In occasione del TDOR – il Transgender Day of Remembrance – vi consigliamo cinque romanzi trans, che fotografano le vite e i corpi di chi, come direbbe Preciado, ha deciso di dimorare su Urano, transitando da un genere all’altro oppure vivendo nella transizione stessa, senza meta, ma in esplorazione. Cinque romanzi intimi – raccontano la genitorialità e l’amore, il sesso e le fragilità – ma inevitabilmente anche politici. Cinque storie diversissime – picaresche o drammatiche, ironiche o esasperate – che sono però accomunate da uno slancio simile. Tutte vogliono raccontarela necessità della risignificazione, il desiderio di re-immaginarsi che è una risposta e una reazione all’impossibilità di figurare un diverso circostante, una realtà meno atroce.
In questo articolo
Cinque libri trans
A nessuno è fregato un cazzo di cosa è successo a Carlotta, James Hannaham, Clichy

La New York Times Book Review l’ha posizionato tra i cento libri migliori del 2022, ma in Italia è arrivato solo qualche settimana fa grazie a Clichy, ambiziosa casa editrice indipendente. A nessuno è fregato un cazzo di cosa è successo a Carlotta è un romanzo che aə più attentə ricorderà persino l’Ulisse di Joyce: al posto di Dublino, però, c’è New York e al posto di Leopold Bloom c’è Carlotta, una donna nera e trans che, dopo vent’anni di ingiustificata prigione, si rituffa nel mondo e ricomincia a vivere da capo la città, il corpo, la vita. L’America è cambiata, così com’è cambiato suo figlio, così com’è cambiata lei. Ricominciare costa caro, ma è tutto quello che Carlotta può fare per rinascere davvero, per darsi una seconda possibilità. Un romanzo tragicomico e arrabbiato, che smaschera l’America nei suoi punti più fragili, nelle sue nevrosi più pericolose.
Tutte le mie cose belle sono rifatte, Fumettibrutti, Feltrinelli Comics

Dopo l’enorme successo della sua trilogia esplicita, Fumettibrutti torna in libreria – sempre per Feltrinelli – con Tutte le mie cose belle sono rifatte: un memoir a fumetti, che è anche una dichiarata vivisezione ulteriore, una scomposizione cercata e voluta utile a riconsiderarsi e a vedersi integrə.
Nevada, Im0gen Binnie, Feltrinelli

Era convinta, Maria, che la transizione l‘avrebbe resa una donna più felice, eppure ogni giorno si chiede se valga ancora la pena alzarsi dal letto e pedalare verso la libreria in cui lavora, in sé stessa e nel mondo. E felice, alla fine, non lo è per niente. La sua relazione è di fronte a una crisi apparentemente irrisolvibile, il lavoro – come sempre – è un tradimento, e le amicizie vanno e vengono. Quando perde tutto, quel poco che ha, ergo la fidanzata e il lavoro, Maria decide di mettersi in macchina, alla volta di un viaggio senza meta. Arriva in Nevada, a Star City, e incontra James. Lei pensa: è trans, ma non lo sa. E vede in lui un obiettivo nuovo, spingerlo a scoprirsi. Lui in lei, invece, vede un possibile rispecchiamento, l’opportunità – almeno illusoria – di una libertà sfrenata. Nevada è un romanzo punk e scorrettissimo, incredibilmente bello.
Stone butch blues, Leslie Feinberg, Asterisco

Pubblicato per la prima volta nel 1993, Stone butch blues è un autentico cult della letteratura queer più eretica e dissidente. Jess, protagonista del romanzo di Leslie Feinberg, è per dirlo con Paul B. Preciado dissidente del genere sessuale e abita il confine: prima si identifica come donna lesbica, poi come uomo trans. E il suo personalissimo viaggio di esplorazione e iniziazione non è che il segno di un percorso più ampio, comunitario. Una storia intima e politica, che si insedia lì dove il discorso di classe si interseca alle reclamazioni queer. Imprescindibile.
Detransition, baby, Torrey Peters, Mondadori
Quello newyorchese di Torrey Peters – è vero – è un romanzo sulla detransizione, ma prima ancora e in misura ancora più evidente è un romanzo sulle transizioni e le relazioni. Quando Amy, donna trans, decide di de-transizionare per tornare a vivere una vita meno esposta e vulnerabile, sa che dovrà il pagare il prezzo della sua decisione, e che perderà Reese, l’unica persona che ha mai potuto considerare famiglia. Intanto, quest’ultima, trans a sua volta, non riesce a fare i conti con l’irrealizzabilità del suo desiderio di maternità e rimane sbigottita quando Katrina, capa di Ames, confesserà di essere incinta del suo dipendente. Certə dell’azione degli estrogeni, Amy ha sottovalutato i rischi di quel tradimento. Tutto, da questo punto in avanti, è da ri-costruire, le relazioni sono da rimappare, così come i desideri. Sarà possibile trovare un equilibrio? Detransition, baby è sopratutto un romanzo sul potere immaginifico della comunità trans e queer, un invito a cambiare sempre i paradigmi.
© Riproduzione riservata.

Cosa ne pensi?