68enne ex mezzofondista, politico e dirigente sportivo britannico, due volte olimpionico nei 1500 metri piani, autore di 12 record mondiali in gare di mezzofondo ed ex presidente del comitato organizzatore dei giochi olimpici di Londra 2012, Lord Sebastian Coe è il più forte candidato alla presidenza del Comitato Olimpico Internazionale (CIO). Tra le sue più controverse proposte, nel caso in cui dovesse essere eletto, c’è il “divieto totale per le donne transgender di competere negli eventi femminili alle Olimpiadi“.
L’attacco indiretto ad Imane Khelif da parte di Sebastian Coe
Intervistato da Sky News, Lord Coe ha annunciato che vorrebbe istituire “una politica molto chiara che sarebbe inequivocabile, netta, co-curata con tutte le parti interessate, in modo che possa essere rilevante per gli atleti, gli scienziati che si occupano di sport, i comitati olimpici nazionali, le federazioni internazionali”.
Lord Coe, ex atleta olimpico in quattro edizioni dei Giochi, è alla guida di World Athletics dal 2015. È stato proprio lui a voler enormemente limitare la partecipazione delle atlete transgender, lo scorso anno, nell’atletica. “Abbiamo preso quell’iniziativa in World Athletics, come sapete, e penso che il principio sia molto chiaro“, ha aggiunto. “Ma se c’è un vuoto attorno a questa posizione, allora si finisce per vedere quello che abbiamo visto a Parigi”.
Perché, cosa sarebbe mai successo alle Olimpiadi di Parigi? Imane Khelif, atleta iper androgina algerina che ha vinto una medaglia d’oro nel pugilato femminile, è stata diffamata in lungo e in largo, definita uomo seppur nata biologicamente donna per presunti tassi elevati di testosterone. Lord Coe ha precisato che le politiche che proporrebbe da presidente del CIO sarebbero simili a quelle da lui introdotte a World Athletics, attualmente adottate da “molte federazioni internazionali, incluso il nuoto“.
“Siamo stati molto chiari a World Athletics sul fatto che le atlete transgender non gareggeranno nella categoria femminile a livello d’élite”.
Ma non c’è solo Sebastian Coe
Ma Lord Coe non è l’unico candidato alla presidenza del CIO ad aver proposto politiche che sostengono un divieto totale per le atlete. C’è infatti anche lo spagnolo Juan Antonio Samaranch, attuale vicepresidente del CIO, secondo cui “il CIO ha il dovere fondamentale di salvaguardare lo sport femminile”.
Un altro candidato britannico, il presidente della Federsci Johan Eliasch, ha chiesto al CIO di “dare l’esempio” nello “stabilire una politica semplice e chiara per garantire un ambiente equo e sicuro per tutti gli atleti, in particolare le donne“. Eliasch ha affermato: “Non sarà facile, per ovvie ragioni, ma dobbiamo ricordare che l’integrità e persino la vitalità dello sport femminile sono in gioco. Ciò che è fondamentale non è l’opinione pubblica o le tendenze prevalenti, ma l’integrità e la sicurezza dello sport femminile“.
Il capo del ciclismo mondiale David Lappartient, anch’egli candidato alla presidenza del CIO, ha affermato che le opinioni sull’idoneità transgender nei diversi sport possono “variare“, specificando che si tratta di “una questione complessa che deve essere affrontata razionalmente”. “Non possiamo ignorare ciò che dicono le atlete, ma le nostre decisioni devono anche essere basate su solide prove scientifiche”.
Thomas Bach, attuale presidente del CIO, ha annunciato l’addio lo scorso agosto, dopo 12 anni. Il CIO, va ricordato, ha più volte difeso Imane Khelif dagli attacchi transfobici, nel corso delle Olimpiadi di Parigi, ribadendo l’idoneità assoluta dell’atleta. Lo stesso CIO che nel 2022 aveva rilasciato nuove linee guida relative alle atlete trans negli sport d‘elite, lasciando di fatto carta bianca alle varie federazioni sportive.
Sono 7 i candidati a succedere a Thomas Bach. C’è anche una donna in corsa per la nuova presidenza, ovvero l’ex nuotatrice Kirsty Coventry, che potrebbe diventare la prima presidente in 130 anni di storia del CIO. A completare il quadro di candidati il giordano Feisal Al Hussein, fratello del Re e Principe di Giordania, e il giapponese Morinari Watanabe, presidente della Federginnastica. Le elezioni si terranno dal 18 al 21 marzo 2025 in Grecia.


Ma che senso ha includere Imane Khelif nella discussione, visto che e' biologicamente donna? Giusto per fare un po' di confusione? E dai titoli e articoli sembra che le donne trans siano completamente escluse dalle olimpiadi. Ma sono veramente escluse dal partecipare, o gli viene solo richiesto di competere nelle competizioni maschili? Perche' se il caso e' il secondo, allora il titolo e l'articolo sono fuorvianti e tendenziosi. L'articolo linkato sembrerebbe confermarlo. Grazie comunque per non aver usato quelle E rovesciate che ogni tanto qualcuno si intestardisce ad usare.