Aggiornamento in fondo all’articolo
Nella notte tra venerdì 22 e sabato 23 Novembre un coppia LGBTI è stata insultata, aggredita e violentemente pestata a Milano in zona Porta Venezia. Gli aggressori sono italiani, secondo quanto raccontato dalle vittime, e inneggiavano a Hitler facendo il saluto romano. Porta Venezia è il quartiere rainbow per eccellenza del capoluogo lombardo, dove solitamente si ritrovano migliaia di persone LGBTI nelle decine di locali tra via Lecco, via Panfilo Castaldi, via Tadino, via Lazzaro Palazzi, via Settala e Viale Vittorio Veneto.
Intorno alle tre di notte, Tea, ragazza trans, e il suo compagno, sono stati aggrediti da un gruppo di ragazzi italiani, come ha raccontato Tea sui social 48 ore dopo l’accaduto, mostrando in foto le ferite del pestaggio. L’aggressione, spiega Tea a Gay.it, è avvenuta all’incrocio tra Viale Vittorio Veneto e via Zarotto.
“Dopo averci rivolto insulti omotransfobici inneggiando a Hitler e facendo il saluto romano, ci hanno aggrediti fisicamente. Abbiamo tentato di difenderci, ma io sono stata colpita con un pugno al viso mentre il mio ragazzo dopo essere stato bloccato a terra è stato colpito con ripetuti calci e pugni in testa e sul torace. Nel tentativo di aiutarlo, sono stata presa e tirata nuovamente a terra e solo dopo alcuni minuti siamo riusciti a liberarci e allontanarci”

Tea e il suo compagno hanno sporto denuncia “ma non conoscendo l’identità dei nostri aggressori, difficilmente saranno individuati” scrive su Instagram la ragazza. Starà ora alle forze inquirenti andare a fondo e capire se il punto del pestaggio è coperto da telecamere di sorveglianza, cosa assai probabile trattandosi di Porta Venezia, quartiere di movida nel quale gli esercenti più volte negli anni hanno lamentato un clima di poca sicurezza per la propria clientela LGBTI+ e non solo. (Aggiornamento: ci siamo recati sul posto e c’è almeno una videocamera di sorveglianza che potrebbe aver registrato la scena dell’aggressione, vedi in fondo all’articolo).
Secondo quanto raccontato da Tea, durante l’aggressione alcuni passanti “sono rimasti a guardare, senza aiutare, senza chiamare soccorsi e senza nemmeno fare un video che avrebbe potuto aiutare ad identificare i colpevoli“.
“Chiediamo di poter vivere le nostre vite tranquillamente senza doverci continuamente guardare le spalle o avere timore di cosa potremmo trovare una volta girato l’angolo” che punta il dito contro il governo Meloni “una classe dirigente che legittima un certo tipo di linguaggio violento e porta avanti politiche discriminatori e negazioniste dei diritti civili, queste persone di merda si sentono legittimate ad agire in questo modo e a farne le spese sono quelle stesse minoranze che, invece, dovrebbero tutelare“.

AGGIORNAMENTO 28 novembre ore 15
Tea ci spiega quanto sia ancora oggi scioccata, a cinque giorni dall’aggressione di quella notte. Un gruppo di ragazzi ha pestato lei e il suo compagno, inneggiando a Hitler e facendo saluti romani. La ragazza conferma a Gay.it di aver denunciato l’aggressione ai Carabinieri e ci fornisce il punto esatto dell’aggressione: l’angolo tra Viale Vittorio Veneto e via Zarotto.
Ci siamo recati sul posto questa mattina e abbiamo visto che c’è almeno una videocamera di sorveglianza. Affacciati sull’incrocio dove i balordi hanno pestato Tea e il suo fidanzato con epiteti omotransfobici, facendo saluti romani e inneggiando a Hitler, ci sono due attività commerciali: Il Libraccio e una sede di Findomestic. I commessi de Il Libraccio hanno detto che la loro attività non ha video-sorveglianza verso l’esterno, ma soltanto all’interno. Resta da capire se i filmati dall’interno possano aiutare ad avere una vista anche sull’esterno. Un compito delle forze dell’ordine, se indagheranno sul pestaggio.
Un impiegato di Findomestic invece non ha voluto rilasciare informazioni circa la video-sorveglianza esterna, e ci ha dato i contatti dell’ufficio legale. Ad una domanda più diretta “Lei sa o non sa se ci sono camere di sorveglianza verso l’esterno?“, l’impiegato ha detto “Io non posso risponderle“.

A quel punto abbiamo chiesto al Bar dal nome “Caffè Italiano“, il cui titolare ci ha indicato la telecamere di video-sorveglianza del civico 22, che inquadra perfettamente il luogo dell’aggressione. La videocamera è quella del portone del condominio al civico numero 22 di Viale Vittorio Veneto (nella foto). Il portinaio ci ha spiegato che è già capitato che le forze dell’ordine chiedessero filmati da quella videocamera “Sa qui spesso accadono furti e cose così…”, ma ci ha detto che in questi giorni non hanno ricevuto richiesta di accesso alla videocamera da polizia né da carabinieri.
Tea conferma a Gay.it di aver denunciato il pestaggio ai carabinieri il giorno dopo, sabato 23 novembre. Resta da capire se i carabinieri andranno a fondo di questa vicenda. A quanto ha raccontato Tea sui social, siamo davanti a una vera e propria aggressione dai contorni neofascisti, con danni fisici a persone inermi da parte di ragazzi italiani. La videocamera di sorveglianza al civico 22 di Viale Vittorio Veneto potrebbe aiutare a individuare i responsabili.
