Era l’ottobre del 2009 quando i titoli di giornale, con enfasi quasi cinematografica, portavano alla ribalta lo scandalo che travolse Piero Marrazzo, allora governatore della regione Lazio. Una vicenda raccontata con una morbosa attenzione ai dettagli più torbidi e scabrosi: un uomo politico di spicco, con una carriera promettente davanti a sé, “sorpreso” a pagare Natalì, una donna trans, per momenti di intimità, poi vittima di un ricatto orchestrato da quattro ufficiali delle forze dell’ordine.

Era l’epoca in cui il politicamente scorretto dominava senza filtri: le battute impietose sulla comunità LGBTQIA+ trovavano ampio spazio nei media, ed il machismo veniva esibito come un trofeo. Così, l’aspetto più grave della storia – il ricatto ai danni di un governatore regionale da parte di rappresentanti dello Stato – scivolò sullo sfondo, oscurato dalla gogna mediatica che si concentrava sulla vita privata di Marrazzo, enfatizzando il tradimento e, ancor di più, il fatto che l’ex governatore fosse attratto dalle donne trans.

Ma chi era Piero Marrazzo prima dello scandalo? E chi è oggi?

Chi è Piero Marrazzo? Carriera, famiglia, ex moglie, fidanzata, figlie

Nato a Roma il 29 luglio 1958, Piero Marrazzo è figlio del celebre giornalista Giuseppe Marrazzo, conosciuto per le sue inchieste coraggiose sulla criminalità organizzata.

Dopo aver conseguito una laurea in giurisprudenza, Marrazzo ha intrapreso una brillante carriera in RAI come volto del programma di denuncia sociale Mi Manda Raitre. Grazie alla sua capacità di comunicare con empatia e chiarezza, diventò allora uno dei giornalisti più apprezzati della televisione pubblica.

Nel 2005, decide di dedicarsi alla politica, candidandosi alla presidenza della Regione Lazio con il sostegno del centrosinistra. Un mondo di squali, che sin dal principio non vide di buon occhio la sua immagine sobria e il suo approccio umano in contrapposizione ad esponenti più aggressivi e spregiudicati. Durante la campagna elettorale, fu oggetto di un’operazione di spionaggio illegale collegata al caso “Laziogate”.

Nonostante tutto, riuscì ad aggiudicarsi la vittoria con il 50,7% dei voti, superando il rivale di centrodestra e presidente uscente Francesco Storace. Non fu però un mandato facile, segnato da polemiche, difficoltà finanziarie e tensioni politiche che non ebbe mai l’opportunità di sanare a causa dello scandalo scoppiato nel tardo 2009.

Piero Marrazzo è stato sposato con Isolina Fiorucci, dalla quale ha avuto due figlie, Giulia e Diletta. Successivamente, ha iniziato una relazione con la giornalista Roberta Serdoz, con cui ha avuto la sua terza figlia, Chiara, da cui si è separato dopo la vicenda.

Piero Marrazzo: lo scandalo del 2009

 

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Luglio 2009 segna un punto di rottura nella carriera e nella vita di Piero Marrazzo. Quattro carabinieri fecero irruzione in un appartamento di via Gradoli, a Roma, sorprendendolo in compagnia di Natalì, una donna trans. La scena fu registrata di nascosto, e i militari tentarono di ricattarlo, minacciando di diffondere il video compromettente.

Marrazzo rifiutò di cedere, e così la vicenda divenne pubblica nell’ottobre dello stesso anno. I media italiani e internazionali si scatenarono, costruendo una narrazione intrisa di morbosità e transfobia: il fatto che Marrazzo frequentasse una – o più –  sex workers, specialmente trans, fu strumentalizzato per denigrare la figura dell’ex governatore e dipingerlo come un uomo fragile, poco conforme ai canoni conformi che dominavano allora (e ancora oggi, per molti versi) la politica italiana.

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Una rappresentazione mediatica che però non solo colpì duramente Marrazzo, ma ebbe anche effetti profondamente negativi sulla percezione pubblica delle persone trans, già oggetto di discriminazioni feroci e stereotipi.

Dal canto suo Natalì descrisse la relazione con l’ex governatore come rispettosa e dignitosa, persino amichevole, respingendo con fermezza le narrazioni torbide che parlavano di un presunto giro di prostituzione e uso di stupefacenti. Natalì arrivò persino ad accusare qualcuno di aver deliberatamente piazzato la droga sul tavolo per incriminare la situazione.

Natalì: “Io e Piero siamo amici. Non sapeva del ricatto”

L’aspetto più grave dello scandalo, ossia il tentativo di estorsione da parte dei carabinieri, venne relegato in secondo piano, oscurato dalla curiosità morbosa per la vita privata di Marrazzo. Solo anni dopo, nel 2018, i militari coinvolti vennero condannati per concorso in concussione e violazione della legge sugli stupefacenti.

La vicenda non fu priva di risvolti drammatici: uno dei carabinieri coinvolti e Brenda, una donna trans orbitante attorno al caso, morirono entrambi in circostanze misteriose . Marrazzo, dal canto suo, si ritirò dalla vita politica, rifugiandosi in un lungo silenzio che durò diversi anni.

Cosa fa oggi Piero Marrazzo?

Dopo lo scandalo del 2009, Piero Marrazzo ha scelto di allontanarsi temporaneamente dalla scena pubblica per intraprendere un percorso di riflessione e rinnovamento personale, dedicandosi alla famiglia e ritrovando sé stesso lontano dai riflettori. Questo periodo di pausa gli ha permesso di riorganizzare le sue priorità e di ricostruire la sua immagine, non come uomo politico, ma come individuo.

Attualmente, Marrazzo è tornato al suo primo amore: il giornalismo. Da gennaio 2020 riveste l’incarico di caporedattore a disposizione del direttore di Rai News 24 e dal 25 aprile successivo conduce il telegiornale della notte sul canale all-news. Nel 2024 ha pubblicato il libro Storia senza eroi, un’opera che racconta la sua vicenda personale prima e dopo lo scandalo.

Storia senza eroi: il libro di Piero Marrazzo dedicato al fratello Riccardo

Piero Marrazzo ha scelto di raccontare la propria storia con una biografia. Storia senza eroi (Marsilio, 2024) è un viaggio intimo attraverso le sue vicende personali, dedicato alla memoria del fratello Riccardo, scomparso appena un mese prima della pubblicazione del libro.

Il libro esplora le radici della famiglia Marrazzo, raccontando le difficoltà, le gioie e le sfide che hanno segnato la loro esistenza, ma va oltre. All’interno, Marrazzo affronta lo scandalo intrecciandolo al racconto altrettanto intenso e personale: la storia di Riccardo e della loro madre.

Durante un’intervista a Domenica In, Marrazzo ha spiegato: “Al padre di mio fratello venne tolta la paternità a causa del suo orientamento sessuale. All’epoca, bastava invocare le leggi contro la sodomia per privare un uomo dei suoi diritti di padre. Quando l’ho scoperto, ho dovuto dirlo a mio fratello: avevano cancellato la paternità di un uomo solo perché era gay. È qualcosa di terribile, di disumano.”

In Storia senza eroi, Marrazzo non cerca di ricostruire una figura impeccabile, ma si presenta al lettore con tutta la sua umanità, mettendo in luce i meccanismi di una società che spesso giudica e condanna senza comprendere.

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