In tour per promuovere la sua autobiografia, Boy from the Valleys: An Unexpected Journey, Luke Evans è tornato a parlare della propria vita privata, di come non abbia mai nascosto la propria omosessualità ad Hollywood e della propria adolescenza, da ragazzino figlio di testimoni di Geova nel cuore del Galles.
Oggi 45enne, Evans ha trovato conforto nel West End di Londra, a teatro, recitando in spettacoli come Rent, Miss Saigon e Avenue Q. L’occasione della vita è arrivata nel 2010, quando prese parte a Scontro Tra Titani, interpretando il dio greco Apollo. Da quel momento in poi Evans non si è più fermato, interpretando spesso ruoli da “macho” in blockbuster adrenalinici. Dalla trilogia de Lo Hobbit ai film di Fast & Furious, passando per Dracula Untold e l’adattamento live-action di La bella e la bestia.
Per la maggior parte della propria carriera Evans è stato l’eccezione che ha confermato la regola, perché seppur apertamente gay ha quasi sempre interpretato ruoli etero. Il suo primo personaggio omosessuale è arrivato in tv con la serie Nove Perfetti Sconosciuti, al fianco di Nicole Kidman, per poi abbracciare anche Good Grief e Our Son sul grande schermo. Ma questo per lui non è mai stato un dilemma. I suoi fan non hanno mai considerato un “problema” la sua omosessualità.
Luke Evans è gay, ma ai fan cosa importa?
“Non credo che gli importi più. Ed è davvero bello. Mi hanno dato una specie di pacca virtuale sulla schiena”, ha confessato Luke a Red Magazine. “Del tipo ‘Continua perché ci piace quello che fai e non ci importa'”.
Vivere oggi autenticamente la propria persona per Evans non può essere e non sarà mai in discussione, anche se inizialmente non lo urlò propriamente a gran voce. “”Apertamente gay” è come sventolare una bandiera e urlarlo dai tetti. E, a proposito, se qualcuno vuole farlo, bravo, ma fate attenzione al tetto“, ha sottolineato Luke. “Ma sono sicuramente una persona visibile. Non mi faccio dire da nessuno come vivere la mia vita. Lo decido io, il mio unico obiettivo è essere felice, che niente possa compromettere la mia felicità, la felicità del mio partner, la felicità della mia famiglia e di chiunque io tocchi nella mia vita. Questo è tutto ciò che conta”.
Luke Evans, l’amore di Fran Tomas e l’importanza della positività
Da tempo felicemente fidanzato con Fran Tomas, Evans ha rivelato: “Stiamo costruendo una vita insieme. Siamo felici e sono molto grato di averlo incontrato”.
Ripensando agli alti e bassi della propria carriera, Evans ha riflettuto sull’importanza dell’essere sempre positivi, del tramutare gli eventuali problemi in opportunità. “Non bisogna rimanere fermi su un’idea. Non restare seduto su qualcosa che vuoi cambiare. Cambialo”. “Se pensi che renderà le cose migliori o che aiuterà te o altre persone, fallo. La vita è troppo breve”.
A breve Luke sarà al cinema con il film Weekend in Taipei e su Amazon Prime con la serie Criminal, ma il suo sogno è che la propria autobiografia possa tramutarsi in fonte d’ispirazione per i lettori.
“Spero che faccia capire alle persone che possono trovare speranza anche quando pensano che niente vada per il verso giusto”. “A volte non sai cosa pensare in quel momento, ma tieni gli occhi aperti, perché migliorerà. Devi solo continuare a guardare avanti”.
Luke Evans e l’omofobia a scuola
Da adolescente gay in Galles, figlio di testimoni di Geova, Luke è stato pesantemente vittima di omofobia.
“Mi hanno preso in giro perché gay prima ancora di capire cosa significasse quella parola”, ha amaramente ricordato. “Essere trattato in quel modo da bambino, farti sentire che c’è qualcosa di intrinsecamente sbagliato in te… è così doloroso, ti rimane dentro. Anche ora, se mi chiedessi che aspetto avevo da bambino, ti snocciolerei automaticamente le cose per cui sono stato preso di mira: orecchie grandi, gambe magre. Mi sentivo inadeguato fisicamente, e quella sensazione è cresciuta con me fino all’età adulta. Potresti pensare che il diventare famoso mi abbia aiutato, ci sono brevi momenti in cui penso: mio Dio, la gente pensa davvero che io sia bello?! Ma è tutto così separato dalla mia realtà quotidiana, e quella voce dentro la mia testa, quella che mi dice che dovrei sembrare più giovane, avere una migliore formazione muscolare o una pelle più liscia, spesso soffoca qualsiasi complimento che potrei essere abbastanza fortunato da ricevere. Fortunatamente, ora sono in un posto in cui posso tenere sotto controllo questi sentimenti negativi e apprezzare me stesso“.
© Riproduzione riservata.

Cosa ne pensi?