato. Nel 1999 Franco Zeffirelli le fa interpretare Lady Hester Random in Un Tè con Mussolini, ma sono i primi anni ‘2000 che la fanno conoscere ad un pubblico di giovanissimi, che presto si innamoreranno di lei grazie al ruolo della professoressa Minerva McGranitt nella saga cinematografica di Harry Potter. Nel mentre diventa la memorabile Violet Crawley, contessa madre di Grantham, in Downton Abbey, che solo due anni fa l’aveva ufficialmente salutata con un commovente funerale cinematografico.
Indiscussa icona queer, prese parte anche a Camera con vista di James Ivory, Il club delle prime mogli, Gosford Park di Robert Altman, Marigold Hotel 1 e 2, The Lady in the Van, fino a The Miracle Club, sua ultima fatica del 2023. Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico dal 1969, Dama di Commenda dell’Ordine dell’Impero Britannico dal 1989 e Membro dell’Ordine dei Compagni d’Onore dal 2014, Maggie Smith ha accompagnate le esistenze di milioni di spettatori per decenni, tra cinema, tv e teatro, esplicitando una poliedricità senza pari. Perché sapeva essere dolce, arcigna, esilarante, pungente, romantica, cinica, drammaturgicamente parlando intensa passando da una singola scena all’altra, rimanendo sempre clamorosamente credibile.
Semplicemente Dame Margaret Natalie Smith.
